Il Blog di Rosario Frasca

Le opinioni di un Clown, ovvero: Il mito di Er

Il consiglio di Planck

mar 092026

Dedicato ai signori della guerra


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Planck mi fece entrare in un soggiorno un po' cupo, ma comodo e piacevolmente antiquato: mancava solo, per completare il quadro, un lume a olio sul tavolo. Planck mi sembrò molto invecchiato dall’ultima volta che l’avevo visto. Le rughe si erano fatte più fonde sul suo viso fine e ben modellato; sorrideva a stento, di un sorriso doloroso. E sembrava terribilmente stanco.

“Lei è venuto a chiedermi un consiglio su una faccenda politica – cominciò senza tanti preamboli – ma temo di non essere più in grado di consigliarla. Non c’è speranza di fermare la catastrofe che si sta per abbattere sulle nostre università e su tutta la Germania. Prima che mi parli di quanto avviene a Lipsia – e, mi creda, le cose non potranno andar peggio di ciò che succede a Berlino – voglio dirle che ho parlato con Hitler qualche giorno fa.

Speravo di convincerlo che espellere i nostri colleghi ebrei comporta un danno gravissimo per le università tedesche, e per le ricerche di fisica in particolare; volevo fargli capire che è assurdo e immorale perseguitare uomini che si sono sempre ritenuti tedeschi e che hanno offerto la vita per la Germania come chiunque altro. Non ci sono riuscito, forse perché non vi è linguaggio con cui si possa parlare a costoro.

Hitler ha perso ogni contatto con la realtà. Ciò che dicono gli altri costituisce solo una sgradevole interrezione che egli si affretta a cancellare ripetendo senza sosta i vecchi slogan sul decadimento della vita intellettuale nel dopoguerra, sulla necessità di fermare il marcio prima che sia troppo tardi eccetera. Si hja l’impressione che egli creda davvero a tutte le assurdità che dice, e che si culli nell’illusione ignorando ogni influenza esterna. Insomma, è posseduto a tal punto dalle sue pseudo-idee che nessuno può più discutere con lui. E un uomo in queste condizioni non può che portare la Germania al disastro.”

Fisica e oltre - Werner Heisenberg – Bollati Boringhieri
undefinedFisica e oltre – La scienza la fanno gli uomini. È da questo assunto fondamentale che muove Werner Heisenberg quando decide di raccontare il «suo» Novecento. Un dialogo, molti dialoghi, con i protagonisti che con lui, pioniere della meccanica quantistica, hanno attraversato le grandi rivoluzioni nella fisica del secolo scorso, che compone una particolarissima autobiografia scientifica. Gli incontri con Einstein, Pauli, Planck, Bohr, e molti altri, saranno così la scusa per parlarci del concetto di atomo, di fisica atomica e filosofia kantiana, fino all’etica e alla responsabilità dello scienziato. Incontri e dialoghi morali da cui emerge, su tutto, la fede nel valore perenne della scienza e nella sua capacità di dare all’umanità un futuro di speranza. 

 

 

 

 

 



undefined*Werner Heisenberg, nato il **5 dicembre 1901* a Würzburg, in Germania, è uno dei fondatori della meccanica quantistica e noto per il suo principio di indeterminazione. Si laureò all'Università di Monaco nel 1923 e, negli anni successivi, lavorò con importanti fisici del tempo, tra cui Max Born e Niels Bohr.
*Premio Nobel per la Fisica* nel *1932* per i suoi lavori sulla meccanica quantistica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu coinvolto nel programma nucleare tedesco. Dopo la guerra, collaborò attivamente alla ricostruzione della scienza tedesca e divenne presidente della Società Tedesca di Fisica. Morì il *1° febbraio 1976* a Monaco.

 

 

 

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*Max Planck, nato il **23 aprile 1858* a Kiel, in Germania, è considerato il fondatore della teoria quantistica, una delle colonne portanti della fisica moderna. Si laureò all'Università di Monaco nel 1879 e divenne professore di fisica all'Università di Berlino nel 1889.
*Premio Nobel per la Fisica* nel *1918. La sua vita personale fu segnata da tragedie; perse il suo primo figlio durante la Prima Guerra Mondiale e la figlia durante la Seconda Guerra Mondiale. Morì il **4 ottobre 1947* a Gottinga.

 

 

 

 

 

 

 

ratio imitarum naturam

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