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  Levi Carlo  
 
       
 

Nasce a Torino nel 1902, dove vive l'infanzia e la giovinezza. Diventa amico intimo di Piero Gobetti e dei giovani che, assieme a Rivoluzione Liberale, scoprono i problemi della libertà in Italia. Interessato di arte pittorica e politica, concentra però gli studi sulla Medicina. Si laurea nello stesso anno in cui espone per la prima volta le sue opere alla Biennale di Venezia. Comincia a partecipare da subito ai gruppi di resistenza al Fascismo. Diventa uno del Gruppo dei sei pittori torinesi che, contro la retorica servile dell'arte ufficiale e la falsa modernità del futurismo, affermano alla pittura il valore di espressione della libertà. Si impegna politicamente dando vita alle prime organizzazioni clandestine e fondando Giustizia e Libertà. Più volte incarcerato dal regime fascista, nel 1935 viene confinato in Lucania. Nel 1939 espatria in Francia; torna in Italia nel 1941; viene arrestato nuovamente nel 1943 ma partecipa ancora attivamente alla Resistenza come membro del Comitato di Liberazione della Toscana, di cui dirige il quotidiano "La Nazione del Popolo". Nel 1939 scrive "Paura della libertà" (pubblicato solo nel 1946), dov'è raccolto il suo pensiero. Frutto della sue esperienza da confinato, tra il 1943 e il 1944 scrive "Cristo si è fermato a Eboli", pubblicato nel 1945, romanzo che ebbe un successo immediato in Italia e all'estero. Carlo Levi muore a Roma nel 1975.  
       
 
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