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Origini e varietà
Le letterature anglofone hanno origine con la diffusione
della lingua inglese nei territori conquistati dall'impero coloniale
durante gli anni dell'Imperialismo e dell'egemonia economica britannica,
e in particolare nelle regioni dove il colonialismo ha
estremamente ridotto la popolazione aborigena: Canada, Australia e
Nuova Zelanda. In ognuno di questi paesi, la lingua
si è fusa
col clima culturale trovato, dando così vita
a letterature anglofone del tutto indipendenti l'una dall'altra. Diverso è il
caso dell'India, dove l'inglese ha coabitato con le lingue locali e ha
dato origine a una particolare letteratura detta angloindiana; dell'area
caraibica, dove l'inglese si è fuso con elementi linguistici e
culturali africani e americani; e di alcuni paesi dell'Africa nera, dove
la colonizzazione recente ha portato all'utilizzo dell'inglese come prima
o seconda lingua, dando vita ad una letteratura anglofona, ma dai temi
prettamente africani.
Canada
La letteratura canadese nasce nel
XVIII secolo con i resoconti di viaggi e di esplorazioni.
Si sviluppa poi nell'800 sviluppando il
tema della natura vergine e incontaminata messa in
contrasto con l'Europa vecchia e caotica, ma senza caricarsi di significati
morali e religiosi come avviene nel resto dell'America.
Spetta ai poeti
romantici, detti post-federalisti, come I.V. Crowford, G.D. Roberts,
B. Carman, D.C. Scott e E.J. Pratt, il merito di contribuire alla formazione
di una distinta tradizione canadese, come anche ai romanzieri G. Parker
e R. Connor.
Dopo il 1920, accanto al tema della natura si afferma il romanzo
urbano e contemporaneo con H. MacLennan.
Tra gli autori successivi
sono da ricordare anche M. Laurence (romanziere - tema della memoria
individuale e collettiva), M. Atwood (narratrice e poetessa - tema dell'identità canadese
e della femminilità), M. Ondaatje (romanziere) e I. Layton (poeta).
Australia
La tradizione letteraria nasce a
partire dal 1850 nella condizione sociale della colonia penale,
articolandosi in due filoni, uno ottimistico, ispirato al mito della
colonizzazione, l'altro drammatico, legato alla natura avversa e alla
società nemica.
Verso il 1880
nasce, attorno alla rivista "Bulletin", un gruppo
letterario realista che ritrae la vita dei mandriani, dei tosatori, dei minatori e delle
cittadine polverose. Nel frattempo si afferma il genere della ballata
anarchica e rivoluzionaria (A.B. "Banjo" Paterson).
Importanti autori
di narrativa sono J. Furphy, E.F. Lindesay, il premio Nobel 1973 P. White,
C. Stead; fra i poeti, H. Lawson, A.M. Klein, A.D. Hope e D. Malouf.
Gli
anni '70 assistono a un forte sviluppo del cinema e del teatro, che vedono
affermare la "Australian Way of Life" in una
interessante New Wave (tra i film menzioniamo: Picnic in a Handing
Rock di P. Weir; Two Friends e Lezioni di piano di
J. Campion).
Nuova Zelanda
I temi sviluppati appartengono tutti alla gamma del colonialismo:
individualismo, isolamento, problemi d'identità culturale.
Tra
i nomi più importanti,
già di inizio secolo, abbiamo: K. Mansfield, R. Hyde,
D. Davin, F. Sargeson e J. Frame. Questa letteratura, nonostante la presenza
di autori di spicco come la già citata Mansfield, ha raggiunto
una piena consapevolezza della propria originalità soltanto a
partire degli anni Venti e Trenta.
Oggi, la letteratura in Nuova Zelanda comprende
anche le opere in inglese scritte da maori.
Letteratura angloindiana
Il poeta e filosofo R. Tagore, premio Nobel 1913, è l'illustre
letterato al quale si riallaccia tutta la tradizione angloindiana. La
maggior parte degli scrittori appartenenti a questa tradizione hanno
studiato in Inghilterra, come R. Rao, K. Singh e M.R. Anand. Prettamente
indiano è invece R.K. Narayan. Altri nomi importanti sono anche
S. Rushdie (romanzi corali) e A. Desai.
Caraibi
La letteratura caraibica vanta una produzione importante:
la poesia si è fatta erede della tradizione
orale e musicale del calypso e del reggae; la prosa ha
affrontato i temi
sociali, offrendo
una ricca tavolozza di culture etniche e multilingue.
Di origini indiane,
ma nato a Trinidad, è lo scrittore britannico V.S. Naipaul, premio
Nobel 2001. Nello stesso luogo vive D. Walcott, poeta, romanziere e drammaturgo
e altro premio Nobel (1992).
A Londra si trovano importanti comunità provenienti
dalle Indie Occidentali che hanno contribuito alla tradizione caraibica
(W. Harris e G. Lamming).
Africa
Qui la tradizione letteraria scritta ha
origine proprio con l'intromissione delle culture europee.
In
Sudafrica, la capostipite è,
nell'800, O. Schreiner.
Tra i primi scrittori di colore abbiamo S. Plaatje,
P. Abrahams, A. La Guma, E. Mphahlele, poi S. Sepamla e M. Serote. Tra
i drammaturgi il nome di spicco è quello del bianco A Fugard.
Con l'abolizione dell' apartheid (1991)
si rinvigorisce la produzione autoriale nelle tre culture e letterature
coesistenti:
quella nera, quella anglofona e quella afrikaner.
Tra le scrittrici
sudafricane di maggior prestigio abbiamo: N. Gordimer (premio Nobel 1923)
e D. Lessing; tra gli afrikaans: B. Breytenbach, J.M. Coetzee e
A. Brink; tra i nigeriani: A Tutuola, C. Achebe, W. Soyinka (premio Nobel
1986, attualmente in esilio in Gran Bretagna) e C. Ekwensi; in Kenya,
Ngugi wa Thiong'o; nel Ghana, A.K. Armah.

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