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Quando ci si pone il problema di definire la letteratura le domande che sorgono possono essere molte e, allo stesso modo, i criteri utilizzati per tentare di discernere le opere letterarie tra i testi non-letterari possono essere molti. Ognuno di essi presenta vantaggi e svantaggi; vediamone alcuni da vicino. Il criterio di verità distingue tra testi
che sono puro frutto dell'immaginazione e testi che hanno un referente
vero, e mette le opere letterarie nel primo gruppo. Così,
ad esempio, l'Odissea di Omero è senza dubbio catalogata
come opera letteraria perché piena di riferimenti di fantasia,
mentre una Introduzione alla legge di Newton viene sicuramente
catalogata nell'insieme dei testi non-letterari, perché è
un trattato scientifico che descrive leggi fisiche, dimostrabili e verificabili.
Questo criterio distintivo ha molti vantaggi, tra cui il più importante
è l'apparente facilità di discriminazione tra i testi, perché
tutti abbiamo un'idea più o meno chiara del confine tra realtà
e fantasia. Il criterio formale distingue un testo letterario
dagli altri testi per la presenza di particolari accorgimenti formali.
Per esempio, la manipolazione di una storia attraverso l'uso di anticipazioni
o flash-back rappresenta il tentativo di strutturare formalmente una storia
che, nella realtà, è avvenuta secondo un ordine cronologico.
I formalisti russi prendevano proprio elementi come questo per il nucleo
distintivo e la ragion d'essere del testo letterario. Anche questo criterio
ha dei vantaggi: primo fra tutti, quello di circoscrivere il problema
della letterarietà al sistema interno alla letteratura (senza cercarlo
fuori, in elementi estranei al testo). Il criterio causale prende in esame lo scopo dell'opera
per decidere se si tratta o no di un testo letterario. Un'opera letteraria,
si sostiene, per definizione nasce dalla penna di uno scrittore che scrive
avendo bene in mente un gruppo di futuri lettori. Le opere che nascono
con un intento letterario sono dunque opere letterarie; i testi che, al
contrario, nascono da altri scopi non sono opere letterarie. Questo criterio
ha come vantaggio principale quello di mettere in luce il rapporto, sempre
presente in letteratura, tra l'istanza autoriale e il lettore (implicito
o reale che sia). Passiamo in rassegna anche un altro criterio, che potremmo
chiamare criterio figurale, secondo il quale la letteratura si
distingue dalle altre scritture per la presenza di figure retoriche.
Questo criterio, per certi aspetti simile al criterio formale, deriva
però da un'impostazione freudiana di approccio letterario. La teoria
freudiana porta a sostenere che la letteratura, proprio come il motto
di spirito [vedi S. Freud, Il motto di spirito e la sua relazione
con l'inconscio, 1905], nasce nell'uomo da un'esigenza inconscia,
un po' come i sogni, i lapsus e, nei casi di censura più forti,
i sintomi nevrotici. Sogni, lapsus e sintomi nevrotici sono il frutto
del tentativo da parte dell'inconscio di comunicare con noi, attraverso
l'uso di figure mentali molto simili ad alcune figure retoriche proprie
della letteratura [per approfondire vedi F. Orlando, Per una teoria
freudiana della letteratura, Einaudi, 2000]. Questo criterio valutativo
permette di valorizzare le opere letterarie per il loro sistema strutturale
interno, e nello stesso tempo ne sottolinea l'importanza al livello comunicativo
e linguistico. Esso ha anche un altro vantaggio: quello di focalizzare,
attraverso figure più o meno ricorrenti (analisi di costanti e
varianti) quali sono gli aspetti chiave di un'opera. Com'è evidente, questa rapida rassegna di alcuni criteri utilizzati per tentare una definizione della letteratura e della letterarietà non giunge a nessuna conclusione definitiva. Ogni criterio qui presentato offre vantaggi e svantaggi, e probabilmente è difficile voler fissare un valore della letteratura che non tenga conto di più d'uno di questi criteri insieme. È però necessario rendersi conto che i criteri esistono, che devono essere elaborati, discussi e confrontati tra loro, per poter abbracciare in una visione più ampia tutto il sistema di problematiche sollevate dalla teoria letteraria. Questi criteri infatti sono impliciti in qualsiasi metodo usato per "fare letteratura", in qualsiasi "pratica letteraria", sia essa la scrittura teorica, la lettura analitica, la critica accademica oppure la scelta di un canone da usare nell'insegnamento scolastico e nella composizione di antologie. |
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