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 Raymond Queneau, Zazie nel metrò
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eloise
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584 Posts

Posted - 05/11/2012 :  11:09:44  Show Profile  Visit eloise's Homepage
Carissimi, con ritardo ma immenso piacere inauguro oggi la nuova discussione sul testo di Raymond Queneau, Zazie nel metrò.



Per me è una lettura piuttosto nuova, conoscevo Queneau solo per i suoi (fantastici) Exercices de style, di cui mi sono innamorata e che ritrovo nel romanzo. Ma devo dire che questa lettura percerti versi mi ha spiazzata :)
Quali sono le vostre impressioni, almeno così "a caldo"?

Eloise
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Tiziano
Average Member

Italy
152 Posts

Posted - 05/11/2012 :  18:39:54  Show Profile
Quanti anni ha Zazie?
Spiego il perché della domanda. Tra i miei testi preferiti c'è "Le avventure di Tpm Sawyer"; ammetto che tWain raggiunge la più compmeta dimensione del romanzo picaresco con il sequel "Le avventure di Huckleberry Fynn" ma a me piace di più il primo, con le sue sequenza esilaranti, come quella della notte del rito stregonesco che Tom e Huck mettono inn scena tra comici terrori e tremori. Ora, mi son sempre domandato: quanti anni ha Tom? La storia inizia con l'estrazione di un dente di latte, prosegue con un Tom furbo e discolo all'elementary school, segue con un innamoramento non proprio da infante e con un comportamento finale piuttosto maturo. Quindi mi rispondo: Tom non ha un'età definita, non sta propriamente dentro una cronologia; e perché? perché appartiene alla famiglia del puer aeternus,con tutto quel che ne consegue.
Ebbene, mi pare che a questa famiglia appartenga anche Zazie: un po' bambina, un po' donna, un po' ingenua, un po' astuta, perfino un po' provocante come Lolita.
Pinocchio, Peter Pan, Tom, Pin, Alice e...Zazie. Cosicché chredo che si possa dire che "Zazie nel metrò" è un'altra di quelle storie matrioske, che celano altre storie, giù giù fino al mito. Che poi son le storie che mi piacciono di più, perché vi avverto l'eco degli abissi da cui provengono. Domanda: è così nonostante l'autore o per l'ntenzione dell'autore? In questpo caso credo che vi sia una sapiente volontà narrativa di far convivere la profondità del mito con la superficialità e la leggerezza del racconto moderno e metropolitano; perché Queneau è troppo letterato per farsi ignorare dalla storia che scrive.
Avendo usato la parola "leggerezza" avrete già capito dove andrò a parare....

Tiziano
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eloise
Senior Member

584 Posts

Posted - 05/11/2012 :  19:21:25  Show Profile  Visit eloise's Homepage
Wow che bell'inizio :)
Io per cominciare voglio solo fare una nota alle immagini che ho trovato in rete, e che poi non fanno che ribadire il concetto già formulato da Tiziano: ma guardate la foto di Queneau messa accanto a quella dell'interprete di Zazie, nel film che ne è stato tratto. Che meravigliosa differenza!
E' vero, per certi versi la straordinaria vitalità menefreghista e fuori dalle righe di Zazie mi ricorda quella di Tom Sawyer, anche nel suo abbassare al livello di commedia bambinesca il ruolo degli adulti, anche laddove questi si prendono sul serio. Io ne ho letto una versione quando ero bambina, e ero fissa a guardare il cartone animato in tv. Mi affascinava già all'epoca per la sua irriverenza...
Chissà come avrebbe scritto il romanzo Mark Twain se si fosse permesso tutte le licenze linguistiche usate da Queneau?

Eloise
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eloise
Senior Member

584 Posts

Posted - 05/11/2012 :  19:22:54  Show Profile  Visit eloise's Homepage
quote:

Pinocchio, Peter Pan, Tom, Pin, Alice e...Zazie.


Pin? Il sentiero dei nidi di ragno?!..
Che ricordi. Mi viene voglia di rileggerlo.

Eloise
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ombra
Senior Member

296 Posts

Posted - 08/11/2012 :  11:00:22  Show Profile  Visit ombra's Homepage
Ben trovati a tutti!!!!
Bellissimo Tiziano l'accostare Zazie a Tom, non ci avevo pensato ma in effetti si somigliano molto. Entrambi hanno la stessa carica di irriverenza e sfrontatezza.
Ora veniamo alle mie prime impressioni. Premetto che non avevo mai letto nulla di Quenau, di lui sapevo solo che fosse considerato uno dei più grandi esponenti della letteratura francese moderna. Questa consapevolezza inizialmente mi ha fatto rimanere interdetta e dubbiosa nei confronti dell'opera. Non riuscivo a capire il perché l'utilizzo di un linguaggio simile, caratterizzato dall'uso di parole volgari o dall'accostamento di frasi altisonanti a personaggi gretti ed ignoranti, potesse essere considerato massima espressione di virtuosismo letterario. Nonostante lo stridore sono andata avanti e non mi sono pentita. Ho capito, infatti, che con la dissacrazione del linguaggio l'autore ci vuol fare entrare nel mondo di Zazie. Un mondo malinconico ma allo stesso tempo spietato e duro anche nei confronti di una bambina. Un mondo in cui solo i bambini sembrano schietti (pur utilizzando un pessimo linguaggio colorito da parolacce) e non falsi e poco chiari come gli adulti (con il loro linguaggio infiocchettato e ampolloso e quindi incomprensibile per i più piccoli). Esempio di questo sono Zazie e lo zio Gabriel.
Più leggevo e più mi sembrava di essere in un contesto surreale e parallelo, come quello di una fiaba o di un sogno. Dentro di me mi dicevo: niente è come appare.
In conclusione è un libro che mi è molto piaciuto perché attraverso gli occhi di una bambina che cresce (sottolineo cresce - tema che approfondirò) l'autore ci fa riflettere sulla società che viviamo. Una società che, come quella surreale di Zazie, non apprezza la bontà (vedi la fine di Charles, Marceline e gli altri che sono dei buoni).
A presto

Marta


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ombra
Senior Member

296 Posts

Posted - 08/11/2012 :  11:06:19  Show Profile  Visit ombra's Homepage
quote:

Wow che bell'inizio :)
Io per cominciare voglio solo fare una nota alle immagini che ho trovato in rete, e che poi non fanno che ribadire il concetto già formulato da Tiziano: ma guardate la foto di Queneau messa accanto a quella dell'interprete di Zazie, nel film che ne è stato tratto. Che meravigliosa differenza!
E' vero, per certi versi la straordinaria vitalità menefreghista e fuori dalle righe di Zazie mi ricorda quella di Tom Sawyer, anche nel suo abbassare al livello di commedia bambinesca il ruolo degli adulti, anche laddove questi si prendono sul serio. Io ne ho letto una versione quando ero bambina, e ero fissa a guardare il cartone animato in tv. Mi affascinava già all'epoca per la sua irriverenza...
Chissà come avrebbe scritto il romanzo Mark Twain se si fosse permesso tutte le licenze linguistiche usate da Queneau?

Eloise
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La seconda foto della bambina che ride è proprio riuscita secondo me... E' Zazie o meglio è come me la sarei immaginata io. Sfrontata e senza paura di mostrarsi!!! Bella


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Rosella
Senior Member

309 Posts

Posted - 10/11/2012 :  18:35:23  Show Profile
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(...)inizialmente mi ha fatto rimanere interdetta e dubbiosa nei confronti dell'opera. Non riuscivo a capire il perché l'utilizzo di un linguaggio simile, caratterizzato dall'uso di parole volgari o dall'accostamento di frasi altisonanti a personaggi gretti ed ignoranti, potesse essere considerato massima espressione di virtuosismo letterario. Nonostante lo stridore sono andata avanti e non mi sono pentita. Ho capito, infatti, che con la dissacrazione del linguaggio l'autore ci vuol fare entrare nel mondo di Zazie. Un mondo malinconico ma allo stesso tempo spietato e duro anche nei confronti di una bambina. Un mondo in cui solo i bambini sembrano schietti (pur utilizzando un pessimo linguaggio colorito da parolacce) e non falsi e poco chiari come gli adulti (con il loro linguaggio infiocchettato e ampolloso e quindi incomprensibile per i più piccoli). Esempio di questo sono Zazie e lo zio Gabriel.
Più leggevo e più mi sembrava di essere in un contesto surreale e parallelo, come quello di una fiaba o di un sogno. Dentro di che sono dei buoni).
Marta


Ciao a tutti.
Ho aspettato ad intervenire perchè, come Marta, anch'io sono rimasta interdetta, e ho proseguito inizialmente con fatica. Poi, però, sono stata molto più irriverente. All'ingresso di "Marceline con dolcezza" e di "Laverdure chiacchieri chiacchieri non sai far altro" ho cominciato a sogghignare, per arrivare a risate vere e proprie al termine del libro. Non so se Queneau volesse essere anche comico, satirico penso di sì, nel vedere, per esempio, come tratta l'autobus dei turisti. Però mi è parso anche abbastanza chiaro come nulla fosse inserito a caso.
Condivido in pieno quindi il passo di Marta che ho citato, e ringrazio tutti per gli spunti di riflessione sui quali senz'altro merita di tornare per esaminarli meglio.
Rosella

Rosella - Gwendydd

"di uno storico parziale, prevenuto e ignorante"
Jane Austen - La storia d'Inghilterra
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ombra
Senior Member

296 Posts

Posted - 12/11/2012 :  09:29:23  Show Profile  Visit ombra's Homepage
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quote:

(...)inizialmente mi ha fatto rimanere interdetta e dubbiosa nei confronti dell'opera. Non riuscivo a capire il perché l'utilizzo di un linguaggio simile, caratterizzato dall'uso di parole volgari o dall'accostamento di frasi altisonanti a personaggi gretti ed ignoranti, potesse essere considerato massima espressione di virtuosismo letterario. Nonostante lo stridore sono andata avanti e non mi sono pentita. Ho capito, infatti, che con la dissacrazione del linguaggio l'autore ci vuol fare entrare nel mondo di Zazie. Un mondo malinconico ma allo stesso tempo spietato e duro anche nei confronti di una bambina. Un mondo in cui solo i bambini sembrano schietti (pur utilizzando un pessimo linguaggio colorito da parolacce) e non falsi e poco chiari come gli adulti (con il loro linguaggio infiocchettato e ampolloso e quindi incomprensibile per i più piccoli). Esempio di questo sono Zazie e lo zio Gabriel.
Più leggevo e più mi sembrava di essere in un contesto surreale e parallelo, come quello di una fiaba o di un sogno. Dentro di che sono dei buoni).
Marta


Ciao a tutti.
Ho aspettato ad intervenire perchè, come Marta, anch'io sono rimasta interdetta, e ho proseguito inizialmente con fatica. Poi, però, sono stata molto più irriverente. All'ingresso di "Marceline con dolcezza" e di "Laverdure chiacchieri chiacchieri non sai far altro" ho cominciato a sogghignare, per arrivare a risate vere e proprie al termine del libro. Non so se Queneau volesse essere anche comico, satirico penso di sì, nel vedere, per esempio, come tratta l'autobus dei turisti. Però mi è parso anche abbastanza chiaro come nulla fosse inserito a caso.
Condivido in pieno quindi il passo di Marta che ho citato, e ringrazio tutti per gli spunti di riflessione sui quali senz'altro merita di tornare per esaminarli meglio.
Rosella

Rosella - Gwendydd

"di uno storico parziale, prevenuto e ignorante"
Jane Austen - La storia d'Inghilterra




A proposito di situazioni comiche del libro... per una in assoluto è il siparietto che si crea all'inizio tra Gabriel e Charles su monumenti e luoghi della città. Entrambi non sapevano dove fossero ma non la davano vinta l'uno all'altro. Mi sembrava di rivedere le piccole liti tra bambini!!! :)

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Lauretta
Starting Member

Italy
4 Posts

Posted - 12/11/2012 :  16:15:23  Show Profile
Chiedo scusa, ma essendomi appena iscritta sto' ancora cercando di capire come funzionano i messaggi.
Cmq sono un'accanita lettrice ed avendo perso il gruppo di lettura reale (in quanto non più organizzato dalla ns. biblioteca) vorrei partecipare ad uno on-line.
Abbiate pietà di me ma è la prima volta.
Sono ancora in tempo a leggere quello attuale di Raymond Queneau o meglio attendere il prossimo libro che verrà scelto?
Grazie

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Rosario
Senior Member

Italy
375 Posts

Posted - 12/11/2012 :  17:40:48  Show Profile
Irriverente, esilarante, poetico, malinconico, realista; nonostante Queneau sentenziasse in una intervista: « Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un'ombra, Zazie il sogno di un’ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l'ombra di un’ombra, poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota. » (Raymond Queneau a proposito di Zazie nel metro).
Nella mia rilettura "a caldo" di questo romanzetto di Queneau ho trovato più "verità" che in tanti altri romanzi ipocritamente e pesantemente "canonici"; al punto da farmi ritenere emblematico il suo incipit:
"Doukipudonktan, se demanda Gabriel excédé. Pas possible, ils se nettoient jamais."

Che sembra appunto l'incipit di "un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota."



RF
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eloise
Senior Member

584 Posts

Posted - 12/11/2012 :  18:08:35  Show Profile  Visit eloise's Homepage
quote:

Chiedo scusa, ma essendomi appena iscritta sto' ancora cercando di capire come funzionano i messaggi.
Cmq sono un'accanita lettrice ed avendo perso il gruppo di lettura reale (in quanto non più organizzato dalla ns. biblioteca) vorrei partecipare ad uno on-line.
Abbiate pietà di me ma è la prima volta.
Sono ancora in tempo a leggere quello attuale di Raymond Queneau o meglio attendere il prossimo libro che verrà scelto?
Grazie



Cara Lauretta, innanzitutto benvenuta tra noi, che piacere! anch'io "mi sono persa un gruppo di lettura reale" nel senso che con tutti gli impegni che ho sarebbe impossibile per me seguirne uno dal vivo, ed ecco che la soluzione on line appare più flessibile, si adatta agli orari di ciascuno, si allarga come un elastico, ed è in ogni luogo, computer e rete permettendo!... :)
Una cosa è chiara a tutti qui dentro: nessun obbligo e nessun vincolo, e se vuoi e riesci perché non unirti a noi da subito? Credo di parlare a nome di tutti se dico che per noi la cosa più preziosa è il confronto, e quindi una voce (un punto di vista) in più è sicuramente un bel regalo che ci fai. Grazie a te!

Eloise
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Rosario
Senior Member

Italy
375 Posts

Posted - 12/11/2012 :  18:22:13  Show Profile
Benvenuta Lauretta; i tuoi interventi sicuramente arricchiranno la discussione del tuo particolare punto di vista di "accanita lettrice".

RF
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ombra
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296 Posts

Posted - 13/11/2012 :  08:42:55  Show Profile  Visit ombra's Homepage
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Chiedo scusa, ma essendomi appena iscritta sto' ancora cercando di capire come funzionano i messaggi.
Cmq sono un'accanita lettrice ed avendo perso il gruppo di lettura reale (in quanto non più organizzato dalla ns. biblioteca) vorrei partecipare ad uno on-line.
Abbiate pietà di me ma è la prima volta.
Sono ancora in tempo a leggere quello attuale di Raymond Queneau o meglio attendere il prossimo libro che verrà scelto?
Grazie





Benvenuta Lauretta anche da parte mia!!!! e ben vengano i tuoi commenti così da aprire le nostre menti con altri spunti e punti di vista.

A presto

Marta

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Lauretta
Starting Member

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Posted - 13/11/2012 :  08:55:57  Show Profile
Grazie a tutti quanti per l'accoglienza:) oggi corro in bilioteca a prendere in prestito: Zazie sul metro (sperando che sia dispobile, ma sembrerebbe di si.
A presto a buona lettura a tutti

Cara Lauretta, innanzitutto benvenuta tra noi, che piacere! anch'io "mi sono persa un gruppo di lettura reale" nel senso che con tutti gli impegni che ho sarebbe impossibile per me seguirne uno dal vivo, ed ecco che la soluzione on line appare più flessibile, si adatta agli orari di ciascuno, si allarga come un elastico, ed è in ogni luogo, computer e rete permettendo!... :)
Una cosa è chiara a tutti qui dentro: nessun obbligo e nessun vincolo, e se vuoi e riesci perché non unirti a noi da subito? Credo di parlare a nome di tutti se dico che per noi la cosa più preziosa è il confronto, e quindi una voce (un punto di vista) in più è sicuramente un bel regalo che ci fai. Grazie a te!

Eloise
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Rosella
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309 Posts

Posted - 13/11/2012 :  15:48:53  Show Profile
Ciao Lauretta, anche se in ritardo, mi unisco al benvenuto.
Credo sarà interessante ricevere i tuoi commenti mentre leggi il libro . Quando si è finito, si tende sempre a giudicare, invece, in lettura diretta possono uscire idee senza precocetti.
A Presto

Rosella - Gwendydd

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eloise
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584 Posts

Posted - 15/11/2012 :  11:17:42  Show Profile  Visit eloise's Homepage
"Parigi è solo un sogno"

Mi riallaccio a questa citazione di Rosario dello stesso Queneau e alla nota fatta da Ombra (scusa se continuo a chiamarti così, ma mi piace) sul battibecco infinito tra Gabriel e Charles sui monumenti di Parigi per fare due osservazioni.
Il battibecco, che per Ombra è comico, a me ricorda alla lontana le discussioni interminabili tra i due personaggi di En attendant Godot, dove questa Parigi-Godot indecifrabile e superiore rimane oscura e sconosciuta ai personaggi, che pur ci vivono. Da qui una sensazione di estraneità e non appartenenza al mondo che li circonda.
Seconda osservazione: se nemmeno chi ci vive conosce Parigi nei suoi aspetti più "solidi" e inamovibili (i monumenti), effettivamente la sensazione che ne deriva è che questo spazio cittadino sia più onirico che altro, fluttuante, dovunque tu vada i monumenti non ti fanno da punti fermi o coordinate fisse per orientarti nello spazio, ma anzi sembrano essere interscambiabili.
Un luogo-spazio-metafora.

Eloise
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