Il Blog di Rosella Rapa

Tourismi letterari

Pillole di Fantascienza - Frankenstein Returns

Mar 132020

Frankenstein Returns

Sono fan di una saga di fantascienza che imperversa dagli anni '60.

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Fin dai suoi esordi Furono presenti degli "androidi" computer con fattezze umane e strpitose attività comunicative. Alcuni avevano una intelligenza semplice, molto meccanica, altri erano dotati di sentimenti tipicamente umani, a volte anche più che umani, con spirito di sacrificio e nobili ideali. Tutti, ovviamente, avevano un creatore, e qui il pensiero va subito al nostro mostro rinnegato e rifiutato: il sogno del dr. Victor si realizza, pur se in un ideale futuro. Futuro che, visti gli ultimi progressi scientifici, soprattutto in campo biomedico, non sembra più tanto lontano.

Il mito di Prometeo ritorna, senza cadaveri questa volta, ma con microcircuiti e metalli nobili. Ebbene, che dire? La scienza non fa più paura, è diventata nostra amica. E in questi giorni difficili salva le persone.

 

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Pillole di Fantascienza - Frankenstein

Mar 052020

Frankenstein
o il moderno Prometeo

Eccolo! Non poteva mancare!

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Fratello gemello del Vampiro, nato nella stessa notte dalla stessa scommessa, e come lui destinato a gloria imperitura.
Creatura sgraziata, mostruosa, terrificante, protagonista di decine di film Horror, è in realtà "Il trionfo della scienza sulla natura". Insomma, il primo figlio, universalmente riconosciuto, della vera Fanta-Scienza, con un esplicito richiamo a tempi molto antichi: Prometeo, secondo Platone, è il creatore del genere umano, cui donerà anche il fuoco, venendo per questo punito da Giove. All'alba del XIX secolo l'Uomo tenta di superare i limiti che la sua stessa esistenza gli ha imposto, e si avvia verso un cammino ignoto e pericoloso: la via delle scoperte scientifiche, che muteranno per sempre il mondo circostante. Mary Wollstronecraft-Godwin (con un cognome così, anch'io avrei preso quello di mio marito) non solo guarda ciò che accade ai suoi tempi, ma dà corpo ai desideri di una umanità che si affaccia verso nuovi modi di vivere, e al tempo stesso ne ha paura.

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Esteticamente al lettore moderno il romanzo appare obsoleto, farraginoso, tutto in prima persona, con personaggi piatti e improbabili. Però, a differenza del racconto di Polidori, tutto rivolto al passato, Frankenstein affronta un tema del tutto nuovo, ponendo la scienza al centro della scena, e affrontando subito le sue problematiche intrenseche: religiose, morali, sociali.
Un'idea certamente fantastica, creare la vita, ma, che si tratti di scienza, non c'è dubbio: il dr. Victor resta affascinato dall'elettricità (galvanismo) e, sconvolto dalla fine prematura della adorata madre, si getta sullo stodio della "filosofia naturale": un insieme di discipline che comprende anatomia, chimica, biologia, cercando disperatamente un rimedio contro la morte. Non mancano le incursioni nei cimiteri, per recuperare cadaveri e parti di essi.
La creatura, infine, nasce; né buona né cattiva, soltanto deforme e del tutto ignara dei comportamenti umani. Viene subito etichettata come "diversa", ripudiata dal suo creatore e da chiunque abbia la sventura di incontrarla. Diventa violenta, uccide. Non si ferma, ormai è in lotta aperta con il mondo, con la cosiddetta "umanità", che di "umano" mostra ben poco, non solo nei suoi confronti. Per questo chiede al suo creatore di esaudire un suo desiderio: dargli una moglie. Il dr. Victor accetta, ma, all'ultimo istante, distrugge la sua seconda opera, scatenando una furia omicida senza controllo.

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La scienza ha doppiamente fallito: cosa resterà?
Il dubbio, serpeggiante per 200 anni, a tutt'oggi non è stato sciolto.

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Il romanzo venne pubblicato per la prima volta nel 1818, anonimo, ma la versione definitiva è del 1831. 100 anni dopo, il mostro arriva nelle sale cinematografiche, in un film in bianco e nero, con un sonoro approssimativo, e con la magistrale interpretazione di Boris Karloff, che sarà da modello per tutte le versioni successive: terrificanti, orribili, satiriche e comiche. Arriverà presto anche in TV, con "La Famiglia Addams" e "I Mostri", serie di grande successo, tanto che avranno più di una rivisitazione. Pian piano la creatura, spogliata della sua immatura malvagità, prende il suo posto acquisendo il nome del suo creatore: Frankenstein. Mi sembra più che giusto: nella nostra società chi nasce prende il cognome del padre, ma credo che i lettori amanti del fantastico saranno d'accordo me, nel tributare un omaggio tutto al femminile per:

Mary Shelley, la donna che inventò la FantaScienza !!!

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Pillole di Fantascienza - IL VAMPIRO

Feb 112020

IL VAMPIRO !!! (di J.W.Polidori)

Eccolo! Finalmente ritrovato, da editori che non pubblicano gli esordienti Italiani, ma si buttano in massa su un racconto obsoleto, per festeggiare i 200 anni della sua nascita. Il Vampiro ritorna, con prefazione, postfazione, frammenti di ispiratori e prosecutori. Di valore letterario scarso, o nullo, l'opera estemporanea dello sconosciuto anglo-italiano John William Polidori, medico personale di Lord Byron, fu pubblicato proprio perchè ritenuto opera del geniale ed esaltato poeta, quindi uno scritto vendibile.

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Allora come oggi, l'esordiente aveva poca fortuna. Ma, cosa ci resta di uno scritto che ai suoi tempi avrebbe dovuto far paura, e oggi fa soltanto sorridere?


Ci rimane un indubbio valore storico, testimonianza di un periodo controverso e di un momento letterario innovativo. Il XIX secolo fun un epoca di grandi mutamenti sociali e tecnologici. All'epoca di Polidori si viaggiava in diligenza o in carrozza, l'unico mezzo di comunicazione a distanza erano le lettere, scritte con la piuma d'oca; le ragazze dovevano cucirsi a mano gli abiti e il corredo, i velieri impiegavano mesi lungo le rotte commerciali, le città greche erano sepolte sotto metri di terra e mattoni, la Stele di Rosetta era ancora da interpretare.
Non si trattò di un periodo “buio”: fu dominato dalle Campagne Napoleoniche, che tuttavia non portavano oscurantismo, ma una grande riscoperta dei valori, soprattutto estetici, dell'antichità classica. Grandi poeti, scultori, musicisti (inizia l'Opera Lirica, con Rossini, Donizetti, Bellini !). Nuove idee politiche e sociali, donne scrittrici.
Insomma, un gran fermento intellettuale, ma ancora poche novità in campo scientifico, e quindi nella vita di tutti i giorni, descritta mirabilmente nei suoi romanzi da una donna che non credeva ai vampiri: Jane Austen. Era un mondo in cui la figura del gelido ed impenetrabile Lord Ruthven, conte di Marsden, poteva avere una sua ragione di essere, e anche di essere un Vampiro, assetato del sangue di una angelica vergine per poter sopravvivere. Nulla poteva fermarlo, tranne un macabro procedimento di morte con distruzione di ogni sua traccia.

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Quando passiamo all'epoca di Bram Stoker, il mondo è profondamente cambiato: treni a vapore, vascelli a vapore, dirigibili; metropolitana a Londra, canale di Suez, musei archeologici a Torino e a Londra, macchine da scrivere, macchine da cucire, luce elettrica o a gas, telefono, telegrafo, e si potrebbe continuare. Una vera e propria rivoluzione, pronta a sconvolgere la vita quotidiana, così come avverrà ancora nel XX secolo. Un nuovo mondo, in cui Lord Ruthven è ormai fuori moda; deve arrivare l' “esotico” Conte Vlad.

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Abbiamo l'intera Storia di un vampiro, “del” Vampiro, dalla nascita alla morte letteraria, per rinascere poi come protagonista della della pellicola, e infine rinascere ancora nel XXI secolo con moglie, figli, genitori e parenti vari; a volte malvagio, a volte buono fino all'esasperazione. L'ideale per le Soap Opera.

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Rosella Rapa

Pillole di Fantascienza - DRACULA !!

Dec 172019

DRACULA, l’ultimo dei Vampiri (di Bram Stoker)

Questa poi! Il Vampiro, il re del Gothic-Horror, il sanguinario mostro-pipistrello, in mezzo alla (poco) scientifica Fantascienza? Ebbene si tratta di un libro STRAORDINARIO. Dracula (1897) è considerato l’ultimo dei Romanzi Gotici, ed anche un capolavoro della Letteratura Britannica in cui Stoker (1847-1912) teorizzò la FINE di tutti i Vampiri... ma allora, chi li fece nascere?

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Nel 1818, in una stagione piovosa, Mary Shelley, suo marito Percy Bysshe Shelley, Lord Byron, e un quarto componente del gruppo, decisero di intraprendere una gara letteraria per scrivere una storia sul soprannaturale. Vinse Mary, con il suo Frankestein. Ma chi era il quarto? Me lo sono domandata per anni. Era il dott. John William Polidori, che scrisse in quell'occasione Il Vampiro, destinato ad una fortuna insuperabile per tutto il XIX secolo, ma soppiantato, proprio sul finire (1897) dal Dracula di Bram Stoker. Infatti fu Dracula, che per tutto il XX secolo divenne sinonimo di vampiro, sebbene molte opere siamo assai più simili al testo di Polidori, che non a quello di Stoker.

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Come fu possibile un tale capovolgimento di fronte?

Polidori scrisse un opera che attingeva a molte leggende locali, Inglesi per lo più, trasformando un mostro campagnolo in un raffinato gentleman (Lord Ruthven) , dotato un fascino oscuro e perverso, ma intrigante, degno di frequentare la buona società londinese, ed i libri che allora venivano letti. Stoker abbinò invece il Vampiro al famoso Vlad l’Impalatore, e ne trasferì le origini in Transilvania, terra di confine tra Romania, Moldavia, Ungheria e Bucovina. Oggi i confini dei paesi sono cambiati, ma il castello del mostro esiste ancora. Io l’ho visto con i miei occhi, da lontano, perchè salirvi è impossibile: troppo pericolose strada e ruderi. Tornando a Stoker, proprio in quegli anni muoveva i suoi primi passi una novità che avrebbe conquistato il mondo: il CINEMA! Quasi immediatamente si impadronì del romanzo, e Dracula divenne sinonimo di Vampiro, di qualsiasi genere. Le pellicole in cui è citato, comparendo anche per poco, sono più di 150: e il povero Polidori venne dimenticato. Fino a ieri: pubblicato nel 1819 il suo racconto ha compiuto 200 anni, e gli editori festeggiano. Oggi è quasi dimenticato anche Stoker, nonostante i proseguimenti più o meno validi dei suoi lavori. Eppure Dracula è un libro ricco di scoperte sorprendenti.

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Fantasy, Fantascienza, Mistery e Avventura sembrano rincorrersi come i personaggi. A chi spetterà la vittoria? Alla SCIENZA. Già.

Come struttura, il romanzo di Bram Stoker si presenta subito atipico. Rammenta, in parte, il vecchio romanzo epistolare, ma ha una caratteristica profondamente diversa: non è costituito da lettere che che si susseguono, bensì da diari. Diari assai particolari, che ci mostrano caratteristiche innovative: due fidanzati, per comunicare, usano la stenografia, complicata da segni noti solamente a loro due. Un medico registra i suoi diari su di un fonografo, la protagonista, Wilhelmina (Mina), ascolta e batte a macchina. A queste narrazioni sono mescolati gli scritti di un cronista, il diario di bordo del capitano della “nave fantasma”, annunci ritagliati dai giornali, e lettere mai lette dalla destinataria. Ferrovie, autovetture, navi a vapore, telegrafo, biciclette, tramvay, completano uno scenario “moderno” in cui un vampiro è considerato ridicola superstizione: finché Mina non batterà a macchina il diario del suo fidanzato, fornendo ad un anziano professore la chiave dei misteri per loro assurdi e inspiegabili in cui si sono imbattuti.

La prima parte del romanzo è senz’altro Gotica: l’arrivo del giovane avvocato Johnatan al castello del conte Dracula è preannunciato da segni di terrore, contadini che si fanno il segno della croce, oscure leggende, ululati di lupi e voli di pipistrelli. Una volta Entrato, Johnatan si accorge di essere prigioniero in un luogo mostruoso.
Tutto questo, nei più minuti particolari, viene annotato nel suo diario, che si interseca con il diario di Mina. Ecco quindi che la narrazione scorre sempre in prima persona pur raccontandoci fatti che avvengono a centinaia, migliaia di Km di distanza.
Una giovane amica di Mina, Lucy, deve scegliere tra i suoi innamorati, ma il suo comportamento presenta numerose stranezze. Sonnambulismo, incubi, accompagnati da ululati di lupi e morti misteriose. Quando al porto arriva una nave con il solo capitano, legato alla barra del timone, è dal suo diario di bordo che apprendiamo i fatti orrendi di una spaventosa traversata.
Le condizioni di Lucy peggiorano. La parte preponderante della narrazione passa quindi al dottor Sewart, e al suo fonografo. Non riuscendo però a comprendere la crescente anemia della sua paziente, chiama in aiuto il suo vecchio maestro, il Professore Olandese Van Helsing.

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A questo punto, impercettibilmente, il tipo di narrazione cambia.

Siamo a Londra, città moderna, con mezzi pubblici, treni, gente evoluta, che non crede più a leggende e superstizioni come fantasmi o vampiri. Van Helsing fatica non poco per spiegare che ci sono realtà ancora non comprese perfettamente dalla SCIENZA, definite PARA-NORMALI. Il vampirismo è una di queste, ma i giovani NON riescono ad accettarlo razionalmente. Mina, battendo a macchina tutti i diari fornisce a Van Helsing: la chiave. Dracula è a Londra, città indifesa contro di lui, perché nessuno crede alla sua esistenza. Siamo nel 1897, si guarda alla Luna (Verne), a Marte (Wells), alle numerose scoperte tecnologiche: elettricità, magnetismo, radiazioni.

Eppure, per combattere il Vampiro servono i metodi tradizionali: aglio, crocefissi, ostie consacrate… ma per salvare Lucy occorrono TRASFUSIONI! Questa è medicina innovativa: trasfusioni ai primordi, da vena a vena, quando gruppi sanguigni e fattori RH erano ancora da scoprire. Che rischio!

Ora bisogna salvare la città, e l'umanità intera. Fughe, rincorse, piani organizzati, tutto viene predisposto con cura per combattere il nemico non più Occulto: per chi ama spaventarsi, restano colpi di scena a ripetizione, per chi si diverte, è una lettura appassionante, che trascina pagina dopo pagina.
Un finale emozionante che si conclude con la vittoria della Scienza e della Ragione, contro Superstizione e antichi retaggi d'odio. Nelle intenzioni di Stoker, Dracula è VERAMENTE l’ultimo dei vampiri, e la Terra è liberata per sempre dal suo malvagio potere.

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La Fantascienza, in Dracula, va cercata nelle pieghe del romanzo, e nell'atteggiamento dei protagonisti, particolare delle due ragazze.
Mina è una donna moderna, la donna che di lì a poco potrà affrontare il nuovo secolo in tutta la sua forza: indipendente, disinvolta, sicura di sé, conosce le tecnologie più all'avanguardia del momento, sa prendersi cura di se stessa, delle amiche, e del marito malato. Il lavoro non la spaventa: pensa di continuare a lavorare anche dopo il matrimonio, almeno finché il marito non avrà qualche vantaggio nella sua carriera. Una donna del Futuro.
Lucy, al contrario, è la tipica ragazza ottocentesca: dolce, di carattere arrendevole, bisognosa di protezione, in cerca di un uomo per la vita, ma capace di attirarne molti accanto a se. Rappresenta il Passato.
Dracula perseguita Lucy, ma è attratto da Mina. Tuttavia non apprezza le sue doti intellettuali, ma il suo fascino femminile. La vuole tutta per sé, nel suo antico castello, come una regina: vuole trascinarla nel passato più remoto, strapparla al presente e al futuro. Mina, però ha amici sinceri, anche se non cerca di farli innamorare tutti.
Il personaggio di Mina è una rarità nel panorama della Fantascienza ottocentesca, riservata quasi esclusivamente a inventori più o meno pazzi, viaggiatori in luoghi remoti o inesistenti, sognatori solitari.

Ma cosa ne sarà di Dracula? Più di altri romanzi (che pure esistono) lo dirà un nuovo, fantascientifico prodotto: il cinema.

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Sin dai suoi esordi, infatti, il cinema fu irresistibilmente attratto dal protagonista del romanzo di Bram Stoker; purtroppo nessuna delle pellicole comparse in più di un secolo rende giustizia al romanzo che aveva teorizzato la scomparsa di tutti i vampiri, con le armi (stranamente unite) della Scienza e della Religione, da usarsi contro antiche superstizioni, maledizioni, terrori atavici. Dracula divenne invece il vampiro per eccellenza, il simbolo del terrore, il più grande protagonista dei film “noir”, il padre di nuove, numerose saghe, che imperversano ancora oggi, con film, serial TV e anche libri. Uno peggio dell'altro. Fa eccezione il film “Dracula, di Bram Stoker” del 1992, con un cast e un regista davvero eccezionali. Qualche differenza rispetto al libro, come sempre, ma ottime interpretazioni. In più, Mina è l'unica donna che partecipa alla “Lega degli uomini straordinari”; il suo personaggio viene notevolmente stravolto, ma la grinta rimane la stessa.

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Come per tante altre opere, e altri autori, il Tempo non è stato corretto con Bram Stoker: mentre la sua “creatura” diventava una star, il creatore finiva nell'ombra, almeno fuori dalla Britannia; il peggio resta nel fatto di essere stato incompreso, travisato, trasformato. Leggere il SUO Dracula è un’esperienza che non dovrebbe mancare a chi ama cercare nella letteratura quei libri che si possono considerare “pietre miliari” nel corso della storia, libri che, indipendentemente dal valore letterario in senso stretto, segnano un’epoca, una svolta. Soprattutto, rendiamo giustizia all’autore, ingiustamente strapazzato e bistrattato come pochi altri.

 

 

Pillole di Fantascienza - L'Uomo Invisibile

Oct 292019

L'Uomo Invisibile – di Herbert George Wells

 

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Credo che quasi tutti, giovani e meno giovani, conoscano l’uomo invisibile, la donna invisibile, e tutti i loro discendenti, travasati dal cinema ai fumetti e viceversa. Forse, tuttavia, non sanno che la loro origine è qui, in un romanzo del XIX secolo, scritto nel lontano 1881 ma pubblicato nel 1897. Ed è FANTASCIENZA. Fantascienza pura e reale. Eccezionale, infatti, è la pagina in cui l’autore descrive le possibilità della rifrazione, come principio per l’invisibilità; poi, con vera arte d’esperto scrittore, fa in modo di non rivelarci per intero la “formula”. Non magica, ma assolutamente scientifica.

Avventuroso, filosofico, stravagante coinvolgente.

Per H.G.Wells (1866 – 1946), la fantascienza è una metafora, un simbolo per descrivere i problemi e le inquietudini che accompagnano i grandi progressi e i mutamenti di pensiero, che, nel corso della sua vita, iniziarono la loro corsa frenetica e inarrestabile. L’autore esprime chiaramente il proprio punto di vista: il solo progresso scientifico NON è sufficiente a migliorare la condizione umana su questa terra; è necessario che esso sia accompagnato da una consapevolezza cosciente di ciò che la scoperta in sé può significare.
Lo scienziato che scopre la formula dell’invisibilità, e la sperimenta su se stesso, ansioso di mantenerne il segreto, perde, insieme alla connotazione visibile d’essere umano, anche l’appartenenza alla “società” umana. Misantropo fin dal principio, si allontana sempre di più dai suoi simili, fino a desiderarne l’annientamento, la sottomissione. Nulla di buono potrà mai derivare da una scoperta tanto spaventosa, e tanto male usata: perciò la tragedia finale sarà inevitabile.

Come non portare la nostra mente a tutte le scoperte scientifiche e tecnologiche che, tuttora in rincorsa, dal XIX secolo ai nostri giorni, non hanno fatto altro che portare benessere, ricchezza e potere, concentrati nelle mani di pochi, mentre per altri si aprivano sconfinate epoche di devastazione e miseria?

H.G.Wells fu profetico, non tanto per le sue pur emozionanti avventure, quanto per la sua profonda filosofia. Nessuno ha finora scoperto la formula dell’invisibilità: ma il suo monito ci accompagna, sempre.

 

FILM

Da questo libro è stato tratto, nel 1933, un film in bianco e nero, diventato un vero “cult” del genere horror e non di fantascienza. I tempi non erano maturi. Pur con vari cambiamenti, rende perfettamente lo spirito del libro, ed ha effetti speciali che colpiscono ancora oggi.

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La leggenda degli uomini straordinari (The League of Extraordinary Gentlemen) è un film del 2003, tratto da un fumetto, in cui l'Uomo Invisibile compare a fianco del Capitano Nemo, Jeckyll/Hyde, Dorian Gray ed altri famosissimi personaggi creati dalla fantasia di grandi scrittori. Non è uno "spaccatutto", ma un film di Fantascienza all'antica, col il solito mitomane che vuole diventare padrone del mondo. Ed è anche una parafrasi della I Guerra Mondiale, che Wells anticipò, e che purtroppo vide realizzarsi.

Pillole di Fantascienza – Introduzione

Oct 212019

Nel XIX secolo il Fantasy viene abbattuto dal Positivismo, dalle scoperte scientifiche e dal progresso tecnologico, che trasformerà ogni cosa, iniziando quella "civiltà industriale" che all'inizio sarà ben poco civile, ma indurrà molte speranze in un futuro migliore per tutti.

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Ecco che nasce, quindi, la Fanta – Scienza, una proiezione delle aspettative scientifiche più avanzate. Nell'arco del secolo il suo alfiere sarà l'universalmente famoso Jules Verne, che inizierà la sua opera con fervente entusiasmo, ma soccomberà a un dilagante pessimismo verso la fine della sua vita, e del secolo stesso, quando l'entusiasmo per il "progresso" verrà meno. Le due guerre mondiali abbatteranno definitivamente il mito della nuova civiltà meccanica, portando la Fantascienza a rinnegare se stessa, con gli scrittori impegnati a descrivere i possibili e probabili danni dovuti alla spersonalizzazione dell'umanità.

Più avanti ritornerà un cauto ottimismo, proiettato questa volta in futuri "stellari", tra galassie lontane ed improbabili alieni, con una patina di "scientificità" molto spesso errata o ridicola. Infine, in questo nostro nuovo secolo, la letteratura cede il passo alla filmografia, ormai in 3D, per mostrarci un futuro "distopico", il contrario dell'utopia, ma anche della speranza e dell'oggettività. La speranza arriva solo con la creazione di super-eroi, uomini e donne dotati di poteri sovrannaturali che ricordano tanto quelli degli antichi semi-dei: gli eroi, incontrati all'inizio della nostra Storia del Fantasy. Il semplice essere umano non può niente, contro malvagità e poteri niente affatto occculti. Siamo alla Fine di ogni aspettativa umana, al pessimismo veramente "cosmico".

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Quanddo iniziai a scrivere seriamente mi chiesero "Perchè scrivi Fantasy, e non Fantascienza? Ne hai le competenze!". E' proprio per questa ragione che ho evitato di scrivere stupidaggini galattiche, meglio avere la libertà di inventare di tutto e di più. La Fantascienza molto spesso si sposa con Fantasy, tanto che, soprattutto per gli ultimi anni, è difficile fare una distinzione netta. Anche per questo non è possibile definire una "storia" vera e propria, perchè gli autori li conosciamo, e sappiamo che ognuno ha dato la sua visione del mondo in base a determinati parametri culturali. Esploriamoli quindi, uno per uno, andando a cercare quanto c'è di più intrigante e curioso in ognuno.

A presto, quindi, con le


 Pillole di Fantascienza


Rosella Rapa

 

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