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Ed.
Letteratour.it
Spicca nel testo l'intento "scientifico", o "filosofico", che Spina dà al suo scrivere, e del resto questo intento è esplicitato fin da subito: All’inizio
di ogni riflessione filosofica ci si scontra con lo stato di "dubbio
cosmico" e non sembra
possibile esprimere alcuna verità in merito alla realtà:
ogni argomentazione si basa infatti su ipotesi ed ogni ipotesi può essere
messa in dubbio. Più precisamente nulla impedisce che si possa
raggiungere una verità assoluta, ma non è possibile accertare
con sicurezza se la si è raggiunta o no: le esperienze possono
sempre essere ingannevoli e le nostre riflessioni essere fallaci. Perciò secondo
il principio della prudenza l’insieme dei nostri giudizi sulla
realtà va considerato un insieme di "pareri". Si tenga bene
in conto che i pareri razionali sono influenzati dai pareri emotivi,
e la loro sintesi è quello che viene definito "elaborazione",
ovvero la filosofia stessa: essa è unione di razionalità ed
irrazionalità, prodotto di entrambe gli emisferi cerebrali.
Ciò che distingue il filosofo dalla persona comune è il
suo affidarsi preferibilmente alle elaborazioni, quindi tutti filosofiamo
nella misura in cui elaboriamo la realtà. I pareri razionali
fanno propri gli assiomi fondamentali della logica: essi vanno considerati
ottimi strumenti in virtù della loro continua verifica sperimentale
e provata efficacia predittiva. Altra fondamentale caratteristica dello scritto di Spina è l'intento di promuovere un dialogo col lettore, ma un dialogo che sia orientato alla riflessione e all'introspezione: ogni spunto del pensiero espresso deve essere per l'autore uno spunto altrettanto stimolante affinché chi legge possa orientare i propri pensieri a continuare la riflessione in se stesso, trovando una propria strada verso "la felicità". Tra
le assunzioni pragmatiche di base della filosofia qui esposta vi è anche
l’esistenza nostra
e della realtà, interna ed esterna, di cui i nostri pareri
forniscono un modello il più realistico possibile (inferendo
dall’esame
dei fenomeni, cioè dal mondo delle apparenze) e da esso estrapolano
deduzioni razionali (così come dal movimento delle ombre è possibile
interpretare il movimento degli oggetti proiettati). Il terzo termine
che si aggiunge al soggetto e al mondo nella filosofia cartesiana,
ovvero Dio, viene qui individuato tramite la prova fisico-teologica:
se esiste un orologio deve esistere un orologiaio, ovvero se il mondo è congegnato
in modo così mirabile qualcuno lo deve avere architettato.
Facendo eco a Rousseau, il cieco caso non può aver prodotto
un essere umano che pensa. Passo dopo passo, accompagnato da uno
stile lineare e rigoroso, l'autore ci porta quindi a riflettere su temi
che spaziano dalla gnoseologia all’etica, dalla metafisica alla
filosofia della mente, senza tralasciare la filosofia dell’arte
e della storia. Francesco Spina nasce
a Vicenza il 23 agosto 1984. Dimostra fin dall’infanzia propensione
per la filosofia, che approfondisce durante gli studi superiori presso
il Liceo scientifico Paolo Lioy e trova il tempo di coltivare anche mentre
studia ingegneria all’università di Padova. Attualmente
lavora in banca e nel tempo libero si dedica alla lettura e alla scrittura. |
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