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Componimenti e strofe

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Ballata: La ballata è un genere antico, le cui origini sono legate al canto e alla danza. Essa si caratterizza per alcuni alementi tipici:

  • la ripresa (o ritornello): è una specie di introduzione in cui si esprime il contenuto sviluppato in seguito dalle stanze. Veniva cantata da un solista e poi ripresa da un coro.
  • la strofa (o stanza): consta di un numero variabile di versi; potevano essere una sola o più d'una. La strofa è divisa in una prima parte, a sua volta suddivisa in "mutazioni", e una seconda parte, detta "volta". L'ultimo verso di ogni volta riprende la rima dell'ultimo verso del ritornello.
  • il congedo: strofetta facoltativa posta alla fine della ballata, con funzione di congedo del poeta ai lettori/ascoltatori.

Barbara (poesia): La poesia "barbara" nasce come tentativo moderno di riprodurre i metri dell'antichità classica.

Barzelletta: Componimento di natura popolare che veniva accompagnata da musica. Assomiglia molto alla ballata, ma in cui vi erano molte strofe con versi corti. In genere si presenta con una ripresa di 4 versi e delle stanze di di 8 versi.

Caccia: Componimento astrofico (cioè senza divisione in strofe) simile alla barzelletta e al madrigale, con versi irregolari brevi uniti da un endecasillabo. Il tema era quello della caccia, spesso inteso come allegoria erotica.

Cantata: Breve componimento di argomento sia sacro che profano, destinato ad accompagnare la musica con un recitativo e un'aria (di solito ripetute per due volte).

Canto carnascialesco: Testo poetico tipicamente fiorentino, composto in occasione del Carnevale, la cui invenzione sembra risalire allo stesso Lorenzo il Magnifico. Metricamente simile alla ballata, si compone da una ripresa di 2-4 versi seguita da una o più strofe il cui verso finale ripete la ripresa.

Canzone: Genere poetico antico che, fin dalla sua nascita, fu considerato il più alto della lirica italiana, e quindi destinato a soggetti amorosi, politici, morali e anche religiosi. Secondo il modello trobadorico, esso è costituito da più stanze (o strofe, o coblas) uguali, normalmente suddivise in due parti: la "fronte" (talvolta anch'essa suddivisa in "piedi") e la "sirma" o "sirima" (talvolta suddivisa in "volte"). Fronte e sirma sono collegate da una "concatenatio" (o "diesis", per dirla con Dante). Nessuna rima dei piedi della fronte possono rimanere senza corrispondenza, per cui al massimo deve trovare la sua corrispettiva nell'altro piede. Alla fine della sirma in genere si trova una "combinatio", cioè un distico finale a rima baciata.
Spesso la canzone termina con un congedo, col quale il poeta "invia" il componimento al destinatario; i congedi possono essere anche più d'uno.

Le strofe (o coblas) possono essere collegate tra loro in maniere diverse, dando origine a strofe con nomi diversi (tutte di ascendenza trobadorica):

  • coblas capfinidas: un concetto o una parola dell'ultimo verso di una strofa è ripreso nel primo verso della strofa successiva.
  • coblas capcaudadas: l'ultimo verso di una strofa rima col primo verso della strofa seguente.
  • coblas capdenals: tutte le strofe iniziano con la stessa parola (in retorica, questo fenomeno si chiama anafora).

Questo tipo di componimento poetico viene chiamato "petrarchesco" perché ha raggiunto proprio con il Petrarca la sua forma migliore, per la varietà e la perfezione degli schemi.

Canzonetta: Breve componimento di argomento amoroso, che assomiglia metricamente alla canzone.

Capitolo quaternario: Componimento popolare costituito da strofe di 4 versi (3 endecasillabi + 1 settenario).

Cobbola: La cobbola (o gobula) indica una stanza isolata di canzone, ma può indicare anche un componimento antico breve, nel quale prevale il distico.

Decima rima: Componimento costituito da strofe di 10 endecasillabi secondo lo schema: ABABABCCCB.

Detto: Genere antico basato sul tipo francese del dit, genere didascalico narrativo, costituito da distici di settenari.

Discordo: Genere antico il cui soggetto principale è il turbamento profondo espresso dall'anima del poeta. La "discordanza" espressa dalla poesia può tradursi formalmente in una dissimmetria metrica tra le strofe o i versi, al livello di contenuto in un contrasto di concetti, oppure al livello linguistico nell'uso di più lingue tra le varie strofe.

Frottola: Componimento astrofico di lunghezza notevole, composta da versi di misura varia. La caratteristica della frottola sta nel susseguirsi "a balzi" del discorso, che rappresenta così una grande frammentarietà e segmentarietà, genralmente associate ad un intento satirico da parte del poeta.

Lassa: Successione di versi di numero variabile legati tra loro da una stessa rima (o assonanza).

Lauda: È un tipo di ballata, di argomento religioso, che ebbe inizio a partire dalla predicazione francescana (Italia, XIII secolo).

Madrigale: Componimento di carattere colto che nasce accompagnato da musica. All'inizio, il madrigale si caratterizza per una serie (da 2 a 5) di terzetti di vario tipo, spesso conclusa con un ritornello di 1 o 2 distici a rima baciata. Durante il Rinascimento il madrigale viene affiancato da nuovi generi, e perde di interesse rispetto a componimenti più liberi, non legati alla musica. Durante l'800 si ha comunque un revival del genere, che suscita interesse ancora oggi.

Nona rima: Metro raro, composto da 9 versi, secondo lo schema: ABABABCCB.

Ottava rima: Metro che ha avuto notevole successo fin dalla sua comparsa, nel XII secolo con Boccaccio. È composto da 8 versi secondo lo schema: ABABABCC.

Polimetro: Poesia che utilizza versi di metro variabile.

Prosimetro: Genere che alterna parti in prosa con parti in poesia.

Quartina: Strofa di 4 versi uguali di misura variabile (dall'alessandrino al senario).

Ritmo: Nome moderno di un componimento antico e giullaresco, composto da lasse monorime di versi simili, per il ritmo, alla versificazione latina.

Romanza (o ballata romantica): La ballata "romantica" nasce con il Romanticismo, quando si sviluppa il gusto per l'imitazione dei generi nordici; essa non ha dunque niente a che fare con la ballata tradizionale. Dal punto di vista metrico assomiglia all'ode settecentesca per l'uso di versi lunghi, ma si caratterizza soprattutto per il ritmo molto cadenzato e una strofa di lunghezza non superiore ai 6-8 versi.

Rondò: Genere di origine francese (rondel) destinato alla danse en rond ("ballo tondo", girando in tondo). Metricamente assomiglia alla ballata, con la caratteristica di ripetere alla fine del componimento, o della strofa, il verso iniziale.

Selva: Sotto questo nome si indicano due componimenti distinti:

  1. la selva composta da una serie di ottave.
  2. una forma strofica formata da una libera sequenza di versi non ordinati in strofe.

Sequenza: Antica forma di canto liturgico.

Serventese: Componimento di natura metrica e argomento vari, di tono soprattutto narrativo e didascalico, diffuso nella letteratura italiana dal XIII al XV secolo. Nonostante il nome, questo tipo di componimento non ha legami con il sirventes trobadorico. Esistono vari tipi di serventese:

  • serventese incrociato: composto da endecasillabi a rima incrociata (ABAB, CDCD, ...).
  • serventese duato: composto da distici di endecasillabi a rima baciata (AA, BB, CC, ...).
  • serventese ritornellato: composto da 6 endecasillabi secondo lo schema: ABABCC, DEDEFF, ...).
  • serventese incatenato: è la terzina dantesca (ABA, BCB, CDC, ...).

Sestina lirica: Componimento estremamente complesso e ricco, ma proprio per questo di fortuna notevole, costituito da 6 stanze (senza suddivisione tra fronte e sirma - vedi la canzone) di soli endecasillabi, concluse da una tornada di 3 versi. La difficoltà del genere sta nella rima, che per tutte le strofe deve utilizzare sempre le stesse 6 parole-rima, combinate volta per colta in maniera diversa, secondo lo schema della retrogradatio cruciata: ad es., se la prima stanza ha lo schema ABCDEF, la seconda sarà FAEBDC, e così via fino alla sesta ed ultima stanza che sarà BDFECA. Come si vede, lungo le 6 strofe vengono esaurite tutte le possibili combinazioni di quello schema metrico. La tornada finale, di 3 versi, di nuovo riprende le 6 parole-rima al suo interno, 2 per verso.

Siciliana: Genere appartenente alla "musica non scritta", che assume pertanto nella trascrizione forme diverse. In genere è un componimento in cui, dopo la ripresa (musicata), la struttura segue lo schema BBA.

Sonetto: Genere tipico della letteratura italiana, che la accompagna dalla sua nascita fino a oggi. È composto da 14 versi endecasillabi suddivisi in 4 strofe (2 quartetti e 2 terzetti - cioè 2 strofe di 4 versi + 2 strofe di 3 versi).

Stornello: Componimento popolare costituito da 2 o 3 versi di misura variabile, di solito cantati dall'innamorato all'amata, talvolta impiegato a voci alterne per sfide tra stornellatori, il secondo dei quali doveva riprendere il primo verso dell'altro.

Strambotto: Breve componimento popolare monostrofico legato alla musica, di argomento vario ma generalmente amoroso, costituito da versi endecasillabi.

Terzina: Componimento costituito da strofe di 3 endecasillabi, secondo lo schema: ABA, BCB, CDC, ... La terzina si chiama generalmente "dantesca" perché è lo stesso Dante che l'ha utilizzata per primo nella sua Commedia; in seguito, esso ebbe notevole fortuna soprattutto in ambito didattico e allegorico.

Verso libero: Tra fine del XIX e inizio del XX secolo, in concomitanza all'evoluzione di molti altri ambiti artistici e culturali, si registra il tentativo di modernizzare i generi poetici, nella direzione di un tipo di poesia libero da ogni schema metrico.

Villanella: Genere popolare destinato alla musica, originariamente di argomento contadino, normalmente composto da distici a rima baciata.


Bibliografia:
S. Orlando, Manuale di metrica italiana, Milano, Bompiani


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