Il blog di Rosella Rapa

Tourismi letterari

25 anni dopo

set 112026

25 anni dopo

Era un giorno qualunque, di un mese qualunque, in un anno qualunque.

Quel giorno dovevo uscire prima da lavoro. Non ricordo perché, non era importante.
Consegnai il permesso di uscita ai sorveglianti, passai il primo dedalo di stradine, poi, arrivata al viale accesi la radio, aspettando un po’ di musica.
Ma non c’era musica.

La voce concitata di un cronista parlava in mezzo alle lacrime :

- Non riusciamo a capire cosa sia successo… ma si tratta di una tragedia senza precedenti. Un aereo civile ha colpito con un’ala il grattacielo che ora si è incendiato… il fuoco sale ai piani superiori, il fumo è nero… sale una colonna di fumo completamente nero non possiamo vedere nulla … e l’aereo … l’aereo è esploso prima di toccare terra. Ci dicono che la torre di controllo ha tentato più volte di mettersi in contatto, ma dall’aereo non c’è stata risposta. Qualcuno riuscirà a fuggire, arrivano i soccorsi… -

Premetti il piede sull’acceleratore della mia piccola 500, incurante di ogni cosa intorno a me, mentre le notizie diventavano sempre più drammatiche. Arrivai a casa credo in 15 minuti, lasciai l’auto fuori in strada e salii di corse le scale. Accesi la TV. La scena era peggio di come poteva essere descritta. Infatti non riesco a pensare a niente.

Era già un impatto visivo devastante, ma non era finita. Mentre osservavo inebetita la TV comparve un altro aereo e in un tempo che sembrava infinito si schiantò sulla seconda torre ed esplose lì.

Fu l’inferno in terra. Non era un errore, non era un incidente, era chiaro ormai che si trattava di un attentato. Ma chi poteva disporre di un potere così enorme?

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Il resto è storia. Fu individuato un capro espiatorio, fu scatenata una guerra inutile, i cui risultati si vedono ancora oggi. Il sogno del nuovo millennio, iniziato con grandi speranze, si era già infranto con uno sterminio di massa.

Ora la guerra è cambiata. Il nemico si insinua come una serpe nelle nostre TV, nei nostri “social” che più asociali di così non potrebbero essere. Spegne le coscienze, annulla il ragionamento logico.

Sapete, a me importa poco. Dicono che tra 20 o 30 anni arriveremo alla catastrofe e me la rido, perché, forse anche prima, io non sarò più. Se invece ci sarò, sarà divertente vedere le nazioni cadere una ad una. Non sono cattiva, sono fatalista. Pagheremo per i nostri errori. Sempre che, immagini come queste, non scuotano la coscienza di chi non c’era.

 

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il grattacielo si sbriciola

quel che resta

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