Il blog di Rosella Rapa

Tourismi letterari

Fy - Betty Boop

Jul 222022

Una soubrette nel Pianeta Fantasy: Betty Boop.

 

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Chi non conosce Betty Boop? Pochi anni orsono siamo stati circondati dalla sua immagine, su astucci per matite, diari, quaderni, cover per cellulari, copertine, magliette, tovagliette e chi più ne ha più ne metta. In tutte le immagini Betty appare maliziosa, con la sua minigonna dalla quale spunta la mitica giarrettiera.

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Eppure credo che pochissimi abbiano potuto ricordare i Cartoons originali con la sua vocina che cantava “Boop-bop-a-dop”. In effetti avrebbero dovuto avere … l'età del mio papà, e come lui, la passione per il cinema. I Cartoons infatti venivano proiettati soprattutto prima dei films, per dar tempo agli spettatori di entrare; ma nessuno entrava in ritardo quando c'era Betty Boop, la soubrette dei Cartoons, che fanno parte a pieno titolo del mondo Fantasy, dal momento che che vi può succedere di tutto e di più.

Betty Boop muove i primi passi nel 1930, con un aspetto ben poco attraente. Si dice che dovesse essere una “cagnolina umanizzata”, partner di un certo Bimbo, che allora era in competizione con Mickey Mouse. Bellezza a parte, fin da subito mostra il suo sex appeal, mettendo in mostra la biancheria, perdendo la camicia da notte, e scoprendo la gonna oltre le giarrettiere (due). Dimostra anche un bel caratterino: al fidanzato che si distrae con un'altra cagnolina tira addosso un divano.

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Eppure qualcosa con va: i due fratelli Fleisher, produttore e regista, provano prima con un una gattina, ma ancora non ci siamo. Così, dopo vari tentativi, hanno una idea rivoluzionaria: una ragazza, e che ragazza! Corpo flessuoso, gambe tornite, un vestitino minuscolo da cui spunta maliziosa UNA giarrettiera. Una vocina sottile e movenze provocanti, unite a tanta ingenuità e dolcezza nel viso da cartone animato, grande, come grandi sono gli occhi da cerbiatta. Un po' bambina, un po' monella, è nata

BETTY BOOP

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Tra il 1932 e il 1936 Betty è l'icona del Cartone Animato, un fenomeno di costume, un personaggio senza uguali. Betty è anche molto gentile: vuol bene agli animali e anche alle persone; inimitabile il suo “thank youu” alla fine dei suoi spettacoli.
Cantanti e attori vogliono comparire nel Cartoon e farsi imitare; invece due attrici minacciano Betty (cioè i suoi creatori) perchè si ritengono prese ad esempio senza permesso. Sciocchezze prive di fondamento: a chi dovrebbero ispirarsi i Cartoons se non a spizzichi divita reale?
Purtroppo non conosco le due attrici anni '30, c'è invece una star di prima grandezza che conosco benissimo (cinematograficamente) e forse anche voi l'avete vista: Marilyn Monroe. Ma come funziona? Marilyn non può aver ispirato Betty, semmai il contrario... Faccio 2+2 , un google, ed ecco la spiegazione:

undefined“I cartoni animati di Betty Boop, che l’avevano tanto divertita da bambina, spinsero Marilyn Monroe a riprendere le sue caratteristiche: la voce, le movenze, il sexy ingenuo”

Non le attrici, non le cantanti, ma proprio Betty Boop.

Orchestre importanti fanno da preludio al Cartoon di Betty, ho visto persino un giovane Luis Armstrong; altra volta dopo una orchestra Hawaiana con ballerina, Betty si mostra con la pelle scura, con indosso una gonnellina di paglia e una collana di fiori. La ballerina, viva e vegeta, può farlo, Betty no.

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Cominciano, prima o dopo poco importa, velenosi attacchi da parte di leghe per il buoncostume, per la moralità, per la non so che cosa, tutti mirano a rovinare Betty, che ovviamente non può difendersi. I Fratelli Fleisher resistono, le danno un cagnolino e una casa (che cambierà più volte) un nonno bizzarro e anche un lavoro. Betty non si esibisce più, Bimbo e Koko sono spariti, e tutti vivono una poco tranquilla vita di persone rovinate dalla spaventosa crisi del '29.

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I due Fleisher si rendono conto che Betty così non può continuare: troppo distante dalle origini e dai giorni del successo. Ancora qualche apparizione, e il fenomeno finisce nel 1939.

Eppure c'è qualcosa nella memoria collettiva. In “Chi ha incastrato Roger Rabbit”  (1988) fa una breve apparizione, e subito il fenomeno esplode: sogno un ritorno; che ci sarà, non con i Cartoons, ma con i gadget, d'ogni peso e misura. Fu messain copertina negli album di Baccini e Ligabue, sulla maglietta di Freddy Mercury, e il nome d'arte scelto da una cantante somigliante a Betty, è proprio Betty Boo.

 

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Io vidi i Cartoons di Betty Boop quando ero piccolina. A catturarmi furono le movenze aggraziate, il vestito (!) e l'indipendenza. In un lungo periodo in cui i Cartoni Animati e i Fumetti proponevano per lo più protagonisti maschili, con il femminile relegato a ruoli di eterna fidanzata, mamma, rivale ecc... LEI spiccava sola, capace di guidare, di aggiustarsi la casa, con i fidanzati e gli amici che si facevano in quattro per lei. Certo, è un modello anni '30, va contestualizzato.

Oggi i FAN di Betty Boop sono decine di migliaia, forse centinaia di migliaia. Ci ritroviamo su YouTube, a vedere i vecchi Filmini: ci sono tutti, dagli abbozzi del 1930 ai più seri del 1939. Sarebbe bastato un anno, e Betty avrebbe potuto essere uno svago per i soldati al fronte. Chissà.

 

 

undefinedIo festeggio ora il suo compleanno, nel 2022, piccola diva, femminile e femminista, dal fascino unico. Un disegno raffinato, un'idea più grande dei suoi tempi. Soprattutto tanta gioia di vivere in un momento in cui il mondo era al buio, più ancora di oggi.

 

 

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pattini d'argento

Mar 032022

Pattini d'Argento

In questo post doveva trovare spazio un film grazioso, simpatico, con spazio all'interno per le scoperte d'inizio XX secolo. Ma è ambientato in Russia, anche se il dittatore era diverso, quindi ho deciso di oscurarlo.

UNITI PER LA PACE

 

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Fantasy - I Figli di Hùrin

Feb 252021

I Figli di Hùrin

Autori
- John Ronald Reuel Tolkien
- Christopher Tolkien
Prima pubblicazione 2007

 

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2007: un libro postumo, che ci riporta indietro nel tempo, dal grandissimo J.R.R. Tolkien, con le tragiche storie di una famiglia che pochi conoscono, e in particolare con le vicende del guerriero Tùrin Turambar, protagonista quasi solitario di un romanzo nuovo.Questo inedito nasce da un paziente lavoro del figlio Christopher, che ha raccolto tutti i frammenti riguardanti Hùrin e la sua stirpe, e li ha ricuciti per creare una storia congruente e leggibile, tralasciando ciò che non si poteva inserire. Le opere che riguardano “I Tempi Antichi” in cui si narra come fu creato il Mondo, e poi la Terra di Mezzo, sono Il Silmarillion, I Racconti Perduti, La Storia della Terra di mezzo, e altri.

Oltre alle vicende di Tùrin, sono raccontate quelle tragiche della sorella Niènor e della madre Morwen Eledhwen.        Si intrecceranno, ma i protagonisti non potranno riconoscersi.

 

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Con l'eccezione del Silmarillion, che, pur se strutturato in racconti, è un libro completo (sempre per opera di Christopher) le altre opere sono incompiute, frammentarie, con le storie spezzettate lungo intricati meandri. La vicenda a tinte fosche di Hùrin è frutto di una perfida vendetta: Morgoth, (il Grande Nemico, l'Oscuro Signore, esistente dai tempi della creazione della Terra di Mezzo) pur se sconfitto, scagliò una tremenda maledizione contro Húrin e tutta la sua dicendenza, le cui conseguenze avrebbero segnato tutta la vita di Túrin: a causa di questa maledizioundefinedne, nulla di ciò che avrebbe intrapreso si sarebbe volto verso il bene; anzi, sarebbe diventato solo fonte di male, sciagura e disperazione per lui e tutti i suoi cari.

Con questa storia si abbandonano le auliche atmosfere del Silmarillion precipitando sulla Terra e, sebbene lo stile del narrato sia quello inconfondibile del Grande Maestro, la trama viene costruita con elementi che la rendono più moderna, più vicina a noi.

Tủrin è testardo, orgoglioso, irascibile, violento, spinto alle sue azioni spericolate da brama di gloria e sete di vendetta. Su di lui pende la maledizione, certo, ma essa non sembra determinante. Il proprio destino, Tủrin lo sceglie da solo, respingendo i consigli di chi è più saggio e più anziano di lui, per seguire soltanto ciò che la sua arroganza gli detta. Ed è questo il motivo che porterà alla rovina tutti coloro che tentano, invano, di essergli amici. Trascinatore di folle, non sa far altro che condurle alla morte, dopo averle ammaliate; nemmeno l’età, o le brutte esperienze mutano il suo modo di pensare. Eroe senza paura, ma certamente non senza macchia.

Personalmente, non lo vedo come “Eroe Tragico”. Tủrin non lotta contro la sua sorte, la subisce senza neppure conoscerla, la accompagna, la modella da sé. E’ lui, a conti fatti, l’artefice delle proprie sventure. Qui emerge forse un pizzico di Tolkien figlio: Tùrin è un UOMO, con i pregi e i difetti di ogni comune mortale, una persona come noi, anche se combatte contro mostri e draghi. Non è comunque un uomo malvagio, nel suo essere combattivo e tenace, irriducibile e strenuo lottatore contro ogni avversità. Non è forse questo il destino d’ogni essere umano? Combattere ogni giorno. Ecco perché, più che un eroe epico, o un eroe tragico, Tủrin mi ricorda proprio noi contemporanei, carichi di difetti, costretti a lottare per vivere, con ambizioni di gloria (= carriera, denaro, potere) che, se perseguite a testa bassa, ignorando tutto e tutti, portano a perdere ogni affetto.

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Turin ha due sorelle: Lalait (riso) che muore ancora bambina, e Nienor (lutto) che avrà una vita breve e travagliata, colpita, lei sì, dalla maledizione di Morgoth senza aver fatto nulla di male. È una figura eterea e lunare, che attraversa la sua esistenza senza accorgersene, senza essere presente a sé stessa. Al contrario, la madre Morwen è una donna combattiva e tenace, con grande coraggio, che affronta le avversità senza cedere alla disperazione.

Lo spazio destinato alle due donne, e la figura di Nienor, sono succinti e poco credibili. Tolkien non sa penetrare l'universo femminile, non sa nemmeno ascoltarlo, perciò le sue rappresentazioni delle donne, quando ci sono, sono sempre poco definite, un po' finte. Del resto è un uomo di formazione ottocentesca, e il suo atteggiamento, che a noi può sembrare discutibile, è condiviso da molti scrittori della stessa epoca. Certo, nel corso della sua vita, vide mutare molte cose, vide le donne agire e combattere per conquistare i propri spazi, ma il sentimento intimo non è sempre facile da cambiare, ed è possibile che non abbia mai compreso l'innovazione. In tutte le sue opere è fortissimo invece il richiamo alle due tremende guerre mondiali: guerre di uomini, contro il Drago dell'Odio.

 

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Apparentemente breve, il romanzo è molto complesso, con tanti riferimenti alle opere principali. E' corredato da una serie di prefazioni, appendici e commenti, principalmente opera di Tolkien figlio, che riportano il racconto tra i suoi confini originari, e ne spiegano la genesi. Tuttavia, per quante osservazioni e riflessioni si vogliano fare, nell' opera c'è una simbologia intensa che percorre questa vicenda così fortemente drammatica, in cui nulla va come deve andare. Ma questo è Tolkien. Nulla è così come sembra, nulla è inutile, nemmeno una maledizione. Il racconto si inserisce al suo posto tra le Antiche Storie della Terra di Mezzo, monito e ricordo per chi saprà ascoltare.

Rosella Rapa

 

 

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Sir John Ronald Reuel Tolkien (1892–1973), fu uno scrittore, filologo, e linguista britannico. Importante studioso della lingua anglosassone (proto-inglese), è l'autore di celebri opere riconosciute come pietre miliari del genere high fantasy. Scoppiata la guerra, nel 1915 si arruolò volontario, venne mandato in trincea sul fronte occidentale dove partecipò anche alla Battaglia della Somme. Presso il New College di Oxford fu insegnante di inglese antico dal 1925 al 1945, poi di lingua e letteratura inglese dal 1945 al 1959. Contribuì alla creazione del New Oxford English Dictionary. Nel 1972 fu insignito dalla regina Elisabetta dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico.  

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Christopher John Reuel Tolkien (1924–2020) è stato uno scrittore britannico, famoso soprattutto per essere il curatore di molte delle opere postume di suo padre, tra cui 'I Figli di Hùrin'. Contribuì alla stesura de  'Il Signore degli Anelli', di cui disegnò le mappe originali, firmandosi C.J.R.T. Durante la Seconda guerra mondiale servì come pilota nella Royal Air Force. In seguito, seguì le orme di suo padre anche nel lavoro, diventando insegnante di lingua inglese al New College di Oxford, dal 1964 al 1975.

Fantasy - A Xmas Carol

Jan 112021

A Christmas Carol (1843)

By Charles Dickens (1812-1870)

Il più famoso Racconto di Natale è una Fiaba moderna o è un Fantasy fuori dal coro?
Tutto sta nel come vedete i fantasmi. Non nella nostra vita, ma nel mondo creato da Dickens, nell’ambito di un racconto molto terreno, con personaggi e situazioni che, all'epoca in cui fu scritto, erano assolutamente reali e veritiere, molto forti sul piano sociale.
Se credete alla esistenza degli spettri, e a ciò che mostrano, allora è un fantasy.
Se pensate che Ebenizar Scrooge li abbia soltanto sognati, è una fiaba.

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Questa seconda alternativa a me non va. Nel racconto Mr. Scrooge viene strapazzato da questi fantasmi, portato al cimitero, fatto volare sui tetti di Londra, messo davanti a tutto ciò che odia. Perché darsi tanta pena per un sogno, così realisticamente elaborato e che rimane nel vissuto del protagonista anche dopo il risveglio?

L' idea del mondo proiettato in una dimensione fantastica sembra essere quella che ha dato maggiore ispirazione a tutti coloro che si sono cimentati nell’impresa di trasporre il racconto in una versione cinematografica o teatrale, nel tentativo di dare ancora più vitalità a questa Londra trasformata dal Natale, portando al contempo l'opera negli occhi e nel cuore di quante più persone possibili. I film sono così tanti che è praticamente impossibile citarli tutti (nel 1901 uscì la prima versione oggi conservata), ma quest'anno è arrivata in streaming una interpretazione che riesce (incredibilmente) a dare una nuova idea di questo racconto del 1843. Tanto tanto tempo fa...

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“Dickens, l'uomo che inventò il Natale”, ci racconta la genesi del racconto, con un Charles Dickens bello e giovane, in difficoltà economiche, che deve assolutamente terminare un lavoro prima di Natale. Impresa difficile. Raccogliendo idee dalla Londra dei suoi tempi, dal suo stesso passato, dalle sue aspirazioni e dagli spettri vivi e veri che gli si presentano mentre scrive, riesce a far stampare il suo racconto proprio alla vigilia di Natale: un successo senza precedenti.
Il film è fantasmagorico, brillante, vivace, senza un attimo di respiro; una ambientazione accurata, situazioni che la Storia ci consegna come veritiere. Londra, in quel periodo, doveva essere una città orribile, piena di miseria e di sopraffazioni. Nel suo racconto Dickens non risparmia critiche allo sfruttamento minorile, alla prigione per debiti, alle leggi che avrebbero dovuto tutelare i poveri, e invece si ritorcevano contro di loro. Nessuno era al sicuro: si poteva cadere dalla condizione di borghesi benestanti a quella di indigenti per una qualsiasi necessità, per esempio medicine per una lunga malattia. Sembra di essere ad Halloween, piuttosto che a Natale. E gli Scrooge, avidi usurai, prosperavano.

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Questi aspetti sociali sono stati via via dimenticati perchè diventavano sempre più lontani nel tempo e nello spazio, e perchè si voleva ricreare un Xmas Carol in modo da renderlo una storia per bambini in attesa del Natale, concentrandosi sull'allegro finale di redenzione, in cui l'avaro si trasforma in un Babbo Natale ante litteram.

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Il più dolce e simpatico remake per bambini, da tutti apprezzato fu “Il Canto di Natale di Topolino" (1983), con tutti i personaggi della famiglia Disney. Ebenizar Scrooge era interpretato da Zio Paperone, come lui avaro e senza pietà; la somiglianza era ancora più accentuata nella versione inglese, perché lì zio Paperone si chiama proprio “uncle Scrooge”, “Scrooge Mc Duck". Perchè mai ? Un caso? Una coincidenza? No, un'idea nata 35 anni prima, nel 1947, quando lo zio di Paperino e Nipotini fece la sua prima apparizione: anziano, ingobbito, chiuso in casa, ripetendo che odia il Natale. Ovviamente, “uncle Scrooge".

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Avevo chiarissima nella mia mente la figura di questo vecchio solitario, ma per trovare il fumetto della sua prima apparizione sono diventata matta: infatti il titolo è : ”Il Natale di Paperino sul Monte Orso”. Il ricchissimo zio è un personaggio di contorno.

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Personaggio che negli anni evolverà, diventando dinamico e meno cinico, ma sempre avaro e dispotico.
Cercavo un altro Xmas Carol in cui i tre paperini (Qui, Quo, Qua) si travestono da Spettri per indurre il vecchio zio a festeggiare il Natale con loro: ho desistito. Ogni anno Carl Barks, il “padre” della banda dei Paperi proponeva una storia di Natale, sempre diversa, ma sempre con un finale per riflettere sull'illusorio potere del denaro. Filosofia che purtroppo morì con lui.

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Altro film che ha fatto la storia è “La Vita è una cosa meravigliosa”, di Frank Capra, con protagonista James Stuart. Una bellissima storia Fantasy, per la prossima volta.

 

Auguri per un Buon 2021, sperando sia meglio del disastrato 2020.

Rosella Rapa

 

Fantasy - Guerre Stellari

Nov 212020

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“Ti sei sbagliata, hai messo Fantasy al posto di Fantascienza”
“No, no, non mi sono sbagliata. Questo è Fantasy”
“E' Fantascienza, ci sono le astronavi”
“Le astronavi non bastano a fare della Fantascienza. Questa storia è Fantasy”
“Non ci credo”

Allora, andiamo a dimostrare: perché Fantasy, e non Fantascienza?
Innanzitutto, l’inizio parla da solo: “Tanto tempo fa ... molto molto lontano…

 

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Ecco, ci siamo già posizionati. Quasi inutile rimarcare che “Tanto tempo fa” altro non è che una variante del più famoso “Once Upon a Time” vale a dire “C’era una volta”. Ancora più interessante, la seconda parte, “Far Far Away” in cui il titolo Italiano inserisce una “località” “una Galassia”, facendoci sbagliare. Però...

Fino al quel momento, la Fantascienza era stata essenzialmente Geocentrica. Potevano essere invasioni da mondi più o meno sconosciuti, visioni apocalittiche o positiviste di un futuro più o meno prossimo; invenzioni più o meno sensate basate sulle scoperte della scienza ufficiale; anche viaggi intergalattici, presenti più nei fumetti che nella letteratura; ma gli eroi avevano sempre un comune punto di partenza: la Terra. Il nostro amato–odiato pianeta. Chi era “molto molto lontano” ? Le Fiabe, e i Mondi Fantasy.

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Con Guerre Stellari, il fulcro dell’azione si sposta “molto molto lontano”. Quindi è consentita la più totale libertà di accostamenti, di contaminazioni, di scopiazzamenti (definiti da produttore e regista… “ispirazioni!”). Tutto quanto fa spettacolo viene buttato in un unico calderone, che ricorda tanto quello delle streghe: duelli della prima e seconda guerra mondiale, western d’ogni epoca, azione, guerre globali, il tutto miscelato da effetti speciali, per l’epoca, davvero notevoli. Ma ciò che porta inesorabilmente e tenacemente verso il Fantasy sono i personaggi, e gli scenari.

I Film abbondano di mostri d’ogni tipo: chiamiamoli pure con i termini che meritano: parodie di Lupi Mannari, Orchi, Troll, Satiri, Mangiatori di carne umana, Dinosauri, Insetti Giganti, e Vermi; abomini vari che solo una mente malata o un assemblatore pazzo di forme rivoltanti poteva mettere assieme. Tutto questo è follia? No, tutto questo è dar forma ai nostri peggiori incubi, dall’antico Polifemo alllo sconosciuto (per l'epoca) , Signore degli Anelli, passando per tutte le fiabe dei Fratelli Grimm.

Gli scenari e gli ambienti non deludono, da questo punto di vista: deserti invalicabili, città semi sotterranee, abitazioni scavate nella roccia, paludi piene di, umani che vestono tuniche di tessuto grezzo, foreste paludose e via continuando. Per non parlare dei caratteri: una principessa da salvare, un figlio smarrito, un avventuriero, un imperatore malvagio, un elfo–folletto-mostricciatolo, un fantasma, un essere coperto da una Maschera di Ferro. E, per finire, le Spade Magiche !

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Insomma, dove siamo? Siamo in una sorta di Galassia Fantasmagorica, dove le astronavi, gli anidroidi e i robot sono meri accessori per impostare il gioco di ruolo, il videogame, in un’epoca in cui non erano ancora stati inventati. Perlomeno, non con le potenzialità odierne. In questo senso i Film sono (involontari) precursori.

C’è tuttavia un elemento che, più di ogni altro, sposta la bilancia pesantemente verso il Fantasy: la concezione Manichea di Bene e Male, Giusto e Ingiusto. Non esistono mezzi termini, conflitti interiori, sfumature. O sei con me, o sei contro di me, e “contro”, intende dire malvagio. La lotta che potrebbe essere cruenta (siamo in guerra) viene spersonalizzata dagli avversari robot, macchine tutte uguali, o soldati con uniformi metalliche che nascondono la loro vera natura: mostri, macchine? Gli unici che uccidono personaggi umani sono i malvagi.

Non bastava un film, se ne fecero altri due, poi i Prequel, e adesso i Sequel. I Pre ci portano tra città luminose, grandi spazi verdi, bellissimi tramonti, i Seq ritornano tra deserti, accampamenti improvvisati e isole segrete.

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Rivisto molti anni dopo, valutato su nove episodi, non si può negare che queste Trilogie, abbiano portato alla ribalta molti elementi innovativi, lasciando un segno profondo nella filmografia Fantasy, che, da allora, spesso e volentieri ha gradito questa contaminazione antico-moderno per proporre luoghi, ambientazioni e personaggi diversi dallo standard, sia su testi classici, sia su testi moderni, o realizzati appositamente per il cinema.

Nel bene (del pubblico) o nel male (di certa critica), Guerre Stellari iniziò un nuovo tipo di Fantastico, che non si può chiamare Fanta Scienza, perché di scientifico o para-scientifico non ha proprio niente, assolutamente niente. Ciò che fece fu, semplicemente, di pescare a piene mani nel mondo Fantasy, allora debole e negletto, per mescolarlo con nuove potenzialità tecnologiche, fino ad allora rimaste estranee a mondi che si ispiravano, più o meno, a una sorta di epoca simil-medievale.

Ho imparato da questi Film che, se qualcosa fa epoca, risponde in primo luogo alle esigenze di un pubblico in cerca di novità. Forse Fantascienza e Fantasy avevano bisogno di essere rinnovate, per tornare a piacere. Forse il genere misto doveva nascere, nel secolo XX. Resta il rimpianto per la pochezza dei dialoghi, la banalizzazione dei personaggi, la noiosità del copione, le trame sconclusionate, gli attori ingessati. Tuttavia molti film dello stesso periodo ne soffrono, e sono considerati capolavori.

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I Film - In ordine di uscita

1. Guerre Stellari                                                   (1977)
2. Guerre Stellari - L'Impero colpisce ancora            (1980)
3. Guerre Stellari - Il ritorno dello Jedi                     (1983)

4. Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma        (1999)
5. Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni            (2002)
6. Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith        (2005)

7. Star Wars: Episodio IV - Il risveglio della Forza      (2015)
8. Star Wars: Episodio VIII - Gli ultimi Jedi               (2017)
9. Star Wars: Episodio IX - L'ascesa di Skywalker      (2019)


Ai film classici si sono aggiunte poi film TV e serie animate; ora si stanno esplorando nuovi temi sulla piattaforma Disney e anche al cinema.

Io consiglio di vedere le trilogie in questo ordine:
1. trilogia originale
2. sequel
3. prequel

I misteri che avvolgono gli i film originali sono più interessanti se non se ne conosce già la soluzione. I sequel hanno più senso ripartendo dalle vicende originali. I Prequel II e III, strettamente collegati, riescono a dare al personaggio di Anakin Skywalker una certa drammaticità che illumina a ritroso il ricordo del Gran Finale dell'episodio IV, rendendolo meno banale.

Per cast, scenografie ed effetti speciali, dal 1970 ad oggi il modo di fare cinema è cambiato e si vede, soprattutto nella scelta degli attori, protagonisti in primis. Manca tanto Harrison Ford, con la sua punta d'ironia che stava molto bene con il finale Originale, dove il Mondo Fantasy vince sull'astronomico Mondo della Fantascienza.

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