Il blog di Rosella Rapa

Tourismi letterari

Storia del Fantasy - I dimenticati

Oct 312018

Un popolo “rimasto al di fuori”: i Celti

Prima di parlare dei loro testi, mi sembra giusto parlare un poco di un popolo quasi dimenticato, almeno da noi italici: i Celti.

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Nostri antichissimi antenati, arrivarono ad occupare quasi tutta l’Europa pre-romana: arrivarono persino in Turchia, dove alcuni di loro si stabilirono, passando alla storia come “Galati”. Poi l’inizio della decadenza, che trova le sue ragioni in un modo di vita ormai sopraffatto dalla praticità degli antichi Romani, e dalla loro forza militare. Suddivisi in tribù, legate da complicati vincoli di parentela, i Celti erano destinati a soccombere: e così fu, nonostante il valore di alcuni capi che tentarono di riunire e rappacificare tra loro gente rissosa, sempre coinvolta in guerre fratricide.

Eppure, il mondo della cultura celtica è arrivato fino a noi: asserragliati in Irlanda, Galles, Scozia e Bretagna, hanno portato fino ai nostri giorni il ricordo del glorioso passato, attraverso un antico e criptico linguaggio. Ci sono giunte opere ben strutturate, dai forti significati simbolici: 

Il Mabinogion, raccolta poetica di leggende gallesi, risalenti all'antica religione.

Le avventure di Cu-Culainn, eroe irlandese: dove troveremo elementi fondamentali della struttura Fantasy dovuta ai Celti

undefinedLe avventure di Fionn Mac Cumhaill (Fin mac Cool), altro eroe irlandese, in cui fiaba e leggenda si mescolano senza problemi.

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Vi parlerò brevemente di questi poemi; ma prima devo fare qualche accenno alla religione celtica, e alla loro NON-mitologia.
A differenza dei greci, e dei romani, i celti non elaborarono una mitologia esclusivamente antropomorfa: la loro religione era essenzialmente spirituale, anche se taluni dei, i più importanti, avevano un nome. Dobbiamo al loro conquistatore, Giulio Cesare, i primi accenni a questa religione, che, per la sua unicità, stupì non pochi studiosi, anche moderni. I celti NON avevano paura della morte: per loro, era solo un passaggio, che li avrebbe condotti in altro regno, L’Annwn, poco diverso dal loro mondo abituale. Altro regno magico, parallelo a quello mortale, è il Sid, dimora di Dei e di Fate: antenati degli Elfi, termine introdotto in tempi più recenti. A differenza di quanto è accaduto per le mitologie greco-romana e norrena, quella dei Celti non ci è giunta attraverso un corpo unico di testi codificati (pur se spesso manipolati) : per sopravvivere, si adattò a divenire fiaba, leggenda, racconto, sovente modificato dalla cristianizzazione, senza tuttavia mai perdere i suoi connotati originari, compresa la simbologia.

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Torniamo al Fantasy: proprio grazie alle loro credenze religiose, trasformate successivamente dai cristiani in leggende, dobbiamo ai celti molti elementi fantastici: le Fate, i Druidi, (uomini e donne, che daranno origine ai Maghi), i Folletti, le Streghe, (la più famosa è la Banshee) il passaggio tra i Regni, e, cosa non trascurabile, le Eroine, e le Regine. Già. Fra i celti, migliaia di anni fa, la parità tra uomini e donne era un dato di fatto. Le donne erano regine, guerriere, sacerdotesse, curatrici, artigiane; potevano decidere del loro proprio destino, esercitare una professione, essere protagoniste in eventi importanti, divorziare, scegliere mariti e amanti.

Mi rendo conto di aver parlato più di storia che di fantasia: ma era necessario. Solo comprendendo la profonda interconnessione tra la vita in questo mondo, e la vita nell’aldilà, il modo fatato, si può comprendere l’importanza che i celti hanno avuto nel formarsi della cultura europea, e, di conseguenza, nel Fantasy .

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Per i Celti, i mondi mortali e fatati non erano rigidamente separati: il passaggio dall’uno all’altro poteva avvenire in qualsiasi momento, senza nessuna particolare formula magica. Umani e Fate potevano sposarsi, avere dei figli. Questi sono elementi che avranno una notevole influenza sul Fantasy, soprattutto nei paesi ancor oggi gaelici.

Dai Celti abbiamo poi ereditato una festa, tipica della tradizione anglosassone, ed ora popolare anche da noi: Halloween, la notte delle Streghe e degli Spettri: deriva dall’antica Samain, che celebrava la notte più lunga dell’anno, il solstizio d’inverno.

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Il popolo a lungo “rimasto al di fuori” dai libri di storia, si ripresenta oggi, più vivo ed intrigante che mai:

Anche questo, gentili lettori, è il FANTASY.


Gwendydd , la Celtica

 

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