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ARTICOLO

In alaska. Il Paese degli Uomini Liberi, di Raffaella Milandri

In questo viaggio non scontato l'autrice ci racconta difficoltà, paure e gioie vissute in un luogo lontano e ancora selvaggio, dove i pochi uomini che resistono sono costretti a lottare non solo contro le avversità naturali ma più spesso contro le logiche imperialistiche del mondo occidentale. Grazie a Raffaella e alla sua capacità di tessere relazioni umane sincere, abbiamo l'opportunità di conoscere non solo luoghi ma persone vere, che vivono in quei luoghi, come il vecchio Floyd o il coraggioso Roy: persone che testimoniano, con la loro umile risolutezza, un forte spirito indipendente e la necessità di preservare valori come la diversità e il rispetto.

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In alaska

“Percorrere la strada e viverla, questo è il viaggio. La strada è il luogo dove tutto accade, fuori e dentro di te”

Un viaggio ai confini del mondo dove la sfida di una donna, sulla rotta per la libertà e la natura selvaggia, non è affrontare lupi o orsi. E’ l’avventura di portare in valigia i propri demoni e le proprie paure, seguendo le orme di Jack London. Con la consapevolezza che la vita moderna ha affievolito sempre di più la forza e l’istinto atavico di sopravvivenza dell’uomo, rendendolo inerme in una lotta dove i cinque sensi valgono molto di più della ragione.

In un viaggio in solitaria di oltre 10.000 chilometri in Alaska, l’autrice - fotografa, scrittrice e attivista per i diritti umani - percorre i sentieri dei cercatori d’oro, dei pionieri, e dei cacciatori di balene. Lassù, ai confini del mondo, si imbatte in una natura umana forte e gentile, ma tocca con mano i risultati catastrofici del riscaldamento globale e delle crudeltà dell’Uomo Bianco. Le sue esperienze più intense sono oltre il Circolo Polare Artico, dove la solitudine tocca le vette più alte e il silenzio bianco regna sovrano. Sarà il capitano Roy, del popolo Inupiaq, ad aprirle le porte alle tradizioni antiche della sua gente, ma anche a rivelarle la dura realtà di un mondo senza scrupoli in lotta per il petrolio e per il denaro; un mondo dove l’orso polare - il gigante gentile dell’Artico - è tra le prime vittime di cambiamenti irreversibili.

Il quarto libro dell’autrice ha un filo comune coi precedenti: la narrazione di un avventuroso viaggio in solitaria, la storia di un popolo indigeno da salvare, in questo caso gli “eschimesi” Inupiaq, e il racconto dell’incredibile abisso che separa ormai l’uomo “globalizzato” dalla natura e dalla essenza stessa dell’essere umano. Dice Raffaella Milandri: “In realtà è un libro di protesta, e di riflessione. La parola libertà non è mai stata così distante dal nostro stile di vita. Siamo inquadrati, catalogati, monitorati. In Alaska ho incontrato persone fantastiche che insegnano che la loro libertà ha un prezzo molto salato, come il cercatore d’oro John. “In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi” è un libro contro le discriminazioni, contro il consumismo”. Scrive Daniela D’Angelo, la direttrice della collana della casa editrice Ponte Sisto: "Bellissimo, coinvolgente, un libro dove si spazia dal reportage alla narrativa di viaggio senza rinunciare al motto di spirito. Tra le pagine un messaggio più ampio e più alto, che poi è quello che ogni viaggio - compreso il viaggio della lettura - dovrebbe dare".

Un libro intenso che racconta la scoperta dell’Alaska, una “Ultima Frontiera” che contrappone la sicurezza della vita comoda, moderna e consumistica, alla incertezza costante di chi ha scelto la libertà.

 

Alcuni passi scelti per voi

Tutto l'ultimo secolo è stato un affannoso industriarsi per sconfiggere le nostre paure ataviche e costruire un mondo sicuro, affidabile, prevedibile. Per tessere una ragnatela di consuetudini e regole custodi della sicurezza di un domani solido e inalterabile. Convinzioni corroborate dalla fede nel denaro, nel consumismo, nella globalizzazione. Sicurezza che cancella volti, religioni, espressioni, culture, tesori di diversità. Sicurezza effimera, che addomestica e imprigiona animali e uomini, che ha la pretesa di scartavetrare il nostro intimo desiderio di ignoto e di avventura... portandoci a simulare una eterna adolescenza, una compiaciuta immortalità. Sicurezza che ci accompagna anche nei nostri viaggi, quando passiamo da un aeroporto all'altro, aeroporti ovunque forgiati a immagine e somiglianza del mondo occidentale: così a Delhi, Johannesburg, Tokyo, New York, Dubai, Sidney, in un susseguirsi di souvenir e catene di negozi uguali, uguali, uguali.

Il paesaggio appare addolcirsi in colline e laghi, tonalità intense di rosa e giallo sbocciano ai lati della strada. Giorni e notti volano via scanditi dal contachilometri. Qui, esistere o scomparire è la stessa identica cosa. Nessuno sa esattamente dove sono, cosa faccio, il cellulare non ha campo, sono invisibile. Sulla strada non incontro anima viva per ore, e quando incrocio una vettura, ci saluta con la mano, come a testimoniare la propria presenza.

"L'orso polare era un animale dei ghiacci. Negli ultimi dieci anni è diventato un animale di terra. L'orso polare che tutti immaginiamo sui ghiacci, a cacciare foche, non esiste più. Perché i ghiacci non ci sono più. Arriva fino alla terra e alla tundra, è un mammifero di terra. Noi Inupiaq pensavamo che l'orso polare sarebbe scomparso, come i ghiacci, ma si è adattato: è molto triste, è diventato un predatore di terra. In Russia, Canada, Alaska, Groenlandia, il "Gigante Gentile dell'Artico" non vive più sui ghiacci, arriva fino a 500 chilometri all'interno della costa e si arrampica sugli alberi" .

Il Libro

In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi di Raffaella Milandri, Edizioni Ponte Sisto 2017

L’autrice

Scrittrice, fotografa umanitaria e viaggiatrice in solitaria, Raffaella Milandri, attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, è membro adottivo della tribù Crow, in Montana. E’ presidente fondatrice della Omnibus Omnes Onlus. Dice Raffaella Milandri: "Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l'animo dei popoli". Come viaggiatrice solitaria è stata accolta da tribù nei più remoti angoli di mondo. Si dedica alla scrittura, alla fotografia e ai reportage, intesi come strumento di sensibilizzazione e divulgazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali, attraverso campagne di informazione, appelli, petizioni e conferenze, e diffondendo filmati e interviste su media e social network. Varie le partecipazioni televisive e radiofoniche in Italia, numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste. Tra le mete dei suoi viaggi, ricordiamo la Papua Nuova Guinea, l'Alaska, il deserto del Kalahari, il Tibet, il Kimberly in Australia. Tra i Popoli Indigeni oggetto delle sue campagne per i diritti umani, i Nativi Americani, i Pigmei, i Boscimani, gli Adivasi dell'Orissa.

Libri pubblicati:

Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella Foresta, Polaris 2011;
La mia Tribù. Storie autentiche di Indiani d'America, Polaris 2013;
In India. Cronache per veri viaggiatori, Ponte Sisto 2014.

 




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