Il blog di Rosella Rapa

Tourismi letterari

Un nemico in casa: L’Alcool (P1/3)

lug 172018

Un tragico evento che ha scosso la sonnolenta comunità di cintura in cui vivo, ha portato all’improvviso all’attenzione di tutti un problema nascosto: l’Alcolismo Giovanile.

Tutto è partito da una tragedia (purtroppo) annunciata. Cinque ragazzi, molto amici, passano una serata trasgressiva in Discoteca. All’uscita, l’unico che si regge in piedi è il più giovane, senza la patente. Non è più notte, non è ancora mattina: nessuno è in strada. Convinti che nulla di grave possa accadere, salgono in auto, non allacciano le cinture, partono ad alta velocità, si buttano in una rotonda pericolosa anche di giorno, e la macchina impazzisce rotolando su se stessa. Un tassista di passaggio chiama i soccorsi, ma non c’è più niente da fare: quattro ragazzi morti sul colpo, e il quinto in coma. Tutto il paese al funerale, tutti pronti a prestare aiuto; se ne parla nelle chiese e negli oratori, ma si trascura il punto fondamentale, per non apparire troppo all’antica:

"Ragazzi, non Bevete !"

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Qui non si tratta di demonizzare un buon bicchiere di vino o di champagne che accompagnano feste e cerimonie: mi sono informata da persone che sono attente al problema. Psichiatri, sacerdoti, ragazzi e infine mi sono confrontata con alcuni membri di un Gruppo di Auto Mutuo Aiuto.

Generalmente, il primo rapporto con l’alcool in quantità esagerata avviene in compagnia: alle feste con persone più grandi, alle ricorrenze con raduni in piazza (tipo Carnevale) e alle sagre di paese, in cui per poco si prendono bicchieri del vino prodotto in luogo. Poi c’è il gioco da fare in casa: i genitori si assentano una sera, tutti i ragazzi accorrono dall’ospite rimasto solo, e raccattano tutte le bottiglie che trovano, per “divertirsi” con una bella sbornia. Qualche anno fa la serata pazza si scatenava fra i neo-maggiorenni, poi l’età ha cominciato ad abbassarsi fino ai 12-13 anni. E il problema diventa gravissimo, anche dal punto di vista strettamente medico.

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Il luogo d’elezione in cui, ormai da decenni, si va per bere e “sballarsi” più che per ballare, è la discoteca. Spesso non vengono controllati i documenti, nessuno sembra accorgersi che chi chiede la consumazione è un ragazzino. Del resto, basta dire che si portano al tavolo “X” due birre e un cocktail, e nessuno guarda chi effettivamente le beve: nella calca è oggettivamente impossibile.

Spesso non è necessario andare molto lontano. Gli alcolici in Italia si vendono in tutti i supermercati, piccoli e grandi. Ora sono comparsi dei cartelli alle casse che ricordano come l’acquisto non sia consentito ai minorenni. Alcuni gestori sono ligi alle regole, altri no, pur di vendere. La voce circola, si sa dove andare. Poi c’è sempre l’amico più grande, o che sembra più grande, che fa rifornimento per tutti. C’è inoltre un altro fenomeno molto recente, che si vede principalmente nelle città : l’apertura di mini-mini-market, stipatissimi, che vendono un po’ di tutto, dalla pasta agli accendini. Vendono due bibite al prezzo di una, anche birre, anche a credito.
Io abito vicino a un giardino e a un parco; la sera arrivano ragazzi in motorino (senza la patente quindi) e il mattino si trovano sacchetti vuoti, bottiglie rotte e lattine sparse tra l’erba. Non sono lattine di coca-cola.

undefined Rosella Rapa

(continua)

 

Storia del Fantasy : L'Odissea

lug 122018

L’Odissea, da sempre a braccetto con l’Iliade, è invece un libro assai diverso. E’ un romanzo d’avventura, avventure in un mondo fantastico: questo è il genere che io definisco Fantasy Classico, ed è anche il mio preferito.

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Qui si fanno più evidenti alcuni aspetti che caratterizzeranno il Fantasy nel suo insieme.
Innanzitutto, il viaggio, un lungo viaggio per ottenere il più ambito dei trofei: il ritorno alla sua patria e la riunione con la donna amata. Il protagonista è sostanzialmente uno solo, Ulisse (Odisseo, se preferite): è lui che deve affrontare pericoli e traversie d’ogni genere (il Male) per riuscire a giungere finalmente a casa (il Bene).

I pericoli sono quelli che s’incontreranno d’ora in poi nel mondo Fantasy: i mostri, come i giganteschi Ciclopi e le terrificanti Sirene; maghe incantatrici, come Circe e Calipso; incantesimi pericolosi, come il frutto del Loto e lo stesso Otre dei Venti, regalato in persona dal dio Eolo.

Come opporsi a tutto questo? L’eroe è un essere umano, anche se di alte origini, che si ritrova a dover affrontare poteri assai superiori alle sue sole forze; talvolta aiutato da poteri altrettanto forti che lo affiancano (Athena, soprattutto), altre volte con mezzi regalati dagli dei (talismani), ma, molto spesso, da solo. Questa è una caratteristica abbastanza rara: Ulisse, pur se prode guerriero, non è invulnerabile, non ha armatura o spada magica; come dote che lo rende superiore, ha invece una caratteristica prettamente intellettiva: l’astuzia, ereditata dal nonno Ermes (Mercurio), protettore dei viandanti, dei mercanti e dei ladri.

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Solo nel finale, quando Ulisse dovrà tendere il proprio arco, si rivela in qualche modo una sua dote sovrannaturale (una forza prodigiosa) e l’arco diventa vera e propria arma magica. Con le sue frecce, infatti, Ulisse uccide i Proci liberando la sua reggia, la donna amata, e il suo popolo dal dominio malvagio (fine classica: l’eroe è vittorioso, il Bene ha trionfato sul Male).

Ma Penelope non è ancora convinta: gli chiede di spostare il talamo nuziale, e Ulisse quasi si arrabbia: il letto era stato da lui stesso scavato sull'enorme tronco di un albero abbattuto. Dubito che Omero, o chi per lui, avesse visto le sequoie giganti della California: questo è uno dei tanti esempi di magie e misteri che renderanno ogni scrittore fantasy capace di intuire eventi che un giorno accadranno davvero, o che esistono in paesi sconosciuti.

Che dire poi nel vedere Ulisse e Penelope ancora belli e attraenti dopo vent’anni di distanza? Un elisir di eterna giovinezza trovato in qualche zona smarrita del testo? Una eredità degli antenati dei? Perchè anche Penelope ha antenati illustri: nientemeno che Perseo. Magnifico: ecco il dono più importante che questi antenati possono lasciare alla loro progenie: la possibibilità di vivere a lungo, certo superando difficoltà d'ogni tipo, ma con un lieto fine nella tranquillità della propria famiglia.

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L’Odissea dimostra di essere un Fantasy capace di approfondire tutti i personaggi anche da un punto di vista personale, scavando a fondo nella loro psicologia; è un libro già capace di assegnare al semplice essere umano una sua propria intrinseca dignità. Ci stiamo allontanando dal mondo totalmente estraneo degli dei, per entare in un altro mondo, pur sempre fantastico, ma incentrato sulle capacità umane.


E’ stato un articolo troppo tranquillo? Con tutte le sue avventure e i suoi prodigi, l’Odissea è un Fantasy relativamente tranquillo. Pone le basi per quella che sarà la versione del Fantasy più seguita fino ai nostri giorni, da autori noti e meno noti: il viaggio attaverso un mondo immaginario e surreale. Con lieto fine obbligatorio: il Male non trionferà.

Perché questo, gentili lettori, è il FANTASY.


Gwendydd (Rosella Rapa)

Storia del Fantasy - L’Iliade

lug 022018

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Ora, molti lettori, penseranno che sia un po’ pazza: avete ragione. Ciò non toglie che l’Iliade sia da me considerata il primo libro Fantasy della nostra storia. Ed appartiene anche ad un genere specifico l’Heroic Fantasy.
Infatti, di cosa parla? Di una Guerra. Una guerra combattuta con armi prettamente umane? No. Una guerra “corretta” seguendo regole d’onore? No. Una guerra in cui a fianco di comuni mortali intervengono esseri dotati di straordinari Poteri? Sì. Non solo: oltre a proteggere i mortali, i sovrumani, gli dei, sono in lotta tra loro, si dividono, parteggiano, cercano di ostacolarsi a vicenda. Una guerra senza fine: i dieci anni, ai tempi degli antici greci, intendo quelli che lessero o ascoltarono la narrazione, rappresentavano almeno un terzo della vita di un adulto. Una guerra che termina con inganno, una guerra cruenta e senza pietà.
Personalmente, L’Iliade non mi piace, come non mi piacciono tuttora i libri Fantasy di questo genere: li considero troppo violenti. Tuttavia, a differenza di molti contemporanei, nell’Iliade molto spazio è dato anche ai sentimenti, ed i personaggi sono molto ben definiti, con la loro personalità, il loro passato, le amicizie e gli odi personali.


Citiamone qualcuno:
· Ettore: L’eroe Troiano. Umano, lotta contro forze più grandi di lui, senza mai
arrendersi. Eroe tragico, destinato a soccombere.
· Aiace: L’eroe Greco. È l'incarnazione stessa delle virtù della costanza negli
impegni e della perseveranza. Eroe tragico, destinato a soccombere
· Achille: invulnerabile, pronipote di Zeus e figlio della nereide Teti (semi-umano
con poteri specifici)
· Laocoonte: indovino e sacerdote (mago) viene ucciso da
· Serpenti Marini: (mostri) inviati da
· Poeseidone: dio del mare (essere con poteri soprannaturali)
· Cassandra: profetessa (maga) Riceve il dono dalla preveggenza da
· Apollo: dio del sole (essere con poteri soprannaturali)

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Potrei continuare per pagine e pagine, ma diventerebbe una noia; riflettete però: tra questi personaggi, quanti sono quelli che ben figureberro in un moderno libro fantasy? Tutti.
Per questo motivo, dopo aver esaurito l’inventiva, e saccheggiato a piene mani la mitologia nordica, ora alcuni moderni autori di Fantasy cominciano a pescare tra la mitologia greca. Non solo dall’Iliade, ma da tutte le infinite leggende che ci sono state tramandate.

Qualche illustre accademico ha fatto un balzo sulla sedia, nel leggere quest’articolo tanto stravagante? Spero di sì. Ma gli illustri accademici non leggono i miei articoli. Piuttosto, mi rivolgo ai giovani: leggete, o rileggete l’Iliade, come se fosse un romanzo Fantasy, scordate tutto ciò che vi è stato inculcato a scuola, e riflettete. Con il vostro cervello.

Perché questo, gentili lettori, è il FANTASY.
Gwendydd (Rosella Rapa)

 

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Storia del Fantasy - Introduzione

giu 052018

 

Da decenni ormai scrivo Fantasy: ora credo giusto iniziare con una mia breve introduzione, per capire perché scrivo DEL Fantasy?

Fin da bambina-ragazzina, io ero, in realtà, un vero talento matematico: probabilmente in altri paesi mi avrebbero presa, inquadrata, specializzata, ed ora starei studiando complicate equazioni rivolte a chissà quale “magico” scopo. Perché la matematica è Magia, Musica, Poesia! Non lo sapevate? Meglio! Vi già detto qualcosa di nuovo.
In questo nostro paese, l’istruzione istituzionalizzata, non apprezzava il mio modo di fare matematica, o fisica: perché io ero eclettica, fantasiosa, intuitiva, poco incline a piegarmi alle regole. Davo soluzioni, anziché studiare diligentemente a memoria. Così la mia adorata matematica finì con l’essere uno strumento per trovare lavoro e guadagnare: nulla di più.

E la fantasia? Fortunatamente, fin da ragazza, avevo cominciato a scrivere, e a disegnare: storie assurde, popolate di principesse, draghi, maghi, fantasmi, straordinari incantesimi e personaggi con poteri invincibili, animali parlanti, fate e folletti. Tutto di nascosto, naturalmente. Finché un giorno… via, allo scoperto, con racconti fiabe, romanzi.
Fantasy, naturalmente.

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Vi accompagnerò, se vorrete, attraverso questo genere carico di mistero e di follia, a volte dalla trama irreale, altre col finale impossibile.
Sarò disaccrante, senza limiti; proporrò la mia opinione su tutto, poco importa se riconosciuta dai testi ufficiali. Voglio ignorarli, ribaltarli, smuoverli, distruggerli: o questi articoli non avrebbero nulla da dirvi. Spazierò per mondi sconosciuti, incontreremo esseri impossibili, vi porterò in luoghi dove ciò che regna è l’assurdità più completa, l’inventiva a briglia sciolta: ma con una verità fondamentale sempre presente.

Perché questo, gentili lettori, è il FANTASY.

Gwendydd (Rosella Rapa)

L' Araba Fenice

mag 142018

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Vento, Pioggia, Neve…

Voglio volare nel vento d’inverno,
Perdermi tra le brezze del Nord,
Ma dovrete portarmi lontano:
Questo paese è troppo vicino al deserto,
al Caldo, all’Arsura. Figli del Sole.

Io sono una Strega, e come tale voglio morire.

Consumata dal calore, sì, ma del Fuoco
Ed affidata alla mutevole Aria
Perché mi porti in una fertile Terra,
Bagnata da fresca Acqua,
Dove il mio seme possa germogliare ancora.

Perché da ogni Strega nasce un rosso fiore .

Ma i fiori non sono tutti uguali:
Veleno per chi mi credeva uccisa,
Profumo per chi ardentemente ha amato.
Attenta, Bambina, quella bellezza
È intrisa di veleno, è un pericolo per te.

Io sono una Strega, e come tale voglio morire.

Riposare tra le fresche acque di un Lago,
Ombreggiato da alte Montagne,
Vedere una notte piena di Stelle,
Cercarvi le mie antiche sorelle,
Ma non ascoltare il loro richiamo.

Così, rinascerò ancora.

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Rosella

 

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