Il blog di Rosella Rapa

Tourismi letterari

Feste Calpestate

May 052019

Feste Calpestate

La sera di Pasqua
Accendo la TV
Per vedere il mondo
Allegro nella festa

Orrore.
Sgomento.

Non più lacrime,
Né dolore,
né rabbia,
né rancore

Soltanto indignazione
Verso belve feroci
Che hanno ancora l’ardire
Di chiamarsi uomo.

 

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Fino all'inizio della seconda guerra mondiale, in occasione di alcune festività sacre, venivano più o meno concordate   delle brevissime tregue, per rispetto alla religione. E dire che fino al XIX secolo, i soldati erano poco più che briganti da strada, ladri e assassini. Magari il mattino dopo avrebbero saccheggiato una chiesa, ammazzato un nobile con tutti i suoi figli. Ricordiamoci anche il periodo del "Terrore". Erano il peggio del peggio, ed erano europei.

Con la guerra 40-45, persone perbene vennero messe alla guida di arei carichi di bombe da sganciare su obiettivi legati ai militari. Vorrei sapere se la scuola media di mio papà (fortunatamente vuota, era di notte) costruiva strumenti bellici; come la chiesa francescana di Madonna di Campagna. Era piena di persone in preghiera, e il bombardamento fece decine e decine vittime. Cosa c'era da colpire nel borgo delle lavandaie ancora non lo so.

Si trattò peraltro di incidenti, mai ricordati perchè dalla parte dei vincitori; quel che accade oggi, è di tutt'altraltra natura: attaccare edifici pubbibli, sacri o secolari, nei momenti in cui si sa che saranno molto affollati. Ecco perchè si prendono di mira mercatini di Natale, i Cortei pacifisti... ma una Chiesa nel corso della funzione ancora non l'avevo visto.

 

Duecento o trecento persone, le cifre aumentavano, poi la tragica verità: molte salme andavano ricomposte, perchè l'esplosione le aveva sfracellate. Il numero dei defunti diminuiva.

Quando vedo in TV un disastro in diretta, mi colpisce molto più a fondo che il sentirlo raccontare quando si è concluso. Continuo a guardare le immagini, a segure la vicenda, cercare di capire chi è stato, e perchè. I colpevoli, guarda caso, non vengono mai trovati. Qualche capro espiatorio, a volte. In questo caso, il tragico evento non ha scatenato una caccia all'assassino: si trattava di kamikaze, con un gruppo di fanatici alle spalle subito individuati. Presto, fin troppo presto, forse. Qualcuno, però, li avrà pur formati, riforniti, formati ideologicamente... Invece di darci notizie in questa direzione, abbiamo visto com'è mutata la vita nello Sri Lanka. Chiese sbarrate, Moschee chiuse, coprifuoco, divieto di manifestare, donne con velo totale.

Un paese in gabbia.

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Non è la prima volta che accade: disordini, manifestazioni, attentati suicidi... il risultato è sempre lo stesso: paesi esteri che intervengono fornendo apertamente armi e soltati, città distrutte, bambini malati in TV, barconi di migranti, libertà annientate.

Dello Sri Lanka non si parla più. Ora vanno di moda la Libia, il Venezuela, Israele...

La Grande Guerra non è ancora finita.

undefined Rosella Rapa

 

 

 

 

 

 

 

 

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