Il Blog di Rosario Frasca

Le opinioni di un Clown, ovvero: Il mito di Er

Il sottosuolo delle coscienze

Oct 132017

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"Tutti gli eroi del romanzo s'attendono dal possesso una metamorfosi radicale del loro essere."

 

Il capitolo secondo del suo "Menzogna Romantica e Verità Romanzesca", René Girard sceglie di titolarlo con una frase emblematica "gli uomini saranno dei gli uni per gli altri”.

In questo titolo, Girard, configura il carattere trascendente del "desiderio mimetico”, assegnando ad un ente divino, il ruolo di mediatore, uno dei tre vertici del triangolo mimetico.

 

 

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Il desiderio mimetico triangolare si articola e si sviluppa geometricamente nei tre vertici del triangolo:

  • il soggetto che desidera
  • l'oggetto del desiderio
  • il mediatore

"L'oggetto non è che un mezzo per raggiungere il mediatore. È all'essere del mediatore che mira il desiderio".

Il desiderio mimetico trascendentale, è caratterizzato da una dinamica tutta “interiore”, ovvero: il mediatore è la proiezione ideale interna del soggetto che desidera; mediatore e soggetto sono, dunque, nella stessa persona: la realtà e la sua proiezione ideale (divinità).

Girard chiama questo tipo di mediazione interna:

"Parleremo di mediazione interna laddove la distanza tra le due sfere di possibili, che s'accentrano rispettivamente sul mediatore e sul soggetto, sia abbastanza ridotta perchè le due sfere si compenetrino più o meno profondamente."

La compenetrazione totale nella stessa persona tra le due sfere di possibili del soggetto e del mediatore, tra l'uomo e il suo dio, genera un ibrido uomo-dio che non si lascia definire nella concretezza della realtà. Il superuomo di Nietzche arriva a competere con una divinità che lo supera, nonostante la "volontà di potenza" l'uomo è costretto a soccombere e annichilire.

Quando due persone (soggetto e mediatore) desiderano la stessa cosa, finché l’oggetto del desiderio può essere condiviso, si instaura tra loro un'amicizia solidale e fraterna ma non appena si arriva al desiderio di possesso esclusivo dell'oggetto desiderato, da parte del soggetto o del mediatore, si innesca tra loro una irriducibile rivalità; in questa esclusività di onnipotenza, il soggetto diventa rivale del suo dio: idolo-fratello-mediatore; l'io reale diventa rivale del se stesso ideale; il soggetto diventa "antagonista" del mediatore ovvero di quello che fino ad allora era il suo dio. La schizofrenia ci sguazza in queste situazioni; il cervello di Nietzsche lo ha sperimentato.

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Il soggetto che desidera la divinità del suo mediatore, in fondo desidera l'essere del mediatore; l'uomo aspira a questa qualità divina perché vuole essere dio: il divino e irraggiungibile ideale di se stesso.

Nella religione cristiana, questa sovrapposizione tra soggetto e mediatore, si realizza totalmente nella "perfetta integrazione dell'uomo con Dio”: Gesù è infatti "perfetto uomo e perfetto Dio".

 

Il desiderio mimetico, la società e la razza

Sotto l'aspetto sociale, le stesse dinamiche della mediazione interna che caratterizzano il desiderio mimetico, possono essere applicate e sviluppate assumendo come soggetto desiderante, non la singola persona (il superuomo) ma il popolo eletto, la super razza, perfetta ed esclusiva.

Nell'ideologia nazista, le aspirazioni e i desideri del popolo sono completamente analizzabili applicando le dinamiche del desiderio mimetico triangolare con mediazione interna.

Lo stesso discorso vale per ogni esaltazione etnica e/o razziale, in tutto il mondo, ovunque accada: laddove una sola razza si ritiene eletta da Dio e investita del ruolo di guida delle nazioni del mondo. Il principio nazista non si può identificare e confinare in un territorio ben definito; ma ha bisogno dell'identificazione divina e universale che supera la realtà frammantata delle nazioni del mondo; si attiva così una gestazione fagocera dell’ideale nazista che si avvilupperà e divorerà tutto l’esistente, con le stesse dinamiche del "buco nero” definito in astrofisica; una superpotenza  omnivora e insaziabile... il principio del perfetto nichilista, del superuomo inarrivabile.

L’odio razziale è paura dell’altro, è esclusività egoistica, è illusione di onnipotenza solitaria attraverso l’eliminazione-fagocitazione dell’altro. Ma senza l’altro, verso chi si può manifestare l’onnipotenza? Il cane si morde la coda e l'uomo “annichilisce” nel nulla cosmico.

 

Il sottosuolo delle coscienze.

undefinedLa famigerata "volontà di potenza" di Nietzsche, è spiegata perfettamente con le dinamiche del desiderio mimetico girardiano: il Superuomo ovvero l’Anticristo, è l'ibrido e schizofrenico uomo-dio; la personificazione del desiderio mimetico, è portata alle estreme titaniche conseguenze conflittuali; una rivalità irriducibile dell’uomo reale con il suo dio d'occasione.

Si può parlare quindi dell’uomo senza Dio perchè esso stesso vuole essere dio, con tutta l’illusione di onnipotenza di un dio.

Il Dio causa esterna, religiosamente riconosciuto e adorato dall'uomo, è l'ultimo ostacolo che si oppone al raggiungimento del traguardo divino del superuomo; per il superuomo, la super razza, la superpotenza, Dio diventa il rivale assoluto, l'acerrimo nemico da estirpare dalla comunità e/o confinare nella singola, misera e solitaria coscienza di ognuno...nelle oscure e misteriose stanze del "sottosuolo umano".  

 

 

 

 

 

 

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