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È davvero morta la retorica?

di Eloise Lonobile

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Retorica ieri e oggi
Ma è davvero morta questa disciplina?
Retorica e design
Prospettive della retorica

Retorica ieri e oggi

La retorica, tutti lo sanno, è un'arte dalle origini molto antiche, che risalgono al periodo classico dei Greci, e che ha avuto una fortuna notevole nel corso dei secoli, attraverso il Medioevo e il Rinascimento. Ma questa disciplina antica sembra oggi caduta in disuso: non ha più lo stesso statuto di una volta, in cui era considerata tra le arti più importanti per l'uomo, tanto che neppure più nelle scuole viene insegnata.

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Ma è davvero morta questa disciplina?

Prima di rispondere a questa domanda, conviene considerare effettivamente cos'è la retorica. Essa è stata definita spesso "l'arte di convincere gli altri", talvolta con l'aggiunta di "attraverso il linguaggio". In realtà, alla luce delle scoperte moderne e della nascita di scienze come la semiotica e la linguistica, potremmo estendere questa definizione a tutto il sistema comunicativo, non soltanto a quello del linguaggio orale o scritto, della lingua. Così, per "retorica" si può intendere, più in generale, un tentativo di sedurre l'altro, di destare in lui emozioni che, benché di breve durata, possano rimanere impresse nella memoria. È "l'arte della persuasione" (Burke). E questo tentativo di persuasione viene fatto non solo attraverso l'uso del linguaggio, della lingua, ma di tutto l'insieme dei linguaggi elaborati dall'uomo.

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Retorica e Design

Si capisce che una definizione così ampliata di retorica includa non solo il gruppo di figure retoriche dell'oratoria (del parlare) e dello scrivere, ma anche tutto l'insieme segnico che l'uomo utilizza per comunicare: disegni, icone, elementi tipografici, ecc. Un'eccellente dimostrazione di questo fatto è dato dalla pubblicità: nata con l'unico scopo di sedurre e persuadere, la pubblicità utilizza tanto le parole, le rime, le assonanze, le discordanze linguistiche, i giochi di parole... che le immagini, l'accostamento di colori, le forme, le luci, gli spazi, le tecniche di impaginazione.

In effetti la pratica, da questo punto di vista, è molto più avanzata della teoria. La retorica letteraria è una disciplina antica affermata (sia come dottrina che come scienza autoconsapevole), mentre le altre retoriche legate al linguaggio dei mass-media, della pubblicità, dei video-clip e dell'infodesign (diagrammi, illustrazioni scientifiche, cartine, legende, interfacce di programmi, ecc) non lo sono.

Si potrebbe dire che la retorica comprenda due tipi di elementi: le figure verbali (che riguardano il significato delle parole e la loro posizione sintattica) e le figure mentali (che riguardano la formulazione e l'organizzazione delle informazioni). Da questo punto di vista, anche discipline riguardanti aspetti più prettamente grafici appartengono alla retorica, nel secondo gruppo di elementi. In un certo senso, la grafica è un elemento sempre presente nella retorica (l'unica eccezione è l'espressione orale).

Ribaltando un po' le posizioni più comuni, c'è chi ha affermato che persino «la scrittura è un particolare tipo di design. Uno dei più arbitrari e indefiniti» (Ted Nelson, Computer Lib - Dream Machines).

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Prospettive della retorica

Nel mondo in cui viviamo, si vanno affermando sempre più nuove forme di comunicazione. La nascita del concetto di ipermedia (sostituito spesso col più comune termine di multimedia) indica proprio l'affermazione di "nuove macchine letterarie". Sono nate nuove forme di pubblicazione che permettono miscele ibride aprendo nuove prospettive per l'abbinamento di intelligenza testuale e figurativa, e che si manifestano nello spazio retinico.

Il linguaggio, visto come un insieme di atti performativi (emissioni orali che rappresentano, oltre che un livello comunicativo, anche veri e propri atti reali), diventa uno dei tanti strumenti che l'uomo ha per agire nel mondo e sulla realtà. Accanto a questo potente strumento, al contempo comunicativo e fattuale, il design si sviluppa e si fonde in nuovi sistemi segnici e comunicativi.

Se è vero che il design appartiene all'insieme degli elementi della retorica, e dato il boom degli ultimi anni in questo settore, si può ipotizzare che la retorica, lungi dall'essere morta, ha semplicemente assunto forme più varie e più complesse; la sua vitalità non va cercata più soltanto nella letteratura. Perché non ipotizzare che lo stesso design potrebbe diventare, un domani non troppo lontano, una vera e propria disciplina insegnata anche nella scuola di base del futuro?

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Bibliografia:
Gui Bonsiepe, Dall'oggetto all'interfaccia. Mutazioni del design.


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