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La preziosità è una
moda culturale che invase l'Europa all'inizio del XVII secolo.
In Italia, essa è rappresentata dal marinismo,
cioè dal movimento che nasce a seguito di Giovan Battista
Marino. Egli inaugura, all'interno del filone barocco, un tipo
di poesia che si caratterizza per un'esuberanza di gusto e uno
stile
"prezioso", in opposizione al principio rinascimentale
dell'imitazione dei classici e
al rispetto del gusto classico.
In Francia, questa moda prettamente
letteraria ha dato luogo al formarsi di salotti
preziosi, dov'era
di regola il desiderio di distinguersi anche tramite le speciali
scelte stilistiche del linguaggio e della conversazione.
Ogni periodo storico ha le sue mode
(le sue curiosità): quello che ai nostri occhi può
apparire talvolta molto ridicolo, in realtà fa parte di
un insieme culturale da prendere sul serio, proprio come quello
in cui viviamo (che non manca di cose "ridicole").
Per
ridere un po', e rendersi conto di come ogni moda sia, effettivamente,
legata ad un certo periodo storico al di fuori del quale perde
ogni fondamento, riporto qui di seguito alcune curiosità della
corrente "preziosa" riguardo all'uso della lingua.

Lo "stile" prezioso:
- per distinguersi dagli altri, i "preziosi"
inventavano di frequente neologismi che avevano
proprio lo scopo di fare ammirare l'ingegnosità del
loro coniatore;
- l'esagerazione e l'iperbole
erano usate di frequente, e accanto ad esse l'antitesi
(ad es. nell'espressione una persona audacemente
paurosa);
- la volontà di mantenersi all'interno
di un linguaggio epurato (il rispetto della cosiddetta bienséance)
porta al rifiuto dei termini troppo crudi, realistici, equivoci
o comunque in qualche modo offensivi per la morale. Quest'atteggiamento
provoca un uso estensivo della perifrasi,
per evitare parole equivoche; si rifiutano il linguaggio popolare
e i linguaggi tecnici, accentuando il divario tra "parole
nobili" e "parole basse".
- i preziosi amavano la precisione: ogni parola
doveva essere usata col suo significato primo; ma, nello stesso
tempo, il loro linguaggio era ricco di termini
dal significato vago o del tutto inutile.
Esempi (tradotti dal francese):
Vi sono tanti esempi di perifrasi dell'epoca:
la
scopa era definita "lo strumento della pulizia", la
candela "il supplemento del sole", il cappello "lo
sfidante il tempo", il camino "l'impero di Vulcano",
la mano "la bella movente", i piedi "i cari
sofferenti",
il pane "il sostegno della vita", lo specchio "il
consigliere delle grazie", la poltrona "la comodità
della conversazione".
Altri esempi di perifrasi racchiudono anche delle
metafore
ardite:
i denti "il mobilio della bocca", incipriarsi
"lustrare il proprio viso", le guance "i troni
del pudore", la luna "la fiamma della notte",
la musica "il paradiso delle orecchie", il naso "le
chiuse del cervello", gli occhi "gli specchi dell'anima".

Gli esempi sono tratti dal
Dictionnaire des Précieuses di Somaize.
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