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Grammaticografia
Storia ed evoluzione di una disciplina antica

Il '600

di Valeria Pagano

Nella categoria: HOME | Strumenti di critica

Gli articoli sull'argomento:

I.
II.
III.
IV.
'400 - '500
'600
'700
'800

Introduzione
Anticlassicismo e antigrammaticalismo
Tesauro e il "Cannocchiale Aristotelico"
Il razionalismo
Il Buonmattei e il "Delle lodi della lingua toscana"
"Il torto ed il diritto del non si può"

Introduzione

Il volgare ed il latino sono legati all'istruzione scolastica. Il clero è protagonista assoluto dell'istruzione. Il clero favorisce l' accesso alla cultura scritta, la modalità di trasmissione più diffusa dal punto di vista alto sociale. Il proletariato infatti era confinato nell' analfabetismo, che usava il volgare per la comunicazione pratica (liste mercantili ad esempio), mentre il latino era riservato al ceto colto.
Il gradino più basso della scala sociale frequentava le Scuole di dottrina cristiana, estese al tempo grazie al favore del Concilio di Trento. Rilevante è la funzione esercitata dalla chiesa nel processo di alfabetizzazione della massa rurale.
Le forme di istruzione complesse, riservate al ceto nobile sono affidate agli ordini e alle congreghe religiose. Ruolo dominante lo svolgono i gesuiti, che fondavano il loro programma educativo soprattutto sul latino e sulla retorica. Il volgare viene bandito da queste scuole. Le altre scuole d'elite sono affidate ai somaschi e ai barnabiti.
L'istruzione dei ceti mercantili è affidata ai scolopi e alle scuole pie, dove si insegnava soprattutto l' importanza di materie tecniche. Sostanziale ruolo nell'insegnamento nel toscano nelle scuole lo ebbe Federico Borromeo, che istituì l'insegnamento del toscano per il collegi trilingue a Milano.

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Anticlassicismo e antigrammaticalismo

Il seicento è stato teatro di tendenze innovative che permeano i generi della poetica e prosa. Di contro c'è però la tradizione, difesa strenuamente da un nuovo organo istituzionale, ovvero la famosa Accademia della Crusca , che con i suoi Vocabolari (cinque edizioni in totale, pubblicate nel 1612, 1623, 1690, 1729 - 38, 1860 - 1923, l'ultima però ferma alla lettera O).

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Tesauro e il "Cannocchiale Aristotelico"

"Non pecca contro l'arte chi pecca volontariamente contro l'arte" "talvolta nell'errore si mostra l'ingegno". Questi due pensieri del Tesauro, che nel libro "Il Cannocchiale Aristotelico" teorizzava sulla massima libertà espressiva della lingua, comprese le licenze linguistiche aborrite dai cruschiani come l'adozione di stranierismi. Queste licenziosità riguardavano soprattutto lo stile e il lessico, mentre le strutture metriche rimanevano solidamente ancorate alla tradizione.

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Il razionalismo

Con la grammatica francese di Port Royal (1660 , vero titolo "Grammaire Generale et raisonnée du Port Royal") si inaugura il periodo del razionalismo e di nuovi principi pedagogici e linguistici. Gli autori sono Claude Lancelot , grammatico di importazione aristotelica e Antoine Arnauld, filosofo razionalista cartesiano. Con il razionalismo si intende dare principi e un metodo valido per tutte le lingue (da qui l'aggettivo generale del titolo della pubblicazione), subordinato all'analisi della lingua in funzionamento collegamento con la ragione. Il metodo era purtroppo più teorico che pragmatico. Il razionalismo ebbe diffusione notevole in Francia ed Europa soprattutto nel diciassettesimo secolo. Il riscontro fu minimo in Italia, forse per il suo carattere troppo empirico.

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Il Buonmattei e il "Delle lodi della lingua toscana"

Buonmattei fu il più importante grammatico del diciassettesimo secolo. Con il suo "Delle lodi della lingua toscana" (pubblicato nel 1643) si espresse a favore del fiorentino letterario trecentesco, pur mantenendo una posizione avversa l'arcaismo e l'idiotismo fiorentino. Il "Delle lodi" è stato pubblicato in due tempi: nel 1623 fu stampato il primo dei due libri previsti, nel 1626 il primo e buna parte del secondo.L'opera non fu conclusa a causa della morte dell'autore.
Buonmattei nel primo libro "Delle lodi" tratta di orazione, delle sillabe, di accenti e di parole. Il secondo delle 12 parti del discorso ( nome, segnacaso, articolo, pronome, verbo, participio, gerundio, preposizione, avverbio, congiunzione, interiezione, ripieno - ovvero pleonasmo).
Non c'è la trattazione di sintassi. Nel libro vi è l'aspirazione a portare nella grammatica ordine e chiarezza, forte è il riferimento alla ragione.
Nella premessa Buonmattei afferma che al principio d'autorità antepone il principio della ragione. In alcuni luoghi del trattato si nota una certa apertura verso forme d'uso moderno, anche se alla fine l'autore segue il modello fiorentino trecentesco e la linea dei grammatici del '300. Totale è l'assenza di forme non toscane.

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"Il torto ed il diritto del non si può"

"Il torto ed il diritto del non si può" è una grammatica scritta da Daniello Batoli, gesuita predicatore. Questa grammatica è strutturata in modo non tradizionale, fatta di osservazioni relative a forme ed usi particolari delle strutture e delle parole, cercate nelle opere dei grandi autori del Trecento. Lo scopo e l'impostazione dell'opera sono ispirati ai principi uso e dell'arbitrio, in poche parole alla libertà dello scrittore. La finalità è quella di "correggere, dov'è troppa, la baldanza dei correttori".
"Il torto ed il diritto" è un libro che mantiene un certo equilibrio tra la difesa della tradizione e dei grandi autori del passato e la modernità e l'antitradizionalismo. Forme antitradizionali sono ad esempio l'uso dell' indicativo al posto del congiuntivo. Conservativa è la forma di proscrizione di lui / lei a soggetti.

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