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di Cinzia Poli
Versione tradotta Sempre il mare, uomo libero, amerai! (Trad. it. a cura di luigi De Nardis in Charles Baudelaire, I fiori del male, Feltrinelli, Milano, 1996) Analisi testuale Titolo L'uomo e il mare: un titolo che enuncia direttamente i poli tematici della poesia, tutta giocata attorno a un parallelismo tra i due soggetti, messi in evidenza lungo la composizione per mezzo di vocativi e, attraverso lo stesso espediente retorico, avvicinati l'uno all'altro nel verso conclusivo: O lutteurs éternels, o frères implacables! (v.16) Se nelle prime due quartine, il poeta stabilisce un rapporto, che potremmo definire di inclusione dell'uomo nell'infinità del mare, a partire dal verso 9, al contrario, egli pone esplicitamente l'uomo e il mare sul medesimo piano gnoseologico: vous êtes tous les deux ténébreux et discrets (v.9) Cerchiamo di seguire lo sviluppo di tale rapporto, soffermandoci sull'analisi strutturale e formale oltre che tematica della poesia. Metrica Quartine di alessandrini con il seguente schema metrico: ABBA; CDDC; EFFE; GHHG. Struttura e figure retoriche: Prima strofe La poesia si apre su una frase esclamativa che enfaticamente
sintetizza il sentimento che lega l'uomo al mare e da subito è
proprio l'uomo a essere posto in primo piano attraverso il vocativo iniziale:
Uomo libero. Nel v.2 il rapporto contenuto-contenente tra l'uomo e il
mare, si rende manifesto: l'uomo può contemplare la sua anima nell'infinità
del mare (vv.2-3) che ne diviene quasi strumento conoscitivo. A questa
verticalità relazionale segue invece, nel v.4 la constatazione
di una reciprocità tra i due, espresso per mezzo di una litote,
un procedimento che sembra attenuare, ma di fatto rafforza la relazione,
è come se il poeta volesse dire "il tuo spirito è tanto
amaro quanto quello del mare".
Seconda strofe La seconda strofe, dominata interamente dal "TU"
designante l'uomo, rappresenta uno sviluppo dell'equivalenza "La mer est
ton miroir" che qui il poeta definisce "ton image" . Anche in questa quartina
il poeta presta un'attenzione straordinaria ai suoni dove la predominanza
della consonante T si accorda al soggetto centrale, ovvero al TU. L'impiego
frequente della doppia ripetizione dei suoni evoca l'accostamento delle
due entità: l'uomo e il mare. Se nelle prime due quartine il rapporto uomo-mare era
stato espresso da una relazione di somiglianza del primo rispetto al secondo,
nella terza, come già anticipavamo nell'introduzione, il poeta
mette in evidenza una reciprocità esplicita che si manifesta con
la sostituzione del TU con il VOUS plurale e con il ricorso a una struttura
perfettamente speculare, dove il primo verso (v.9), che si apre con il
sintagma Vous êtes, si unisce al quarto che ripete la stessa formula,
il secondo e il terzo, invece, si aprono su un vocativo, l'uno rivolto
all'uomo, l'altro al mare, per poi procedere con la negazione nul n'...e
per concludersi, infine, con dei termini che rimandano allo stesso campo
semantico: tes abîmes (v.11), tes richesses intimes (v.12). Entrambi
richiamano le gouffre amer del v.4, sintagma celebre nel repertorio poetico
di Baudelaire ("Voyage") e fortemente evocatore. A questi elementi strutturali
che si ripetono in coppia, possiamo affiancare le iterazioni foniche,
anch'esse ripetute in coppia, come già osservavamo per la seconda
strofe e che in questa quartina, dominata interamente da parallelismi,
finiscono per acquistare una particolare risonanza. Ma vediamo qualche
esempio: sono ripetuti il suono eux (les deux ténébreux
v.9), il suono nasale on (sondé/fond v.10), la vocale chiusa e
(garder/secrets v.12). All'affinità e somiglianza uomo-mare delle tre
strofe precedenti, nella quarta segue un'affermazione di antagonismo,
messa in evidenza dall'avversativa "Et cependant", cui si legano una serie
di elementi appartenenti al campo semantico della guerra e della morte:
vous vous combattez sans pitié ni remord (v.14), le carnage et
la mort (v.15), O lutteurs éternels (v. 16). La somiglianza tra
i due, peraltro, non è rinnegata, al contrario, le due entità
sono ancora accomunate sotto certi aspetti che non si connotano più
positivamente come "le ricchezze intime" (v.11), "i segreti" (v.12), bensì
negativamente: entrambe amano "la strage e la morte" (v.15); sono, poi,
sinteticamente definiti "fratelli implacabili" (v.16). O lutteurs éternels, o frères implacables! (v.16). Tale interrogativo può trovare risposta nel fatto che tutta la poesia de "I fiori del male" si nutre di un'ambiguità dialettica al cui interno si colloca anche il rapporto di affinità-rivalità dell'uomo e il mare che, in quest'ottica, finisce per superare il suo senso prettamente letterale per rappresentare il ben più emblematico rapporto uomo-natura e la relazione conflittuale poeta-pubblico, elemento dirompente e innovativo della poesia di Baudelaire. |
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