Il Blog di Anna Lattanzi

Il calamaio rosa: il ruolo della donna nella letteratura

Questa è una mia fotografia di Margaret Atwood

May 242019

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È stata scattata qualche tempo fa.
A prima vista sembra
una copia
sciupata: contorni sfocati e chiazze grigie
fuse nella carta:

poi se la esamini,
vedi nell’angolo a sinistra
qualcosa come un ramo: parte di un albero
(balsamina o abete) che affiora
e a destra, a metà di
quello che appare un dolce
declivio, una piccola casa di legno.

Sullo sfondo vi è un lago,
e oltre questo, basse colline.

(la foto è stata scattata
il giorno dopo che annegai.

Io sono nel lago, al centro
dell’immagine, appena sotto la superficie.

E’ difficile dire dove
con precisione, o dire
quanto grande o piccola io sia:
l’effetto dell’acqua
sulla luce inganna

ma se guardi abbastanza a lungo,
alla fine riuscirai a vedermi).

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Chi era Mena Mangal?

May 172019

Mena Mangal più volte ha gridato aiuto, più volte ha denunciato di essere minacciata e perseguitata, ma non è stata ascoltata. Lo scorso 11 Maggio, questa donna coraggiosa è stata uccisa, in pieno giorno. Chi l'ha uccisa, ha voluto mettere fine alle sue battaglie, ha voluto porre termine alle sue lotte per la parità dei diritti, affinché le donne possano essere trattate in egual misura, ma non solo. Il suo omicidio è un atto intimidatorio nei confronti di coloro che come lei combattono per questi ideali. Ha lottato tanto Mena per i diritti delle donne, per dare la possibilità alle ragazze di ribellarsi ai matrimoni forzati (lei era riuscita ad ottenere il divorzio), per dare l'opportunità alle bambine di studiare. Una donna forte la Mangal, che ha denunciato senza alcun timore, soprusi e provocazioni, il tutto in un Paese dove essere donna spesso è considerata una disgrazia. Aveva 30 anni Mena, morta sotto i colpi di killer spietati: poteva essere salvata? Perché nessuno ha fatto niente? Perché nessuno l'ha protetta? undefined

A detta della portavoce del ministero dell'Interno afghano Nasrat Rahimi, le indagini sulla morte dell'attivista sono state avviate e non è esclusa alcuna pista, anche se l'attacco terroristico-intimidatorio è un'ipotesi quasi certa, visto l'impegno politico-sociale della donna. Negli ultimi tempi, Mena aveva ricevuto tante minacce intimidatorie, in particolar modo sui social, ma non sono servite a fermarla e ha continuato così le sue battaglie. "Mi hanno insultato, ricoperto di fango. E ora vogliono uccidermi. Ma io non mi fermo", scriveva su sul profilo Facebook pochi giorni prima di essere uccisa.undefined

Nessuno ha protetto Mena Mangal, perché? Perché nessuno ha raccolto il suo grido d'aiuto? Troveranno mai risposta queste domande? In Afghanistan le indagini proseguono e allora perché per la stampa locale, la notizia sembra già essere stata posta nel dimenticatoio? "Perché è così facile in questa società [per gli uomini] continuare a uccidere donne con cui non sono d'accordo? Non riesco a fermare le mie lacrime per la perdita di questa bella anima. Ha avuto una voce forte e l'ha alzata attivamente per il suo popolo". È toccante la dichiarazione che Wazhma Frog, avvocato per i diritti umani e attivista per i diritti delle donne, rilascia al The Guardian, sperando che la donna venga ricordata almeno a livello internazionale. undefined

Mena Mangal non è stata una scrittrice, ma ha combattuto con coraggio per le donne, tutte quelle donne martoriate e soffocate da una società maschilista e violenta. Ho voluto dedicarle questo breve articolo, affinché nel mio piccolo possa contribuire a tener vivo il suo ricordo.

La strana vita di Pamela Moore

May 122019

Nel precedente articolo, abbiamo parlato di Cioccolata a colazione e di come il romanzo d’esordio, catapulta una Pamela Moore adolescente nel mondo del successo e della fama. Un successo inaspettato, di un clamore eccentrico, che parte dall’America, decisamente puritana per arrivare in Europa, mentre il continente si lecca ancora le ferite inflitte dalla guerra. Successo e scandalo hanno accompagnato il romanzo, tanto da far finire sotto processo la casa editrice che lo pubblica, nello specifico la Mondadori. Chi è davvero Pamela Moore?

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Da sempre paragonata a Françoise Sagan e il suo libro al celebre Bonjour tristesse, Pamela Moore, a poco più di diciotto anni si trova a fare i conti con la notorietà. La scrittrice riesce a trovare pace e in qualche modo a far perdere le sue tracce, in Europa o quanto meno si illude di esserci riuscita: agli occhi del mondo rimane una giovane donna della buona società newyorkese, che ha avuto la capacità di scioccare tanti, scrivendo di ragazzi infelici, di omosessualità e del terribili vuoto affettivo.

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Durante il lungo viaggio, che dall’America la conduce in Europa, la Moore incontra Edouard de Laurot, un personaggio singolare, di origine polacche, dotato di gran fascino e maestro della seduzione. La donna ne rimane colpita e affascinata, al punto che in cinque giorni il loro diventa un grande amore. Girano e a viaggiano insieme, tanto da visitare città come Parigi, Stoccolma, Utrecht. Sembrano essere la coppia perfetta. Pensano, insieme, di pubblicare una nuova edizione di Cioccolata a colazione per Julliard, l’editore francese: rivedono il testo, aggiungendo qualche dialogo e togliendone altri. Il libro, intanto, continua a riscuotere un grandissimo successo e a far parlare di sé, raccogliendo consensi eccellenti e critiche altrettanto pesanti. Un clamore enorme, un vortice che trascina: come gestire tutto questo?undefined

Pamela Mooore torna in America, il suo grande amore non c’è più e la scrittrice si ritrova così a vivere una realtà inaspettata e diversa. Si sposa con un giovane avvocato e dalla loro unione nasce un figlio. La nuova vita la allontana sempre di più dalla scrittura, dai suoi sogni. Qualcosa non va bene, forse Pamela non si sente nella sua giusta collocazione, forse quell’inquietudine di cui ha tanto parlato nel suo libro riaffiora prepotentemente. Decide così di togliersi la vita mettendo a tacere il suo tormento per sempre.

Cioccolata a colazione di Pamela Moore

May 082019

Pois rossi e sfondo bianco in copertina: un titolo goloso e allettante. Sembra un libro destinato alle ragazzine, ma è tutto fuorché questo. Cioccolata a colazione di Pamela Moore è un'opera forte e pungente. undefined

Siamo a New York, è giugno, una giornata piuttosto uggiosa per essere estiva. Una donna è seduta alla sua scrivania, nel suo appartamento di Brooklyn e scrive qualcosa. Suo marito giovane avvocato di successo è uscito e il loro bimbo di nove mesi dorme nella stanza accanto. Il cielo è sempre più scuro e improvvisamente imperversa il temporale. La donna smette di scrivere, si alza, va nel ripostiglio ed estrae un fucile calibro 22: lo aveva regalato lei stessa a suo marito. Non pensa la donna, ma agisce, subito, sembra quasi d'istinto: punta la canna in bocca e spara. Così il 7 giugno 1964 Pamela Moore muore: non ha ancora 27 anni, e circa dieci anni prima  è stata una delle ragazze più famose d’America, e il suo libro uno dei best-seller più esplosivi del dopoguerra.undefined

Nel 1956, esattamente otto anni prima di togliersi la vita, Pamela Moore pubblica Cioccolata a colazione, un romanzo scandaloso e scioccante per l'epoca. Il libro narra la storia dell'improvviso e audace risveglio della giovane Courtney Farrell, che si ritrova ad essere combattuta tra la voglia di amare ed essere amata e il desiderio di sperimentare cose nuove e soprattutto cose che la propria volontà le detta. La ragazza è alla continua ricerca di se stessa, alla ricerca della sua giusta collocazione nel mondo: la ribellione è il suo motto, mal sopporta le regole e le imposizioni. Non si trasforma, ma nasce cinica e sospettosa, scopre il sesso molto presto e cresce in fretta in una famiglia in cui i rapporti interpersonali non esistono. Per Courtney, i suoi coetanei sono superficiali, ama stare con gli adulti e la sua voglia di sperimentare tutto quello che le capita a tiro, lentamente rischia di distruggerla. Si innamora di un insegnante, poi vive una storia di sesso e passione con un uomo molto più grande di lei, diventa dedita all'alcool e non disdegna nessun tipo di compagnia. undefinedL'inquietudine della giovane protagonista è legata alla sua intolleranza nei confronti del ruolo di mamma e moglie, in cui la donna è in qualche modo costretta dalla società. La donna americana degli anni Cinquanta, che ha ispirato molti film e commedie, secondo Courtney, non è altro che il modello di una donna capace di far funzionare gli elettrodomestici e accudire i figli. Da dove deriva la sicurezza personale di quelle donne? Dall'essersi adeguatamente imbellettate, dall'essere andate dal parrucchiere, dall'aver fatto acquisti, dall'aver ben educato i figli a stare a tavola. Una figura finta, quella femminile, una figura costruita, destinata allo sfacelo. Courtney non ci sta! Sente che può essere qualcosa in più di quel visino truccato e di quei capelli incotonati: sente che può essere una donna brillante, capace di conversare e di confrontarsi, ma allo stesso tempo desidera essere amata. Le due cose, però, non sembrano andare di pari passo: la realtà vede le donne emancipate essere sempre sole: sono donne che lavorano, che non hanno necessità di un sostegno economico, che vanno oltre l'occuparsi della casa e per questo allontanano gli affetti e l'amore. Come si fa quindi a diventare donne e a poter avere sia l'indipendenza e la realizzazione, che l'amore? Courtney con tutta l’energia degli adolescenti prova in ogni modo ad esserlo, sbagliando e ritentando, allontanandosi e riavvicinandosi alla se stessa più autentica.

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Pamela Moore cerca di raggiungere lo stesso obiettivo della protagonista di Cioccolata a colazione e cerca di farlo attraverso la scrittura, attraverso le sue doti di artista, spesso costringendosi ad andare contro il suo modo di essere, nel pieno rispetto delle regole e altrettanto spesso, seguendo il suo istinto e fuggendo dal clamore che non sente appartenerle. Il suo libro viene etichettato come "romanzo dello scandalo" e Pamela ne soffre a volte in maniera celata, altre volte apertamente. Le fanno male le domande sulla sua vita sentimentale, durante le interviste: l'immagine che ha dato di sé attraverso il suo romanzo, chiaramente autobiografico, in qualche modo la imprigiona e quello che è peggio, è che l'autrice non si sente presa sul serio. Il riscatto attraverso la cultura, così come per la Esther protagonista de La campana di vetro di Sylvia Plath (autrice che viene spessissimo accostata, a ragione, a Pamela Moore, con la quale condivide il triste destino), purtroppo non arriva. Il libro è stato tradotto in Italiano immediatamente dopo la sua uscita, per Mondadori, ed ha avuto grande successo in Europa, soprattutto in Francia: un grande successo, che però non è servito a mettere ordine in una mente inquieta e travagliata, incarcerata nei più letali canoni sociali.

Le Beatrici, di Stefano Benni: un uomo che scrive di donne, per le donne

May 042019

Una dantesca Beatrice dei nostri giorni, un'adolescente dura, cruda e crudele, una presidentessa che trae sostegno dagli operai in esubero, una suora ninfomane, ma con ironia, una donna che vive la vita attendendo non si sa cosa, una signora anziana, davvero cattiva, una vecchietta che vive di sogni e una licantropa: sono queste le otto protagoniste del singolare libro di Stefano Benni, Le Beatrici.undefinedCome lo stesso autore specifica, Le Beatrici, prima di essere un libro, è uno spettacolo-laboratorio tenutosi al Teatro dell’Archivolto a Genova in cui cinque giovani attrici, sconosciute e di talento, hanno messo in scena gli otto inediti monologhi e le varie poesie, che solo in seguito sono andati a comporre l'opera scritta. undefined

In questo piccolo libro di Benni, otto donne si raccontano, in maniera autentica e senza fronzoli. Ne Le Beatrici lo stile dell'autore bolognese emerge prepotentemente, in tutta la sua ironia e il suo essere palesemente sfacciato e irriverente. 

Ognuna delle otto donne, attraverso un monologo, racconta pezzi della propria esistenza, colmi di angosce, problematiche irrisolte, drammi, il tutto narrato sempre in chiave ironica e a tratti di esilarante comicità.

Il monologo particolarmente degno di nota è quello di Beatrice, che apre il libro e che dà il titolo alla piccola opera di Benni. Un soliloquio, in cui emergono tematiche relative alla politica, alla letteratura, agli usi e costumi del Medioevo e ad alcuni fatti e vicende amorose del tempo che fu, che a ben guardare hanno molte analogie con i giorni nostri; il tutto, sottolineato da un lieve, se pur evidente, accento toscano, che ben delinea Beatrice, la quale prende in giro il suo Dante chiamandolo “il Canappione”:

“c’ha il becco che pare una poiana, pare…una caffettiera, anche se non è ancora stata inventata”. E ancora “Mi ha visto la prima volta che c’avevo otto anni, lui nove, mica mi ha detto si gioca insieme, ti regalo un gelato…, no, c’ha fatto dieci poesie di duemila versi, il piccino”.undefined

Stefano Benni, in/con Le Beatrici riesce, con grande maestria, a creare un potente equilibrio tra comicità e dramma, poesia e realtà, restando sempre coerente al proprio modo di scrivere e soprattutto al proprio modo di guardare l'universo femminile. Il mondo delle Beatrici è ampio e pronto ad accogliere tutte: dalla ragazzina superficiale tutta social, alla donna anziana abbandonata in un ospizio. Tutte le figure femminili che fanno parte di questo mondo, hanno però in comune la voglia di dare un significato alla propria esistenza e soprattutto l’intenzione di rompere gli schemi e andare oltre i ruoli preconfezionati in cui la società è capace di relegare. Un esempio lampante è Suor Filomena: il suo ruolo di devota al Signore le è stato imposto dalla famiglia e lei cerca di sfogare il proprio disagio, utilizzando un linguaggio a tratti volgare e scurrile, venendo così additata dalla badessa come "donna posseduta dal demonio". Tematiche drammatiche e soprattutto sempre attuali, trattate dall'autore in maniera decisamente divertente, se pur con una punta di amarezza.undefinedEmblematico, ai fini del messaggio che l'autore vuole far passare attraverso Le Beatrici, è il monologo della "Vecchiaccia". una donna sola, che giace immobile, in una stanza buia e ricorda quanto sia stata bella in gioventù e quanto sia stata invidiata. Ricordi amari, malinconici, di una persona che nessuno vede più, che nessuna guarda e allora lei urla, con tutta la sua forza, solo per un attimo e nulla più. Quell'attimo però è abbastanza, perché la gente si accorge di lei e questo le provoca un insano, comico, godimento. 

Un libro comico quello di Benni, in cui l'ironia la fa da padrone, un'ironia che fa comunque emergere in tutta la sua potenza la denuncia che l'autore fa, il suo urlo a favore della donna, contro la degenerazione del ruolo femminile nella società e a favore dell'autonomia e del libero arbitrio delle donne, che ancora oggi viene costantemente messo in discussione. Le Beatrici un libro scritto da un uomo per le donne.

 

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