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ARTICOLO

"Racconto di Natale"
di Adriano Sofri e Sergio Staino

di Eloise Lonobile

Nella categoria: HOME | Letteratura e... altro

 

Esce nel dicembre 2002 in libreria, edizioni Einaudi, un Racconto di Natale dalla penna di Adriano Sofri. Dal carcere Don Bosco di Pisa. Un Racconto illustrato dai bellissimi disegni di Sergio Staino. Un intero libro di illustrazioni, di disegni, dai colori caldi, toni che vanno dal giallo al marrone al rosso, perché il Natale, nonostante l'inverno, è questo: un momento di calore.

E questa storia, che noi abbiamo sfogliato in pochissimo tempo, perché la si legge proprio come un fumetto, o meglio proprio come un raccontino per bambini, noi vogliamo presentarla anche su Letteratour, perché nella sua semplicità ci è sembrata molto bella.

***

Ci dice il libro:

Questa è una storia di Natale. Le storie di Natale sono piene di angeli, persone invisibili, bambini miracolosi, e spesso ne approfittano. Questa no. Tutto comincia dalla stanza dei colloqui...

La storia di questo Natale comincia nella stanza dei colloqui, dove tutti fanno un gran chiasso per farsi sentire e dove i bambini, in mezzo alla confusione, si possono perdere. È legittimo per tutti perdersi in questo caotico mondo, figuriamoci per un bambino. Ed è proprio quello che succede. Nella stanza dei colloqui un bambino si perde, diventa invisibile agli occhi degli adulti, non per fare magie o per approfittarne, ma perché così, a un certo punto, nessuno più lo vede.

Il mondo degli adulti è già complicato, già difficile da capire per uno che ha tanti anni alle spalle. Ma per un bambino tutto è davvero impossibile. Oppure, non si sa, tutto è più semplice. È più semplice capire perché, dietro tutte le porte che separano la stanza dei colloqui dall'interno del carcere, c'è tanto ferro e ci sono tante porte chiuse. È più semplice capire perché tutti guardano la televisione (lo stesso programma) rinchiusi nella propria stanza. Più semplice capire anche perché qualcuno parla da solo, qualcun'altro gioca a carte, qualcun'altro se ne sta con la testa sotto le coperte, e qualcun'altro, forse... non sa quello che fa.

Che c'entrino i gatti che se ne devono stare sempre fuori, per forza? O i bambini che nessuno, lì dentro, riesce a vedere?...

Ma perché nessuno riesce a vederlo, questo bambino che si è perso?... Forse perché ognuno è chiuso a fare quello che ha sempre fatto, in quelle stanze chiuse? Oppure perché il bambino è troppo basso, mentre il buco che si apre dalle porte di ferro per vedere chi ha bussato è troppo alto? O ancora... chissà...

Il posto però è desolato, mancano i gatti, manca la mamma. I corridoi sono vuoti. Non c'è nessuno.......................................

... ...

Ma basta poco, veramente poco, per vedere questo bambino invisibile agli occhi di tutti. Basta... un sorriso... Basta... un orecchio teso... Basta... Basta... fare un desiderio...

Un desiderio mica banale, però...

***

a tutti un augurio di buon Natale

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