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...non ho mai viaggiato verso altri paesi che te, mio paese.

Gaston Miron
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Rosella (del 02/09/2010 @ 00:07:02, in Attivitą Letterarie, linkato 3 volte)

Una Stella Alpina

accanto a una Margherita.

L'Estate è finita,

come una breve Vita.

Rosella, settembre 2009

Foto di Paolo

 
Di Rosella (del 25/05/2010 @ 01:17:57, in Attivitą Letterarie, linkato 38 volte)

     

Le Rose

Nel mio giardino,

abbandonato,

trascurato,

C'è una pianta di Rose

bianche,

candide.

Le intemperie le hanno

piegate,

sfogliate.

Così è il mio cuore,

abbandonato,

defraudato.

Così è la mia vita,

abbattuta,

svenduta.

La Rosa risorge a Primavera.

Sarà per me promessa sincera?

Rosella, 6 ottobre 2008

  

 
Di Rosella (del 27/04/2009 @ 04:36:15, in Attivitą Letterarie, linkato 443 volte)

Da quando sono nata

Ho scalato 1.000 volte l’Hymalaya.

Da quando è nata mia figlia

Ho scalato 10.000 volte l’Hymalaya.

Uno di quegli stupidi,

che scrivono libri

perché ogni sciocchezza

emersa dalla loro voce

può rendere milioni di dollari

Vorrebbe insegnarmi a scalare l’Hymalaya.

Ho pianto.

Tanto, e a lungo.

Non serve a nulla.

Lasciate che i cretini scrivano libri,

e accumulino denaro.

Ma almeno non leggeteli

E vivete la quieta pace

Della vostra comune ed unica Esistenza.

 
Di Rosella (del 14/03/2009 @ 05:00:33, in Attivitą Letterarie, linkato 295 volte)

Un libro e un fiore

Stanotte ho fatto un sogno strano:

lo scriverò cosi come viene, poesia, o brano.

C’era un libro E c’era un fiore.

Pieno di magie era il libro

Pieno di colori era il fiore

Strani oggetti uscivano dal libro,

Mutevoli colori uscivano dal fiore

Parole e fate uscivano dal libro

Profumi e farfalle uscivano dal fiore.

Che bello! Pensai, ma, all’improvviso

Si mostrò una mano, orrenda,

Pronta a ghermire il mio bel libro, e il fiore.

La mano era rossa, con lunghi artigli

Stillava sangue, stava per cadere

… !!!!! NO !!!!

Gridai, e la mano si mutò in ghiaccio

Si fece azzurra, trasparente, delicata.

Poi il ghiaccio si trasformò in cristalli,

I cristalli in fiori, e presero volare,

Bianche farfalle dalle ali traforate

Come pizzi da mani antiche lavorati.

“Che Bello, dissi, Lo scriverò in una fiaba.”

Ma all’ improvviso comparve un buffo nasone,

Rosso, con i baffi, ed un vocione.

“No, non si può, è vietato !“

“Allora, la scriverà mia figlia”

“No, non si può, è vietato !“

“la scriveranno i miei nipoti”

“No, non si può, è vietato !“

“Sai che ti dico? Mi hai seccato !“

Con queste parole mi svegliai

E sulla carta le parole lasciai.

Sciocco nasone, lo sai:

mai una fiaba fermerai.

Rosella, 14 giugno 2008

 
Di Rosella (del 07/03/2009 @ 11:35:41, in Attivitą Letterarie, linkato 276 volte)

Poesia a colori: Un Sogno Pazzo

Che noia ascoltare.

Stanotte ho sognato di volare.

Mi siedo

In aula sono arrivata,

Raro per me, tutta trafelata

Farnetica: che dice quello laggiù?

Sono inquieta; non ne posso più!

Correvano tutti verso una Foresta,

Sembrava fosse una grande festa;

Invece arrivavano impazziti,

Soltanto per cadere disperati,

Nel Buio che tutto ingoia.

Non ha finito quello? Che noia.

Proprio non riesco ad ascoltare:

Stanotte ho sognato di volare.

C’ero anch’io, nel sogno: giocavo,

Fra tanti volti che più non ricordavo.

Poi tornarono familiari: persone amiche,

Di quando io ero ancora felice,

Bambina, già troppo sognatrice.

Vivevo in una catapecchia, lontano,

In alto, distante dal frastuono sovrano.

Il giocattolo era rotto, ma non importava,

Lassù nessun estraneo arrivava.

Eravamo poveri, ma felici:

Alla sera correvamo con gli amici

A prendere i dolci dai ricchi sdegnati

Che un buon signore ci aveva regalati.

E’ folle questo sogno, devo continuare?

Sì, perché fummo costretti a volare.

D’improvviso la folla sottostante

Cominciò a salire, ansimante.

Ci spinsero verso un dirigibile

Che doveva andare il più lontano possibile.

Lontano da dove? Vedevo vasti prati,

Incolti, di certo mai arati.

Pecore e bufali pascolavano insieme

Case grigie, antiche, erano un bell’insieme.

Voglio scendere, gridai, laggiù c’è pace!

Ma mi dissero: sei pazza, là si tace.

Non ascoltai:

In volo mi lanciai.

E trovai tutti, tutti i miei cari,

Che su questo mondo mai avranno pari.

“Sono contenta, sono qui, con voi”:

Uno di loro mi guardò e disse, “Non puoi.

Torna a casa, dalla tua bambina.”

“No, non voglio; con te desidero restare!”

Piangemmo. Mi esortò: “Devi andare.

Accanto al letto, lei ti guarda dalla foto,

Vi proteggerà, è il suo scopo”.

Infatti i suoi occhi, dolci e tristi, scuri

Da sempre mi sorvegliano, sicuri.

Mi sono alzata con la sveglia, maledetta!

Per arrivare in quest’aula troppo stretta.

E’ ancora là, quello, parla senza farsi capire

Ma cosa studio, a cosa mai potrà servire?

Mi alzo:

Ora basta, smetti di ciarlare:

Stanotte IO HO IMPARATO A VOLARE.

Rosella 2008

 
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Titolo

Canada

Canada, un paese da scoprire
Autore: Rosella Rapa

Segnalazione di merito al concorso TOURISMI LETTERARI.

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03/09/2010 @ 17.42.36
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