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Impressione

Chi parla?
Questo è un
film sul mondo che desideriamo. Lo dice lo stesso regista all'inizio
del film citando André Bazin.
Tratto dall'omonimo romanzo di Alberto
Moravia , il
film tocca temi legati alla funzione e alle caratteristiche del cinema. Jean-Luc
Godard , uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague decide
così di scrivere quella che si può definire una vera e
propria dichiarazione d'affetto e profonda riflessione nei confronti
del Cinema, l'uso di un romanzo come soggetto è solo un pretesto
per raggiungere lo scopo.
Eliminato il paratesto dei titoli di testa
e di coda, il film inizia subito a mettere i puntini sulle i.
Come il
protagonista del romanzo, lo scrittore Riccardo Molteni ( Paul
Javal nel film) interpretato da Michel Piccoli ci
racconta la sua storia seduto accanto a noi, così il regista
ci mostra il suo film accomodandosi in sala con gli spettatori.
Il
film si apre con un carrello (la ripresa mostra il regista che sta
girando un carrello) che segue la passeggiata di Francesca
Vanini interpretata
da Georgia Moll (personaggio assente nel libro) la segretaria
ed interprete del produttore Battista ( Jerry Prokosch nel
film) interpretato da Jack Palance )
che ha convocato Paul a Cinecittà per proporgli
di collaborare al film sull'Odissea che Fritz Lang (interpretato
da se stesso) sta girando.
Vediamo un carrello, non ne vediamo l'immagine,
ma ne vediamo la genesi e il suo creatore.
Poi la mdp si ferma e ruota
verso lo schermo lasciando il campo libero alla sua destra inquadrando
lo spettatore.
Il regista in questo modo riprende e si riprende, si
fa oggetto e soggetto della ripresa, la mdp ruotando si aggancia allo
schermo e si specchia mostrandoci se stessa e il volto che ci guarda.
Il
riscatto di Serafino Gubbio , l'operatore
cinematografico protagonista del romanzo di Luigi Pirandello ,
che non è più solo una mano che gira una manovella ma anche
colui che controlla il cosa e il come del vedere.
La concezione di Fritz Lang dell'Odissea
rispecchia quella di Godard per il cinema, come quella
anche il cinema non va interpretato: "fare cinema consiste solo nel
mettere qualcosa davanti alla macchina da presa" come afferma lo
stesso Godard.
Paul cerca di spiegarsi
in ogni modo il motivo per cui Ulisse dopo la guerra di Troia non faccia
subito ritorno ad Itaca, forse per cercare di capire i motivi dei problemi
con sua moglie, ma il regista tedesco sentenzia che non c'è niente
da spiegare l'Odissea va fatta così com'è, prendere o lasciare.

Buoni e cattivi
Il cinema è tecnica e poesia, teatri di posa e
natura selvaggia che cerca di riprendersi gli spazi che le sono stati
usurpati. Roma e Capri, cemento e mare, produttori che si credono dei
e registi icone viventi che guardano tutto e tutti con compassione e
tenerezza.
Tutto il film è costellato da sfide a ping pong: Emilia ( Camille Javal nel
film) interpretata da Brigitte Bardot ,
la bella moglie di Paul, contro suo marito in un rapporto
d'amore intermittente come le luci che spesso si intromettono fra di
loro, Jerry Prokosch contro Fritz Lang , Paul contro
se stesso: deve combattere contro la tentazione di un guadagno più facile
e remunerativo a scapito delle sue aspirazioni a scrivere per il teatro,
deve combattere contro sua moglie, una natura capricciosa e mutevole
senza ragione, per estorcerle il motivo dell'improvviso disprezzo nei
suoi confronti e deve combattere per decidere quale interpretazione dell'Odissea
appoggiare, quella Hollywoodiana e spettacolare del produttore o quella
del regista?
Nel film ognuno parla la propria lingua, è compito
di Francesca tradurre
i discorsi fra i personaggi, l'unico a parlare tutte le lingue e quindi
a capire tutti è Fritz Lang :
il regista è colui che non ha bisogno di tramiti per comunicare
con le creature del film.

La natura
La
natura è senz'altro uno dei protagonisti del film e spesso i personaggi
sembrano emergere da e ritornare ad essa o addirittura inpersonarla,
il corpo di Camille appare come un panorama montano
fatto di colline e valli e come la natura è imprevedibile, inspiegabile
e bisognosa di continue cure e premure.
Le sterpaglie che circondano
gli studi di Cinecittà o il mare
di Capri partoriscono gli attori, li risucchiano o ne sottolineano la
piccolezza di fronte alla maestosità del paesaggio, così come
Villa Malaparte che si fonde con la scogliera su cui sorge.

Pre-postmoderno
Il carattere
citazionista del postmoderno è un
altro dei motivi presenti nel film e lo si ritrova nei richiami alle
diverse scuole cinematografiche e registi.
L'Italia è Cinecittà ,
ben lontana dagli sfarzi di un tempo, gli Stati Uniti sono Jack Palance e Orson Welles, evocato
dai titoli di testa raccontati come in Quarto Potere.
La presenza delle locandine affisse fuori dagli studi di Cinecittà e
dal cinema dove Fritz Lang deve visionare
alcune "Nausichee" per l'Odissea omaggiano Howard Haws e Roberto Rossellini ,
il cinema francese, come i suoi attori Brigitte Bardot , Michel Piccoli e Georgia Moll , è a
volte sottomesso a quello americano o titubante e indeciso nel prendere
posizione e infine la presenza di Fritz Lang è testimone
di quel cinema tedesco puro ed eroico dei primi del novecento che nemmeno
il nazismo riuscì a piegare ai propri scopi.

Il classico
La Classicità è il valore da difendere
in tutti i campi.
Bisogna ritornare alle origini, come dice Paul nel
film: "ai tempi della United Artists di Chaplin e Griffith" ,
gli studi di Cinecittà stanno cadendo a pezzi
e anche un pilastro della letteratura classica come L'Odissea è finito
nelle mani di un produttore venale pronto a stravolgerla per i suoi scopi
commerciali.
Fritz Lang è l'ultimo
baluardo per la difesa di quel cinema e i contrasti con Prokosch per
evitare lo scempio dell'opera di Omero percorrono tutto il film che una
volta iniziato va comunque terminato.
Anche la donna è resa come
simbolo dell'arte classica (nei suoi appunti di regia Godard vede Camille come
la Eva di Piero della Francesca) e come l'Odissea non si può plasmare
e addomesticare ai nostri scopi.
Le onde del mare azzurro di Capri, gli
scogli a picco e tutto lo scenario dell'isola odorano di salsedine e
il tocco del vento ci trasporta in un'altra epoca.
Il film termina così com'è iniziato,
con un carrello che si ferma sull'orizzonte del mare a ribadire ancora
una volta ciò che
bisogna fare davanti ad un film, guardare e...

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