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Sarà per il cognome che porto. Sarà
per i miei studi sulla comunicazione... Il dizionaglio Al momento ho censito 119 vocaboli che al loro interno contengono la stringa "aglio" ed ho quindi prodotto un breve dizionario, ribattezzato "dizionaglio", neologismo che mai assurgerà al rango di "parola riconosciuta". Il dizionaglio è infatti fine a se stesso ed ha lo scopo di evidenziare come talvolta la lingua proponga curiose coincidenze e susciti dissertazioni serie. Significante e significato Nella teoria della comunicazione le lezioni di De Saussure sono un must. Prescindere da esse, significa non sapere appieno le dinamiche comunicative. Il significato di una parola è un concetto ed immateriale. Il significante è la parte "fisica, materiale" che porta a tale significato. Nella lingua scritta e parlata non c'è alcun rapporto reciproco basato sulla logica. E' tutta una questione di convenzione. La stinga "albero" è composta da a, l, b, e, r, o. Qual è la loro relazione fisica, di forma o di colore con le foglie, i tronchi e le radici? Nessuna. L'aglio c'entra, ma non centra E' solo una coincidenza il fatto che una serie di cinque lettere che da solo fanno un vocabolo, si ritrovino a partecipare alla costituzione di tanti altri. Il ventaglio non ha nessuna relazione con l'ortaggio. Quindi l'aglio ci entra nella parola, ma non ha nulla a che vedere: non centra. Eccezione può essere "beccalaglio", un gioco tipo mosca cieca. Qui il termine deriva da un'espressione composita, divenuto poi parola a tutti gli effetti. Barba + aglio ?! Dobbiamo innanzitutto distinguere fra "barbàglio" e "barbaglìo". Il primo è sinonimo "bagliore", mentre il secondo significa "accecamento continuo". Si distinguono per la pronuncia e graficamente per un accento, un segno grafico pure superfluo in un contesto preciso, frutto di convezioni e di abitudini linguistiche. Quanti esempi simili: ancòra / àncora o àmbito / ambìto. Altre volte mancano: "sono" (io sono / essi sono) o in inglese "he's" (he is / he has)... E' il contesto che risolve le ambiguità. Gioco di parole La cosa curiosa è che nella parola barbaglio compaiono due termini che significano qualcosa. Un barbaglio non è una barba che profuma d'aglio o un aglio che ha tanta pagliuzza, cioè paglioso. Si tratta di una simpatica coincidenza. Roba da comici e giochi di parole. Non sta a noi indagare l'evoluzione della parola, fare cioè un'analisi diacronica. Sappiamo solo che ad un certo punto della sua vita linguistica una parola appare così come la pronunciamo e la scriviamo. Esageriamo Due termini ("bava" e "aglio")
insieme danno "bavaglio": tutta un'altra cosa. Però se
vogliamo esagerare il bavaglio si usa per pulire la bava al bambino e
per coprirsi la bocca e mascherare gli effetti dell'aglio. Col dizionaglio si scoprono arnesi più o meno complessi (ecoscandaglio, evaglio...), uccelli e pesci (fravaglio, quagliottino, sparaglione...). E chi sapeva che la varicella era ravaglione? E chi ha mai detto bruciapaglione ad un amico che non ha mantenuto una promessa? E chi ha sentito i politici usare il termine caravanserraglio al posto si disordine? E chi sa che sonAglio? Per saperne di più consulta www.micheleaglio.it. |
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