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 LIBRI E LETTERATURA
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 Archibald Joseph Cronin, L'albero di Giuda
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eloise
Senior Member

584 Posts

Posted - 30/06/2014 :  09:52:03  Show Profile  Visit eloise's Homepage
Eccoci arrivati al nuovo appuntamento di lettura
Ben ritrovati a tutti, spero che abbiate finito il romanzo.
Il testo che affrontiamo su suggerimento di Barbara è L'albero di Giuda, di Cronin. A chi l'inizio?



Eloise
www.letteratour.it

Rosario
Senior Member

Italy
375 Posts

Posted - 30/06/2014 :  13:10:22  Show Profile
Io direi alla simpatica suggeritrice che ci ha dato l'occasione di conoscere questo stupendo albero dalla copiosa e violenta fioritura; lo stesso albero che avrebbe ospitato il transito disperato di Giuda, il grande traditore per antonomasia. Ogni fiore di quest'albero potrebbe rappresentare un piccolo o grande tradimento che ciascuno di noi, anche inconsapevolmente, è incline a commettere nelle svariate occasioni che ci presenta la vita. Buona presentazione, Barbara!

RF
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ombra
Senior Member

296 Posts

Posted - 30/06/2014 :  16:31:01  Show Profile  Visit ombra's Homepage
Che piacere ritrovarvi!!!! Devo dire che la lettura mi ha colpito ed interessato. Sicuramente è un libro che ci permette di riflettere molto. Il protagonista mi è difficile comprenderlo e mi stridono i suoi atti e comportamenti. Nessuno di noi è perfetto, ma il "buon" David è sicuramente un uomo viscido, egoista che rinuncia all'amore per la convenienza. Anche l'ultimo atto si può esplicare con la sua propensione a pensare a sé stesso, a non chiedersi mai che portata hanno le sue azioni. Rendendosi conto di cosa lo aspetta, fugge dalle sue responsabilità scegliendo una soluzione brutale ma allo stesso tempo semplice.
Alcuni alibi che si crea mi fanno chiedere, quante volta noi stessi credendo di far del bene operiamo male? Questa è sempre e solo incoscienza o la si può definire colpa? L’incoscienza è una colpa in se stessa?

A presto

Marta

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eloise
Senior Member

584 Posts

Posted - 01/07/2014 :  08:01:35  Show Profile  Visit eloise's Homepage
Ciao Rosario e ciao Ombra!!! che piacere ritrovare TE che per un bel pezzo sei sparita! Sono veramente contenta che tu ce l'abbia fatta a raggiungerci in questa discussione.
Grazie a Barbara che ci ha suggerito un autore per me sconosciuto prima, tra l'altro vorrei approfittare di questa lettura per conoscerlo meglio biograficamente.
Il tema del libro mi ha molto attirato ma anche molto infastidito, a tratti (ma sicuramente ciò è voluto dall'autore). I significati del libro mi sembrano molto espliciti, non c'è necessità di scavare tanto tra le righe per capire qual è il principio primo su cui si basa la storia; il titolo di per sé è molto esplicito e se non bastasse il narratore ce lo ricorda continuamente durante la lettura. Ciò nondimeno questo principio è complesso e intrigante e vorrei affrontarlo insieme a voi.
Ma procediamo con calma e ordine, anche se Ombra entra già piuttosto fortemente nel merito, e vediamo cosa ci dice Barbara per introdurre il testo, se fa capolino tra noi.
A presto!

Eloise
www.letteratour.it
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ombra
Senior Member

296 Posts

Posted - 01/07/2014 :  10:42:21  Show Profile  Visit ombra's Homepage
quote:

Ciao Rosario e ciao Ombra!!! che piacere ritrovare TE che per un bel pezzo sei sparita! Sono veramente contenta che tu ce l'abbia fatta a raggiungerci in questa discussione.
Grazie a Barbara che ci ha suggerito un autore per me sconosciuto prima, tra l'altro vorrei approfittare di questa lettura per conoscerlo meglio biograficamente.
Il tema del libro mi ha molto attirato ma anche molto infastidito, a tratti (ma sicuramente ciò è voluto dall'autore). I significati del libro mi sembrano molto espliciti, non c'è necessità di scavare tanto tra le righe per capire qual è il principio primo su cui si basa la storia; il titolo di per sé è molto esplicito e se non bastasse il narratore ce lo ricorda continuamente durante la lettura. Ciò nondimeno questo principio è complesso e intrigante e vorrei affrontarlo insieme a voi.
Ma procediamo con calma e ordine, anche se Ombra entra già piuttosto fortemente nel merito, e vediamo cosa ci dice Barbara per introdurre il testo, se fa capolino tra noi.
A presto!

Eloise
www.letteratour.it



Grazie Eloise!!! Ops come ben sai sono molto diretta e irruenta nei miei commenti :)
Piccolissima digressione, sotto le fronde di un bellissimo albero di giuda ho letto tanti di quei libri. Ce lo avevo di fronte a casa dei miei, sin da piccola ho sempre amato quella pianta.
Attendiamo Barbara ;)

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Barbara
Junior Member

Italy
42 Posts

Posted - 01/07/2014 :  12:57:31  Show Profile
Eccomi, eccomi... Ciao a Tutti e scusate il ritardo ma non guardo molto spesso le e-mails non avendo un cellulare super-tecnologico e nemmeno internet a casa,e dovendo quindi sfruttare il pc di lavoro nelle pause. La definizione che darei per intitolare tutto ciò che questo libro mi ha suscitato è "coinvolgente ma non sconvolgente". L'ho letto, anzi divorato (l'ho già terminato da più di qualche giorno)molto volentieri per più motivi. Mi sono piaciute la scrittura semplice e di immediata comprensione e la lunghezza temporale del racconto. Trovo che Cronin abbia saputo trasmettere in maniera egregia i sentimenti, tali da farmeli sentire addosso in maniera vivissima. Quindi mi direte perchè non sconvolgente, visti anche i temi trattati? Perchè non ho trovato nessun avvenimento che mi abbia sorpreso durante la narrazione, quasi mi aspettassi che l'accaduto sarebbe stato tale, visto il racconto che lo precedeva. Per riprendere i brevi interventi già fatti concordo con l'inconsapevolezza di Rosario, la fuga dalla responsabilità di Ombra così come la sua citata incoscienza, mentre non sempre penso si faccia del male credendo di operare bene (a volte trovo si intraveda il peggio ma non si abbia il coraggio o la forza per evitarlo). Abbraccio inoltre il fastidio di Eloise e l'opinione sulla volontà dell'autore in tal senso... Ecco direi che ho preso abbastanza la parola, non so se sia proprio una presentazione la mia, ma di certo spunti di conversazione ce ne sono un bel pò...

Barbara Greggio
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ombra
Senior Member

296 Posts

Posted - 01/07/2014 :  17:21:19  Show Profile  Visit ombra's Homepage
quote:

Eccomi, eccomi... Ciao a Tutti e scusate il ritardo ma non guardo molto spesso le e-mails non avendo un cellulare super-tecnologico e nemmeno internet a casa,e dovendo quindi sfruttare il pc di lavoro nelle pause. La definizione che darei per intitolare tutto ciò che questo libro mi ha suscitato è "coinvolgente ma non sconvolgente". L'ho letto, anzi divorato (l'ho già terminato da più di qualche giorno)molto volentieri per più motivi. Mi sono piaciute la scrittura semplice e di immediata comprensione e la lunghezza temporale del racconto. Trovo che Cronin abbia saputo trasmettere in maniera egregia i sentimenti, tali da farmeli sentire addosso in maniera vivissima. Quindi mi direte perchè non sconvolgente, visti anche i temi trattati? Perchè non ho trovato nessun avvenimento che mi abbia sorpreso durante la narrazione, quasi mi aspettassi che l'accaduto sarebbe stato tale, visto il racconto che lo precedeva. Per riprendere i brevi interventi già fatti concordo con l'inconsapevolezza di Rosario, la fuga dalla responsabilità di Ombra così come la sua citata incoscienza, mentre non sempre penso si faccia del male credendo di operare bene (a volte trovo si intraveda il peggio ma non si abbia il coraggio o la forza per evitarlo). Abbraccio inoltre il fastidio di Eloise e l'opinione sulla volontà dell'autore in tal senso... Ecco direi che ho preso abbastanza la parola, non so se sia proprio una presentazione la mia, ma di certo spunti di conversazione ce ne sono un bel pò...

Barbara Greggio



Benvenuta Barbara!!! Complimenti, hai colto il senso della mia domanda. Concordo in pieno con quello che dici in merito all'intravedere il peggio ma nonostante tutto procedere per la strada segnata. La motivazione che sta dietro a questo mi chiedevo. Solo mancanza di forza o coraggio oppure spesso convenienza e torna conto personale?

a prestooo

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Rosella
Senior Member

309 Posts

Posted - 02/07/2014 :  08:39:05  Show Profile
Ciao a Tutti.
Sono un po' indietro nella lettura, perchè la biblioteca ha impiegato tre settimane per trovare il libro; sono circa a metà, quando il protagonista ritorna a cercare Mary e non la trova.
Questa prima parte mi è sembrata un po' lenta e prevedibile, fino al "tradimento" (che mascalzone!). Ora mi aspetto sviluppi più interessanti... la vita non è sempre come uno se l'aspetta.
A Presto.

Rosella - Gwendydd

"di uno storico parziale, prevenuto e ignorante"
Jane Austen - La storia d'Inghilterra
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eloise
Senior Member

584 Posts

Posted - 02/07/2014 :  11:27:40  Show Profile  Visit eloise's Homepage
Rieccomi dopo l' "introduzione" di Barbara che ha anche riassunto un po' tutte le impressioni precedenti.
Rosella, sono contenta di avere anche te nella discussione, nonostante tu sia sempre work in progress con la lettura ;)

Dunque direi che un'impressione ricorrente è quella della "prevedibilità", nel senso che in effetti dopo aver inquadrato la tematica e il personaggio, un po' tutti ci siamo aspettati cosa ci riservava la storia. D'altra parte questa particolarità si può evincere fin da subito nel libro, per almeno due motivi:
1. il titolo è più che esplicito, e se il lettore avesse interrogativi riguardo al suo significato il narratore si prende la briga fin dalle prime pagine di dissipare ogni possibile dubbio ("Arturo (...) che è buffamente superstizioso, giura che porta disgrazia e lo chiama l'albero dei dannati");
2. il romanzo si sviluppa lungo una doppia linea: una ascendente, riguardo alla posizione sociale e economica del protagonista, l'altra discendente, riguardo alla sua vita affettiva e alla sua integrità morale. Su quest'ultima linea discendente, in particolare, si concentra la storia, e il narratore ce la introduce fin dalle prime pagine, preparandoci a una "catastrofe" ("Moray si lasciò sfuggire un sospiro di soddsfazione (...) tanto era inconsapevole del disastro imminente").

Personalmente questo elemento di prevedibilità mi rende meno attraente la lettura e l'interpretazione di un testo (i suoi livelli d'interpretazione mi sembrano fin troppo espliciti).

Ma c'è comunque un aspetto che mi intriga (perché mi intriga il tema in sé): il parallelismo che l'autore suggerisce tra le vicende (piuttosto meschine) del protagonista e le vicende (storiche e mitiche) della figura di Giuda.

Un'altra osservazione a margine: adoro il mondo vegetale e negli ultimi mesi mi interesso molto di botanica. Per cui, nonostante tutti i pregiudizi (che peraltro non conoscevo) mi associo a Ombra dicendo che l'albero di Giuda è veramente bellissimo e l'ho sempre ammirato molto :)

Eloise
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Barbara
Junior Member

Italy
42 Posts

Posted - 02/07/2014 :  13:03:31  Show Profile
Ciao! Concordo con la bellezza dell'albero e a tal proposito ringrazio Eloise per la foto inserita! Per rispondere alla domanda di Ombra, ritengo che purtroppo a volte si agisca in modo negativo per convenienza e torna conto personale consapevolmente. Tuttavia credo che il nostro protagonista non l'abbia fatto in piena coscienza con queste intenzioni, anche se alla fine il risultato non cambia...Ma non vorrei svelare di più, per non togliere il gusto a Rosella di terminare la sua lettura. Aggiungo solo che anch'io come Eloise preferisco interpretare un testo, anche per assaporare di più poi il confronto con gli altri e poter cogliere quindi nuove eventuali sfumature... =)

Barbara Greggio
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Gianlu79
Junior Member

Italy
16 Posts

Posted - 03/07/2014 :  00:46:16  Show Profile
Ciao a tutti,
premetto che anch'io ho comunque apprezzato la lettura di questo romanzo sia per la sua semplicità di linguaggio sia per il sua chiarezza espositiva, anche se devo confessare che non ho provato una grande soddisfazione nel concludere la lettura.
Devo essere sincero, fino alla pagina 200 più o meno, ero anche leggermente irritato nella lettura: mi sembrava di leggere un pamphlet di pieno Ottocento. Poi in realtà, dopo quelle pagine, ho iniziato a prendere aderenza con il romanzo ed un po' con i personaggi.
Ecco, forse tra le cose che meno mi sono piaciute c'è proprio la caratterizzazione dei personaggi. Nessun personaggio nella lettura mi si è imposto ne icasticamente parlando ne psicologicamente. Se forse tale scelta poteva essere motivata per il protagonista (magari per dare il senso della mancanza di volontà nel prendere decisioni importanti e della caratteristica di lasciarsi travolgere dagli eventi e di volta in volta dalle nuove persone che incontrava sul suo cammino), credo che per gli altri personaggi avrei apprezzato di più una maggiore sensibilità nella caratterizzazione psicologica.
Tutti i personaggi sembravano soltanto piccole comparse ed anche il protagonista in questa struttura pareva più che altro funzionale alla trama.
Mi astengo per ora dal riferire le cose che più mi sono piaciute del romanzo perché vorrei citare alcune vicende e passi del romanzo nel far ciò, pertanto non vorrei "spoilerare" il romanzo a chi ancora non l'ha finito.


Ultima cosa... anzi più che altro una domanda: qualcuno di voi ha associato, durante la lettura, l'immagine del protagonista di cui si stava leggendo con qualche altro personaggio di romanzi già letti?
Chiedo scusa se forse sono prolisso, ma è la mia prima esperienza in un forum è non conosco bene le "misure" di condivisione e cortesia.

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eloise
Senior Member

584 Posts

Posted - 03/07/2014 :  08:24:13  Show Profile  Visit eloise's Homepage
@Barbara: confesso che l'immagine dell'albero l'ho inserita per due motivi: uno, ho trovato poche immagini sul libro e dovevo riempire lo spazio in qualche modo; due, adoro questa pianta!... di necessità virtù... ;)

@Gianluca: ciao e ben ritrovato! sono contenta che tu abbia scelto questo forum come primo ;) Riguardo alle tue osservazioni, concordo sulla scarsa caratterizzazione dei personaggi che sembrano essere lì solo per "dimostrare" una tesi. Questo è un altro aspetto, secondo me, del fatto che l'autore si è preoccupato soprattutto di ordire una storia solo per "raccontare" la storia della "dannazione" di un personaggio destinato (o predestinato?) al baratro affettivo. Stesso motivo per cui ha spiegato anche troppo esplicitamente il suo intento al lettore. Un vero peccato perché, come ho già detto, il tema che riconduce a Giuda e alla sua figura mitico-religiosa invece mi intriga.

A presto con le mie prossime considerazioni su questo punto!

PS. Riguardo alla domanda sulle associazioni con altri romanzi, mi riservo di rifletterci un attimino. Così di primo acchito, ma con le dovute differenze (che potrebbero essere interessanti da rilevare), mi viene in mente solo "Le père Goriot" di Balzac.

Eloise
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ombra
Senior Member

296 Posts

Posted - 03/07/2014 :  11:14:45  Show Profile  Visit ombra's Homepage
La caratterizzazione dei personaggi è scarsa ma questo rientra, come voi tutti avete notato, nell'intento dell'autore. A mio avviso la storia è solo il mezzo per comunicare la morale del libro e per tanto non viene delineato nessun personaggio nelle sue caratteristiche tipiche. Ogni uomo potrebbe essere il protagonista della storia. David rappresenta chiunque di noi, è una metafora dell'umanità tutta. Forse qui l'ho sparata grossa, ma a me ha dato questa impressione.

a presto

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eloise
Senior Member

584 Posts

Posted - 03/07/2014 :  13:15:59  Show Profile  Visit eloise's Homepage
quote:

David rappresenta chiunque di noi, è una metafora dell'umanità tutta.



Ciao Ombra, grazie per questa osservazione. Penso mi aiuterà a indirizzare meglio la mia riflessione sulla figura mitica di Giuda!

Eloise
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Barbara
Junior Member

Italy
42 Posts

Posted - 03/07/2014 :  13:25:46  Show Profile
ciao, è vero Ombra... e mi piace anche pensare che non tutti farebbero le sue scelte...credo la maggior parte, purtroppo, ma non tutti. Per fortuna.

Barbara Greggio
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Rosario
Senior Member

Italy
375 Posts

Posted - 03/07/2014 :  14:22:39  Show Profile
Vista la passione intrigante per colui che rese famoso l'albero del dottor Moray riporto l'url di un monologo del grande traditore. Alcune motivazioni di Giuda potrebbero essere condivise dal protagonista Moray e da tutti noi.
https://www.evernote.com/shard/s236/sh/fa2715ed-90bb-4ad9-8ac2-a99eb96f6143/61ed0ea8909bc053274c66ed3fac4722

Ma per tornare al romanzo, le osservazioni di carattere generale potrebbero includere parti del romanzo che Rosella deve ancora leggere e pertanto mi astengo dal postarle ora.
Mi sento invece di rispondere ad alcuni interrogativi che sono stati fatti.

L'incoscienza è una colpa in se stessa? (Ombra).
Direi che l'incoscienza diventa colpa solo dopo l'esame di coscienza; ovvero l'incoscienza è una leggerezza comportamentale, una debolezza umanissima; un peccato veniale che diventa mortale solo dopo che viene portato in evidenza da chi lo ha commesso. I preti direbbero che ogni peccato veniale (ovvero involontario) va confessato dopo che l'esame di coscienza lo porta in evidenza; altrimenti rimarrebbe una inclinazione comportamentale "cronica" (termine medico di Moray) molto più difficile da correggere.

Sul fatto che la narrazione scorra senza soffermarsi a caratterizzare i personaggi devo dire che anch'io, pur evidenziando l'importanza dei temi trattati, non la trovo salutare per una lettura profonda e realistica che possa scuotere la coscienza del lettore. Ma d'altra parte Cronin era un medico e il suo stile di scrittura lo conferma; sembra di leggere una fredda "anamnesi" di una qualsiasi cartella clinica; questo stile di scrittura naturalmente non può coinvolgere più di tanto (nè tantomeno sconvolgere). Si resta vincolati alla narrazione solo per la grande capacità descrittiva (propria dei medici). Per dirla in altre parole per me è un opera didascalica e non epica.





RF
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