Per avviare il bambino a sviluppare
una capacità descrittiva autonoma è necessario che
egli conosca i vari stili. Un buon esercizio alla concretezza e
concisione è dato dal resoconto. In occasione della Pasqua,
lavorando sul rame, in classe si sono potute osservare le sequenze
del lavoro, per cui gli alunni hanno potuto:
1. raccontare i fatti in ordine cronologico
2. omettere le proprie impressioni
3. utilizzare due modi di fare il resoconto: attraverso uno stile
descrittivo puro (modello A) e attraverso uno stile schematico,
seguendo un ordine numerico (modello B)
Modello A: il resoconto come stile descrittivo
puro
Lo sbalzo sul foglio di rame
Ognuno di noi ha fatto il lavoro sul rame. Abbiamo
cominciato con una specie di metallo che da una parte era rosa e
dall'altra di colore acciaio. La maestra ci ha chiamati a due a
due per scegliere un disegno da rifare sul rame. Abbiamo messo il
foglio di rame con il disegno sopra su un quaderno morbido. Noi
abbiamo scritto le nostre iniziali sul rame e abbiamo cominciato
a pigiare sul contorno. Era faticoso pigiare. Alla fine abbiamo
fatto il puntinismo dentro ai fiori, ai pulcini o al fiocco dell'uovo.
La maestra ha "sporcato" con una spugnetta bagnata d'inchiostro
la lamina di rame e noi l'abbiamo levato con un tovagliolo piano
piano: tutti i contorni erano diventati neri. Dopo un po' di giorni
la maestra li ha incollati sul cartoncino ondulato come un quadro.
Modello B: il resoconto come descrizione
schematica
Lo sbalzo sul foglio di rame
1. La maestra ci ha fatto scegliere dei foglietti
con dei disegni di Pasqua numerati da 1 a 6.
2. La maestra ha messo lo scotch per attaccare
il foglietto sul rame.
3. Ci ha fatto prendere una penna appuntita.
4. Abbiamo ripassato sopra il nome i contorni
del nostro disegno.
5. Lo abbiamo abbellito con il puntinismo.
6. La maestra ha messo l'inchiostro sopra il
nome.
7. Noi abbiamo levato quello che non serviva.
8. La maestra l'ha incollato su un cartoncino
ondulato.
9. Ha messo il lavoro dentro una carta trasparente
e per chiudere un nastro dorato.
Il resoconto serve a raccontare a voce o per scritto quello che
è accaduto ad altri o a se stessi: quindi fatti e non sentimenti,
eventi e non "esistenti" (come direbbe Chapman).
Lo spazio è lasciato a verbi di azione (fare, prendere, mettere,
ecc.), alle frasi con una sintassi lineare (soggetto-verbo-complemento),
alle descrizioni in blocchi piccoli e autonomi.
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