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Farenheit 451

di Rosella Rapa

Nella categoria: HOME | Recensioni

 

Dalla mia Biblioteca: “Fantascienza d’altri tempi”

IL LIBRO


Titolo Fahrenheit 451
Autore Ray Bradbury
Genere Fantascienza
Prima pubblicazione 1953

IL FILM

Titolo Fahrenheit 451
Paese Stati Uniti
Anno 1966
Regia François Truffaut
Principali interpreti Julie Christie; Oskar Werner

Fahrenheit 451

Con questo titolo si chiude la mia carrellata sulla Fantascienza d’altri tempi, almeno in ordine storico: non è detto che non rispolveri qualche altro romanzo del mitico Jules Verne.
Ray Bradbury occupa un posto speciale nella mia considerazione della Fantascienza, insieme con François Truffaut, che considerava Fahrenheit 451 il suo libro preferito, tanto da trarne un film dal titolo omonimo, pochi anni dopo la pubblicazione. Allora non esisteva la martellante pubblicità che oggi ci rintrona le orecchie: leggendo e vedendo la storia, molti anni dopo, non posso fare a meno di considerare insieme libro e film, come una coppia destinata ad una unione eterna ed imperitura. Ma torniamo allo scritto.

Fahrenheit 451 (la tabella dice  = 232,78 ° Celsius) è la temperatura media a cui bruciano i libri. In un futuro non ben specificato, infatti, i vigili del fuoco, i pompieri, non sono più dedicati a spegnere gli incendi, poiché le città sono dotate di costruzioni ignifughe; il loro compito è diventato quello di appiccarli. Perversa simbologia: il fuoco, da sempre simbolo di distruzione, ma anche di catarsi, di purificazione, è diventato il mezzo con cui questi solerti dipendenti del governo distruggono ogni forma di letteratura, proprio con l’intento di purificare il mondo da false credenze. Un mondo tutt’altro che perfetto, afflitto da ogni sorta di psicosi collettiva e personale, di cui la più comune è la depressione. I mariti sono assenti, le mogli non lavorano, i figli sono considerati un peso. Le “brave mogli” si riuniscono per passare i pomeriggi insieme, davanti a mega schermi da parete.
Gli scrittori di fantascienza non cesseranno mai di stupirmi: in un’epoca in cui la TV era una scatola che trasmetteva in bianco e nero, Ray sembra aver avuto una chiara visione dei modernissimi schermi al plasma! Da queste TV ossessionanti giungono messaggi simili a quelli dei moderni telequiz o programmi “d’intrattenimento”: siamo tutti una grande famiglia, partecipa anche tu, vincerai, puoi essere una di noi. Finché la moglie-bambola non si rompe, cade in depressione, ingerisce una dose quasi fatale di pillole e viene salvata, come centinaia di altre ogni giorno.
Agghiacciante, non trovate?
Il protagonista, naturalmente, compie un percorso diverso: giorno dopo giorno, incendio dopo incendio, comincia ad essere affascinato dai libri che brucia. Li nasconde, li legge, inizialmente con fatica, poi si fa prendere dalla loro malia, fino a concepire un piano distruttivo: nascondere libri in casa di ogni pompiere, per farli arrestare tutti. Senza incendiari, nessuno potrà più distruggere il sapere. Libro e film a questo punto divergono, presentandoci personaggi alternativi, e finali leggermente variati; ma su un punto concordano: l’unica salvezza per Montague, il pompiere traditore è l’esilio in una comunità di reietti, anche se la sua salvezza costerà la morte di un innocente.
 Non potevo parlare di questo libro, e del film,  senza entrare un poco nella trama. In effetti, qui la trama è solo un mezzo, un canovaccio, per poter inserire riflessioni, considerazioni, dubbi sul futuro, ed insieme disperati tentativi per non far dimenticare il passato.
“Historia magistra vitae est” .
E’ una delle poche frasi di latino che apprezzo: il popolo che la scorda, che dimentica o uccide il suo passato, è destinato comunque a perire. E noi? Siamo già al punto di non ritorno, ipotizzato da Ray? Non ancora. Eppure… eppure... ogni tanto mi sfiora l'idea che basterebbe pochissimo. E il mio pensiero è questo: non possiamo fare altro che sperare nei giovani.
 Mia figlia legge ed apprezza i grandi scrittori classici, e non è la sola. Ma quanti sono questi giovani? 1 su 20 ? E soprattutto…. Noi, adulti, cosa facciamo per non dimenticare, e non subire passivamente gli schermi al plasma ridondanti di sciocchezze? Quanti siamo? 
Fahrenheit 451, resta, per me il più attuale, il più infido, il più sinistramente pericoloso di tutti i libri della “Fantascienza d’altri tempi”. Perché non mette paura, insinua. Un dubbio latente, a cui rispondiamo quasi convinti: “No, non siamo così!!”. Invece, camminiamo sul filo del rasoio. Fraçoise l’aveva capito.

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