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L'Europa poliglotta

di Eloise Lonobile

Nella categoria: HOME | Cultura in Europa

Conoscere più lingue o conoscere una lingua franca?
La situazione oggi
Il piano europeo per le lingue

"L'Unione europea è composta da un gran numero di nazioni, comunità e gruppi linguistici. Nello spazio comune che stiamo costruendo è fondamentale potersi capire. Ed è altrettanto fondamentale che l'idendità di ognuno di noi e la diversità dell'Europa siano mantenute"

(Viviane Reding, membro della Commissione europea, responsabile per l'Istruzione e la Cultura)

Conoscere più lingue o conoscere una lingua franca?

Uno dei temi che stanno a cuore alla Commissione europea è la questione linguistica, fondamentale strumento di avvicinamento e comprensione reciproca, tra paesi che vogliono legarsi culturalmente ed economicamente. A questo proposito, le strade da seguire per favorire questo tipo di avvicinamento sembrano due: incentivare l'apprendimento tra i cittadini europei di almeno due lingue straniere, oltre alla propria lingua materna, oppure promuovere la diffusione su tutto il territorio di un'unica lingua franca.
La seconda ipotesi sembrerebbe la più semplice, e molti hanno pensato all'inglese come principale veicolo comunicativo in Europa. Tuttavia, la realtà geografica e culturale del territorio europeo è forse troppo complessa per questa scelta.
Innanzitutto, la scelta di una lingua franca limita considerevolmente la conoscenza culturale di un paese: ad esempio, uno spagnolo che debba imparare l'inglese per poter lavorare in Germania non potrà mai integrarsi pienamente nella vita sociale e culturale tedesca; per farlo, è necessario che conosca anche il tedesco.
In secondo luogo, la scelta di una sola lingua tra tutte appare molte arbitraria. Se anche si prendesse come lingua franca l'inglese, che tra tutte è la più diffusa come seconda lingua straniera, risulterebbe chiaro come non per tutti i paesi essa è una priorità. In molti casi, infatti, è assai più importante imparare la lingua del paese vicino.
Certamente, optare per il plurilinguismo non è una scelta facile: imparare due lingue straniere è più "costoso" che impararne una sola. Ma è anche vero che il meccanismo di apprendimento di una lingua straniera, una volta attivato ed esercitato, facilita notevolmente l'apprendimento anche di una seconda lingua. Sapere più lingue, inoltre, facilita in maniera generale anche la capacità di comprensione dell'individuo, grazie al fatto che la maggior parte delle lingue europee appartengono ad uno stesso "ceppo linguistico".

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La situazione oggi

L'obiettivo "lingua materna + 2" è vicino o lontano da raggiungere?
Dal rapporto della Commissione europea "Gli europei e le lingue straniere" (2001) risulta che più di un europeo su due parla una lingua straniera (il 53% degli intervistati) e il 26% afferma di conoscerne due. La lingua straniera più diffusa è l'inglese (41%), seguita da francese (19%), tedesco (10%), spagnolo (7%) e italiano (3%).
L'età degli intervistati incide molto sui risultati ottenuti: la fascia che conta più poliglotti è quella che va dai 15 ai 24 anni. Questo dato si interpreta facilmente se si pensa all'importanza della scuola secondaria come luogo di apprendimento e acquisizione di una seconda lingua, anche se non vanno sottovalutati aspetti interessanti quali i soggiorni all'estero, anche come semplici vacanze.
Ma quando si parla davvero in lingua straniera? Soprattutto nel corso di vacanze (47%), e poi anche quando si ha l'occasione di guardare un film o ascoltare la radio (22,5%) o per lavoro (21,1%). Questo risultato ci spiega perché la motivazione principale dell'apprendimento di una seconda o terza lingua è proprio la vacanza all'estero (47%), e solo poi la soddisfazione personale (37%) o il lavoro (26%).

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Il piano europeo per le lingue

Presentato a fine luglio 2003, il piano d'azione 2004-2006 ha per obiettivo l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica. Questi i principali obiettivi stabiliti:

1 Conoscenza di almeno due lingue straniere
2 Apprendimento linguistico continuo, lungo tutto l'arco della vita
3 Valorizzazione delle lingue minoritarie e regionali, come promozione delle diversità, tra le lingue insegnate
4 Importanza degli istituti di formazione per l'apprendimento delle lingue e della formazione e selezione degli insegnanti
5 Valorizzazione e integrazione di sistemi didattici innovativi, come Internet e la multimedialità
6 Adeguamento di tutti i paesi europei a stessi criteri di valutazione delle competenze linguistiche acquisite
7 Creazione di ambienti favorevoli all'apprendimento, ottimizzazione e moltiplicazione delle risorse

Questi obiettivi potranno essere raggiunti tramite misure apposite, come ad esempio la promozione di figure come gli Assistenti di lingua nelle scuole, il finanziamento di Sussidi didattici per l'apprendimento delle lingue nella scuola materna ed elementare, la promozione della mobilità in Europa, favorire i gemellaggi, ecc.

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