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...in realtà non viaggio mai, io, per raggiungere un luogo preciso, ma per camminare: semplice piacere di viaggiare.

Robert Louis Stevenson
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Appunti
 
Di Rosella (del 31/01/2014 @ 15:54:52, in VIAGGIO IN BRETAGNA, linkato 1042 volte)

Concarneau

Concarneau è una bella cittadina che si trova già verso la punta estrema della Bretagna, dipartimento chiamato, con ragione Finistère. Ci sono parecchie cose da vedere: il porto peschereccio, la cittadella, la città nuova e le spiagge.

La cittadella presenta mura imponenti, erette a partire XIV secolo e terminate dal famoso Vauban nel XVIII secolo. Tale attenzione dimostra l’importanza strategica di questa fortezza, che sorge su un’isola, collegata alla terraferma da due ponti in pietra veramente grandiosi.

L’interno della cittadella presenta negozi e negozietti, oltre a molti locali di ristoro: sono però piuttosto delusa da ciò che viene proposto in vendita. Ci sono molti capi d’abbigliamento adatti solo a chi ama il mare, anzi, navigare; da noi non si portano, e oltretutto sono piuttosto costosi. Le maglie e i ciondoli con simboli celtici mi sembrano dozzinali, e poi ci sono i soliti oggetti inutili come tazze, piatti, soprammobili… controllo se c’è scritto “made in China”. No, ma nemmeno “made in France”.

Insomma, poco folclore.

Tutto invita al mare, a vivere il mare, a vivere sul mare.

Saliamo sulle mura, per quello che la guida indica come un giro spettacolare: e qui sì, mi si allarga il cuore. Ecco l’Oceano! Finalmente! E’ per questo che sono venuta fin quassù per poter ammirare la sua vasta distesa azzurra!

Qui le foto non riescono a mostrare il meglio, bisogna chiudere gli occhi e immaginare. Facendo il giro delle mura, ad ogni angolo si cambia la prospettiva, e si aprono nuove vedute.

Verso la punta dell’isola, i negozi diminuiscono e c’è anche una piccola oasi verde: da una parte il minuscolo parco, dall’altra il mare, infinito, profondo! Sì, finalmente c’è la Bretagna che mi aspettavo.

Il viaggio è stato lungo, ma d’ora in avanti ci saranno scoperte sempre nuove, e ancora tanto tanto mare. Non dimentichiamo la zona nuova della cittadina: vivace, offre precchie possibilità di distrazione. Questo è un luogo in cui, se potete vale la pena di soggiornare: possibilmente con vista mare, naturalmente.

Rosella Rapa

Foto di Rebecca Tasca

 
Di Rosella (del 31/01/2014 @ 15:51:40, in VIAGGIO IN BRETAGNA, linkato 2037 volte)

I Megaliti di Carnac

In realtà bisognerebbe parlare dei Megaliti di Lomariaquier, ma tutti conoscono Carnac e la sua distesa di pietre erette nella preistoria. Invece Lomariaquier è meno famoso, perché si tratta di un sito archeologico scoperto, o meglio ri-scoperto più di recente: è da qui che si deve iniziare la visita. Il piccolo ma fornitissimo centro di accoglienza propone brevi volantini e guide un po’ più estese per visitare sia questo sito, sia la distesa di Carnac. Ci sono parecchie cose da scoprire: il monolite più alto d’Europa (purtroppo caduto a terra e ora spezzato in quattro pezzi) un enorme tumulo di pietre accatastate a formare un immenso cerchio, e un dolmen completo, in cui si può entrare, attraverso la famosa porta a trilite. Le foto sono l’unico modo per descrivere questi monumenti preistorici.

Si ritiene che queste opere monumentali risalgano al neolitico, l’età della pietra; da sempre associate a leggende e misteri hanno potuto conservarsi fino ai nostri giorni. Ora l’accesso deve essere regolamentato, per evitare che i turisti le danneggino. La datazione sembra indicare che i complessi di questa zona risalgano al V millennio avanti Cristo: altrove si erano sviluppate culture più evolute, ma non si deve pensare che le popolazioni che eressero questi monumenti fossero totalmente primitive: gli studiosi ritengono che avessero già sviluppato agricoltura e allevamento, e fossero organizzati in strutture gerarchiche, con un capo, abili architetti, e sacerdoti.

Traggo dalla guida: “Dato l’elevato numero di uomini che sicuramente lavorò alla costruzione di questi monumenti è logico supporre che questa regione avesse una alta densità di popolazione. Si pensa che i blocchi di pietra non venissero estratti da cave, ma utilizzavano cumuli di rocce già erosi, che poi trasportavano con funi e tronchi d’albero. La costruzione dei megaliti era accompagnata da una vera e propria cerimonia di fondazione".

A Lomariaquier si trova anche la guida per visitare Carnac, che invece ha un centro d’accoglienza vecchio, malridotto e troppo affollato. Ci sono le visite guidate, ma non sono molte: si vuole evitare che troppi turisti passeggino in mezzo alle pietre. Del resto, si vedono meglio costeggiando lentamente la strada, in auto, e fermandosi in uno o due punti strategici per osservare la cosa più interessante: l'allineamento.

I “sassi” in sé non dicono molto, ma la loro distribuzione è davvero impressionante,  in file parallele a distanze regolari; per osservarla al meglio bastano pochi precisi punti di vista.

Alcuni di questi menhir sono stati inglobati nel muro di cinta di un piccolo villaggio sorto in tempi antichi: è un particolare molto curioso, e anche questo si scopre solo seguendo la guida.

Se si vuole visitare Carnac con la guida conviene recarsi sul posto molto presto; dipende da quanto si è appassionati all’argomento. Per una breve, ma significativa impressione basta il giro dall’esterno. Sempre per gli appassionati, in questa zona sono indicati moltissimi triliti e megaliti più isolati, e la visita può richiedere un’intera giornata, con parecchi spostamenti.

Per chi vuole solo vederli come curiosità archeologica, è sufficiente la mattina, per entrambi i siti di Lomariaquier e Carnac, poi si può tornare sul mare.

Rosella Rapa

Foto di Rebecca Tasca

 
Di Rosella (del 22/01/2014 @ 13:55:43, in VIAGGIO IN BRETAGNA, linkato 1524 volte)

Il Golfo di Morbihan

Questo Golfo è considerato una delle meraviglie della Francia: sulla mappa sembra piccino, invece è vastissimo, diciamo pure che sembra un piccolo mare, e in effetti ricorda molto, per il paesaggio e la vegetazione più il Mediterraneo che il Grande Oceano Atlantico. Pini marittimi alti come abeti, spiagge piccolissime, poco evidente il fenomeno delle maree. E poi porti e porticcioli, ovunque; la Bretagna è la terra dell’oro per tutti coloro che amano gli sport marini: windsurf, vela, canoa… c’è di tutto, dai gommoni gonfiabili ai panfili con tre vele. Ci sono anche pescherecci e chiatte, perché in Bretagna, si mangia pesce, e pesce, e pesce, compresi frutti di mare e ostriche. Le casette sono tutte uguali: basse, bianche col tetto spiovente in ardesia nera. Ma qui la neve cade raramente, secondo le statistiche. Ci sarà pioggia, d’inverno, questo sì. Pioggia Atlantica.

Il cielo è quello nordico, con le classiche nuvolette basse, veramente “a pecorelle”, ma il clima… è CALDO! E il sole picchia, facendo abbronzare e anche scottare. Questo non me lo aspettavo: in Cornovaglia e in Galles non avevo mai avuto problemi, e non mi sono portata creme solari. Per fortuna la nostra pelle non è particolarmente delicata, e ci bastano delle semplici creme idratanti.

Descrivere il Golfo di Morbihan è impresa ardua: se vi è possibile, osservate una mappa; vedrete come sia un’enorme baia, che si frammenta in una miriade di rientri più piccini, con un percorso costiero estremamente tortuoso, al suo interno isole e isolette. E’ anche molto vasto, ma dalla costa non si riesce ad avere l’idea della sua grandezza, se non in un punto, Quiberon, posto all’estremità di una penisola che si protende solitaria. Arrivarci però è dura: bisogna partire molto presto al mattino, in modo da essere sulla punta prima dell’afflusso della gran massa di turisti.

Il modo migliore per godersi il Golfo, e le sue incantevoli vedute, è senz’altro il giro in battello, che vi permette di ammirare le coste frastagliate e le isole disseminate ovunque. Alcune sono poco più che semplici scogli, altre sono molto estese, tanto che vi sorgono a loro volta villaggi e hotel. In una c’è persino un cerchio di Megaliti, le Pietre Preistoriche che costituiscono l’altro vanto di questa regione.

Le gite in battello variano a seconda del porto di partenza e del tempo che intendete trascorrere nel golfo: noi ne scegliamo una che ci consente uno scalo di poche ore nell’isola più grande, l’Iles aux Moins (Isola dei Monaci). Questa breve sosta ci dà appena un’idea della sua estensione: infatti le persone che se lo possono permettere vengono per soggiornarci! Altri affittano biciclette, comprese quelle dotate di carrellino per trasportare i bimbi piccoli, sono deliziosi! Molto più semplicemente, noi stranieri inesperti scegliamo una passeggiata costiera: e meno male che siamo abituati alle escursioni in montagna, perché è tutto un sali-scendi, con vedute sull’Oceano che appaiono all’improvviso. Troviamo un anfratto particolarmente suggestivo, anche se un po’ scomodo, tra le rocce, e ci dedichiamo al nostro pic-nic. L’acqua sotto di noi è trasparente, non troppo movimentata; vediamo passare le imbarcazioni e notiamo… la tranquillità. Nonostante il gran numero di turisti che si riversa in Bretagna, le sue coste non hanno nulla a che vedere con gli assurdi affollamenti agostani delle spiagge in Italia, che mi ricordano il traffico sulla tangenziale piuttosto che il relax di una vacanza. Qui, ognuno è libero di gestirsi il suo tempo come meglio crede: fare il bagno, camminare, o, semplicemente, ammirare.

Il percorso in battello fa in modo di mostrare le isole e le insenature da diversi punti di vista, quindi dura abbastanza: tra sole, vento, passeggiata, alla sera siamo stanchi, ma molto soddisfatti. Oggi abbiamo visto qualcosa di veramente unico.

Rosella Rapa

Foto di Rebecca Tasca

 

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Titolo

Canada

Canada, un paese da scoprire
Autore: Rosella Rapa

Segnalazione di merito al concorso TOURISMI LETTERARI.

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22/01/2017 @ 00:39:22
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