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a cura dell'Istituto
Italiano di Cultura di Napoli
Gli angeli è un romanzo metafisico
sulla modernità: varie storie si intrecciano e si intersecano emblematiche
e parallele intorno all’Io narrante, costruzioni simbolistiche di
un fluire ininterrotto che è onirico e musicale, poetico e lirico
insieme, sul filo squisito dell’immaginazione e della follia. I
tempi e i luoghi della narrazione, situati su piani diversi, innescano
un complesso giuoco di richiami e di nietzscheiani 'ritorni', di parallelismi
e dissonanze, di algide armonie e di misteriose simmetrie: le storie degli
eroi del West, da Geronimo a Billy the Kid, o di romantici cavalieri post-moderni
alla Humphrey Bogart, sono rielaborate nella prospettiva leggendaria di
una moderna mitologia neo-romantica, trasognati e struggenti mitemi al
cuore della modernità.
Sei sono i nuclei tematici principali che possono essere individuati nel
ribollente magma narrativo del romanzo, intorno ai quali si aggrumano
tutti gli altri: il contrasto manniano fra vita borghese e senso dell’arte
scoperto come definitivamente incolmabile; il mito dannunziano della bellezza;
il rapporto fra l’uomo e quel luogo tipico della modernità
che è la città; la scelta dell’attraversamento della
volgarità e dell’orrore della società moderna (in
quanto l’artista, appunto, deve attraversarne fino in fondo l’inferno,
e farsene lucido testimone); la critica intellettuale e filosofica, di
ascendenza pasoliniana e francofortese, della volgarità del mercificatorio
mondo governato dal capitale; e il corollario eliotiano che ne deriva,
l’impossibilità ivi perpetuantesi dell’amore, ridotto
a puro sesso dopo che si è inaridita ogni trepidazione sentimentale.
Il tema dell’angelo – benjaminiano e jimeneziano – è
tutt’uno con quello – neoplatonico – della donna-amore,
della donna-bellezza e della donna-angelo – ovvero della sua capacità
salvifica –, la cui vicenda si snoda – fra sogni e visioni
– sulle tracce della storia tragica e generosa dell’Olandese
di Strindberg (che riprende e rielabora la vicenda, già wagneriana,
dell’Olandese volante): l’Io narrante cerca eroicamente, come
l’antico Edipo, la ‘conoscenza di sé’ e la redenzione
psicologica dalla ‘colpa’ in una figura di ‘donna salvifica’,
intravista e poi inseguita attraverso i meandri – emblemi della
modernità – di una banca e di un night.
Gli angeli alternano, in una Mischung suggestiva e poetica, parti
narrative a parti saggistiche, che trascolorano visionariamente e per
nessi associativi l’una nell’altra. La lingua si sviluppa
sinfonicamente – ma per moderne, dodecafoniche dissonanze –
a partire dai modelli classici della grande tradizione latina e italiana
fino a Manzoni, attraverso un periodare ampio e ipotattico in cui la subordinazione
sintattica della frase è il ‘correlativo oggettivo’
della discesa nell’inconscio dell’angelo, ovvero quel tragico
viaggio dentro se stessi che è l’edipica, eroica meta dell’Io
narrante: è un Italiano di alto profilo, dunque, consapevolmente
opposto alla ‘lingua di plastica’ (come è stata chiamata)
dei giornali e della televisione, ma anche della maggior parte della narrativa
contemporanea – piuttosto ‘para-letteratura’ (come direbbero
i Francesi) che letteratura.
«Dietro questa favola di svagate
e crudeli avventure individuali avvertiamo però letture ponderose
di opere fondamentali di filosofi e sociologi determinati alla critica
dell’esistente – l’importante Scuola di Francoforte,
con Adorno, Horkheimer, Marcuse – i quali di fronte all’emergere
della società del tutto intrinseca al sistema industriale omogeneizzante
e consumista, nel sempre più rapido sviluppo della Tecnica, negli
apparati statali dittatoriali (Italia fascista, Germania nazista, Russia
sovietica) – avevano intuito e descritto la fine dell’uomo
come soggetto responsabile e il suo progressivo modellarsi ‘a una
dimensione’. La crisi, o piuttosto la catastrofe dello spazio vitale
dell’individuo era il nefasto risultato, per quei ‘cavalieri
della paura’, di questo uniforme allinearsi alla definitiva capitolazione
del pensiero e della fantasia.
Di qui la ricerca di Pasanisi di un punto di rottura delle barriere imposte
alla libera scelta dell’esistere, individuato nel viaggio di una
favola tormentata e felice verso gli spazi aperti dell’immaginazione.
Così la storia di questi Angeli adolescenti, tutta pervasa da una
scrittura onirica, abbagliata dalla velocità delle sequenze e dal
rapido fluire delle immagini, manifesta a ritroso la volontà di
mantenere viva la memoria di sé, di conservare il ricordo della
propria individualità attiva e indipendente; ma lo fa con un linguaggio
fortemente moderno e insinuante come quello proposto dal montaggio cinematografico
e dalle cesure televisive che, frammentando il discorso narrativo in folgoranti
o delicate suggestioni iconiche, coinvolgono il lettore / spettatore a
partecipare più intensamente all’avventura estetica del nostro
tempo.»
dalla Prefazione di Romolo Runcini (Sociologia
della letteratura, Istituto Universitario Orientale di Napoli)
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Roberto Pasanisi, italianista, scrittore,
editore e psicoterapeuta, è nato a Napoli nel 1962.
Docente universitario di Lingua e letteratura italiana in Italia e all’estero,
è direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (del
quale dirige anche le Edizioni omonime ed il Corso di Scrittura Creativa),
della rivista “Nuove Lettere” e del CISAT (Centro Italiano
Studî Arte-Terapia, dove è analista didatta, direttore dei
corsi di Formazione e del “Giornale Italiano di Arteterapia”).
Traduttore di poeti classici e contemporanei (l’ultimo Mario Susko,
Mothers, Shoes and Other Mortal Songs), ha pubblicato tre raccolte di
versi (la più recente è Sulla rotta di Magellano, Napoli,
Edizioni dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 1996; prefato da
Giorgio Barberi Squarotti), due volumi saggistici (l’ultimo Le «muse
bendate»: la poesia del Novecento contro la modernità, Pisa-Roma,
I.E.P.I., 2000) e circa trecento articoli in riviste specializzate italiane
e straniere. Si occupa principalmente di metricologia (nell’àmbito
della quale ha ideato la 'metroanalisi') e di psicologia della letteratura
e, come autori, di Lorenzo Spirito Gualtieri, del D’Annunzio del
Poema Paradisiaco, di poeti italiani del Novecento (Caproni e Pasolini
specialmente), di Mallarmé. Suoi racconti sono usciti in riviste
letterarie e quotidiani.
Iin copertina un’opera elettronica di Roberto Pasanisi,
Scintillamenti

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