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Parlare solo di ciò che
si conosce… argomentare le proprie idee… esprimersi
in modo chiaro… Ma chi l'ha detto?
Più che ad argomentare, il moderno opinionista è abile a
muoversi in superficie, esercitando «l'arte raffinata dello sfioramento
delle idee e dei problemi», un'arte che gli consente di fornire puntuali
risposte anche quando non capisce le domande.
Chiarezza? Lasciamo perdere! Il moderno opinionista può permettersi
di parlare in modo incomprensibile. Spesso, anzi, neppure lui capisce quel
che dice: può così disquisire brillantemente su qualunque
argomento, anche su quelli a lui sconosciuti.
Acuto e divertente, questo libro espone i ferri del mestiere del moderno opinionista.
“Amo molto parlare di niente: è l’unico argomento
su cui so tutto”: con questo aforisma di Oscar Wilde inizia il
nuovo libro di Claudio Nutrito, “Non ho niente da
dire,ma so come dirlo.Trattato ad
uso del moderno opinionista”, (Stampa Alternativa, 2010, pag.
104, € 12,00).
Il libro si sviluppa su alcune provocatorie premesse. Per esempio: “Parlare
solo di ciò che si conosce… argomentare le proprie idee… esprimersi
in modo chiaro… Ma chi l'ha detto?. Più che ad argomentare,
il moderno opinionista è abile a muoversi in superficie, esercitando «l'arte
raffinata dello sfioramento delle idee e dei problemi», un'arte
che gli consente di fornire puntuali risposte anche quando non capisce
le domande”.
Altro esempio: “Chiarezza? Lasciamo perdere! Il moderno
opinionista può permettersi di parlare in modo incomprensibile. Spesso,
anzi, neppure lui capisce quel che dice: può così disquisire
brillantemente su qualunque argomento, anche su quelli a lui sconosciuti”.
E ancora: “Ma chi l’ha detto che per essere dei brillanti
conversatori bisogna avere qualcosa da dire? Il moderno opinionista ha
la capacità di intrattenere senza comunicare, offrendo a chi lo
ascolta una sorta di «massaggio verbale», piacevole e rilassante”.
È un libro irriverente, a tratti cinico, che espone i vari “ferri
del mestiere” del moderno opinionista, fra i quali:
- le parole-chiave dell'«indignazione virtuosa», per
lanciare anatemi contro i vari aspetti degenerativi della moderna società;
- il «catalogo dei rimedi», per
indicare, dopo gli anatemi, le strade per migliorare il mondo;
- i metodi per essere «brillante e crudele», per
demolire cioè le idee altrui: un modo sicuro e immediato per
distinguersi in una discussione (è, infatti, molto più facile
distruggere che creare);
- l'arte del “tirarla per le lunghe”, sia
con le premesse sia con le “derive tematiche” (saltare
di palo in frasca), nonché con incisi, chiose, digressioni,
parentesi. (Precetto per il moderno opinionista: “Una volta aperta
una parentesi, non c'è nessuna fretta di chiuderla”);
- i metodi per dire, secondo le circostanze, quel che gli altri si
aspettano di sentire o di stupire con affermazioni provocatorie.
Nel libro sono esposte ed analizzate molte delle parole o frasi fatte
a cui si è soliti aggrapparsi quando si è a corto di argomenti per
dare spessore e suggestione all’eloquio. Sono termini ampiamente
adottati nei talk show televisivi, nel mondo politico, nel management: “contesto”, “prioritario”, “condividere”, “consapevole, “al
di là dei numeri” “bisogni indotti”, “cultura” (“è un
problema di cultura”), “il problema è a monte” (o “a
valle”), “doppia lettura” ecc.
Si tratta di un manualetto agile e divertente sull'arte di parlare quando
non si ha niente da dire e che, letto in controluce, mette a nudo con
feroce ironia i discorsi vacui ed i luoghi comuni con i quali si cerca
di far colpo su chi ascolta.
Il libro di Nutrito può quindi essere visto come una sorta di
guida per destreggiarsi — o tutelarsi — nel “mare
magnum delle frasi fatte”.

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