gen 012019Addio Anno Vecchio
Benvenuto Anno Nuovo
Per ricordare in modo un po’ diverso dal consueto questa ricorrenza, e salutare l’arrivo di un nuovo anno, che speriamo in ogni caso migliore di quello passato, ho pensato di prendere in prestito alcune frasi del grande Charles Dickens; non dal famosissimo “Canto di Natale”, ma dal “Circolo Pickwick”. L’autore termina il racconto delle peripezie di Mr. Pickwick con queste parole, che ho trovato ricche di sentimento e che dedico a tutti gli amici.
“Congediamoci dal nostro vecchio amico in uno di quei momenti di pura felicità che, se sappiamo cercarli, vengono sempre a rallegrare la nostra passeggera esistenza. Vi sono scure ombre sulla terra, ma le luci appaiono poi più vivide per il contrasto. Taluni, come i pipistrelli o le civette, hanno occhi migliori per le tenebre che per la luce; noi, che non abbiamo tale virtù visiva, preferiamo prender commiato dai nostri immaginari compagni di tante ore solitarie quando il poco sole del mondo ci illumina in pieno.
E’ destino di molti di farsi in gioventù parecchi veri amici, ma di perderli poi nel corso della vita.
E’ destino di tutti gli scrittori e narratori crearsi amici immaginari e perderli poi nel corso dell’arte.”
Nel nostro mondo virtuale, in cui gli amici di mail non sono meno vicini di quelli che incontriamo ogni giorno, e gli amici immaginari viaggiano in rete trovandosi in tanti luoghi diversi nello stesso istante, io mi auguro di non perdere nessuno, almeno per molto molto tempo ancora.
Rosella
dic 182018Auguri Azzurri !

Rosella
dic 142018Vogliono uccidere il Natale!
“Natale.
Suonano le campane a festa…..”
Altri tempi,
altri sogni.
Oggi
resta solo
Paura,
dolore,
sconforto.
Cosa mai ci hanno fatto?
I nemici dichiarati
Con le loro bombe
Hanno ucciso la speranza,
Ma c’è un peggio!
Altri, cosiddetti “nostri”,
con la loro ignavia
hanno ucciso ogni esultanza.
Il Bambino non scende più,
non sa dove posarsi,
e piange lacrime amare.
Intanto, dallo schermo
ormai piatto
Travasano giochi, quiz,
chiacchiere insulse
risposte da scimmia:
Per trasformare anche noi
In un disegno appiattito.
2016: Tir su un mercato di Natale a Berlino, dodici morti e 50 feriti.
L’odio non conosce feste.
E’ lì, imprendibile, ovunque.
Si nasconde,
Nei luoghi più sordidi
o nella luce del sole.
Poi,d’improvviso,
strappa il sipario:
quando lo riconosci
è già troppo tardi.
2018: Uomo spara nel mercatino di Strasburgo, 4 morti e 12 feriti
Rosella

nov 292018La Storia si affaccia : i Grandi Miti sono soverchiati
Gli articoli Fantasy non sono in ordine cronologico: non avrebbe senso. Tuttavia viene impietoso il momento in cui in Europa calano le tenebre delle guerre e dell’ignoranza, e molte epopee andranno perdute.
Siamo alla fine dunque? Mai e poi mai. Il Fantasy smarrito verrà prima o poi ritrovato, anche se questa Ode segna la fine di un’era, l'era delle Fate, degli Eroi, dei grandi Viaggi e dei sogni di Libertà.
Primo coro dell’Adelchi
Dagli atri muscosi, dai fori cadenti
Dai boschi, dall’arse fucine stridenti,
Dai solchi bagnati di servo sudor,
Un volgo disperso repente si desta;
Intende l’orecchio, solleva la testa
Percosso da novo crescente romor.
Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,
Qual raggio di sole da nuvoli folti,
Traluce dai padri la fiera virtù;
Nei guardi, nei volti confuso ed incerto
Si mesce e discorda lo spregio sofferto
Col misero orgoglio d’un tempo che fu
S’aduna voglioso, si sperde tremante;
Per torti sentieri, con passo vagante,
Fra tema e desire, s’avanza e ristà;
E adocchia e rimira scorata e confusa
Dei crudi signori la turba diffusa,
Che fugge dai brandi, che sosta non ha.
Ansanti li vede, quai trepide fere,
Irsuti per tema le fulve criniere,
Le note latebre del covo cercar:
E quivi, deposta l’usata minaccia,
Le donne superbe, con pallida faccia,
I figli pensosi pensose guatar
E sopra i fuggenti, con avido brando,
Quai cani disciolti, correndo, frugando,
Da ritta da manca, guerrieri venir:
Li vede, e rapito d’ignoto contento,
Con l’agile speme precorre l’evento,
E sogna la fine del duro servir.
Udite! Quei forti che tengono il campo,
Che ai vostri tiranni precludon lo scampo,
Son giunti da lunge, per aspri sentier:
Sospeser le gioje dei prandj festosi,
Assursero in fretta dai blandi riposi,
Chiamati repente da squillo guerrier
Lasciâr nelle sale del tetto natío
Le donne accorate tornanti all’addio,
A preghi e consigli che il pianto troncò.
Han carca la fronte dei pesti cimieri,
Han poste le selle sui bruni corsieri,
Volaron sul ponte che cupo sonò.
A torme, di terra passarono in terra,
Cantando giulive canzoni di guerra,
Ma i dolci castelli pensando nel cor;
Per valli petrose, per balzi dirotti,
Vegliaron nell’arme le gelide notti,
Membrando i fidati colloquj d’amor.
Gli oscuri perigli di stanze incresciose,
Per greppi senz’orma le corsa affannose,
Il rigido impero, le fami durar;
Si vider le lance calate sui petti,
A canto agli scudi, rasente gli elmetti,
Udiron le frecce fischiando volar.
E il premio sperato, promesso a quei forti
Sarebbe o delusi, rivolger le sorti,
D’un volgo straniero por fine al dolor?
Tornate alle vostre superbe ruine,
All’opere imbelli dell’arse officine,
Ai solchi bagnati di servo sudor.
Il forte si mesce col vino nemico;
Col novo signore rimane l’antico;
L’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
Si posano insieme sui campi cruenti
D’un volgo disperso che nome non ha.
Alessandro Manzoni.

Non temete gentili lettori:
La Soria Continua !!!!!
Gwendydd
nov 122018Leggende irlandesi e scozzesi : la saga di Fionn Mac Cumhaill.
Ho deciso di citare questa saga, perché porta elementi comuni ad altre culture, ed elementi totalmente nuovi. A differenza della vicenda di Cú Chulainn, le cui imprese sono raccolte in un testo antico, la saga di Fionn, o Finn è stata tramandata oralmente, fino al secolo XIX. E’ quindi più complicato ricostruirne con precisione la storia, perché le varie fonti differiscono in alcuni particolari.
Finn discende dal dio Lugh, fratello della madre. Da piccino, Finn si salva da un massacro dopo essere stato gettato in acqua, aggrappandosi alla coda di un salmone. Il salmone era considerato un essere prodigioso dagli antichi celti: loro lo vedevano come un pesce capace di vivere sia nel mare, sia nei fiumi sia nei laghi: se conoscete Irlanda o Scozia potete capire da soli quanto ciò sia importante. In caso contrario … dovrete fidarvi del mio giudizio. Il salmone darà a Finn un altro potere: la completa conoscenza. Assaggiando un salmone magico, per verificarne la cottura, Finn, senza volere, toglierà questo dono al bardo suo maestro. Finn sarà così guerriero, poeta, e mago. Sua moglie sarà una Side, una Fata.

Finn viene allevato dalla nonna, o secondo altre versioni da due zie: druidesse, capaci di sparire nel folto della foresta nascondendosi tra le nebbie. Senza formule incantate.
La sua educazione è rigida, da vero guerriero.
La prima impresa di Finn è pervasa di prodigio: con una lancia magica deve uccidere un potente incantatore, un Sid, capace di addormentare ogni guerriero con una musica fatata, e di distruggere ogni cosa con un fuoco magicamente evocato. Finn riesce a sconfiggerlo, divenendo così capo dei Fianna, tribù di guerrieri nomadi. Altre avventure lo portano ad affrontare giganti, uomini e donne, spesso provenienti dal popolo del Sid. Con l’aiuto del fido cane Bran, dotato di poteri straordinari, naturalmente, perché proveniente dal Sid, Finn sconfigge mostri, giganti, e sventa incantesimi di streghe. In seguito, a lui si uniranno il figlio Oisin, e il nipote Oscar. Finn non affronta solo avventure guerriere, ma anche magiche: ben due volte diventa vecchio e cadente, e riuscirà a ritornare giovane e forte. Solo con un inganno, una druidessa dei Sid, riuscirà a far sì che il suo popolo riesca infine a sconfiggere Finn. Con l’aiuto di uccelli stregati: mezzo estremamente sleale.

Cosa ci porta di nuovo questo racconto? Un altro passaggio tra mondi: qui il Sid, o, in altre versioni, il regno dei Tuatha de Danann, (magici abitanti dell’Irlanda prima dell’arrivo degli esseri umani) non è solo popolato da amici degli uomini, ma da veri, potentissimi nemici. Un mondo diabolico: ricompare l’eterna lotta tra il Bene e il Male.

Le leggende risentono fortemente della interpolazione cristiana, che bolla le donne dotate di poteri magici come “streghe”, e non ammette un passaggio nell'aldilà, se non connotato da elementi infernali. Tuttavia desidero citarvi un passo, che ritengo estremamente Fantasy, e fortemente simbolico:
“Il gigante che portava il maiale (…) ha nome Pigrizia. La giovane donna che lo costringe a camminare è (…)l’Energia. (…) L’uomo con i molti occhi lucenti è il Mondo (…) il montone sono i peccati dell’uomo. Quella megera laggiù è l’Età, che fa avvizzire gli uomini. I due pozzi da cui hai bevuto sono la Falsità e la Verità. Perché una bugia è dolce all’inizio, ma amara alla fine; e la verità è il contrario”

Anche questo, gentili lettori, è il FANTASY.
Gwendydd la Celtica