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Letteratour incontra un artista dalle ricchezze
sorprendenti. Tra letteratura e musica, poesia e sonorità
infernali: scopriamo gli echi di uno studio dantesco molto particolare
sulla scia di emozioni sinestesiche.
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Vincenzo Incenzo
cantautore e artista polivalente
| Vincenzo Incenzo
è nato a Roma da una famiglia di musicisti, e
come musicista e artista si è formato (studi
di pianoforte; licenza di solfeggio al Conservatorio
di Santa Cecilia; Laurea presso la facoltà di
Lettere e Filosofia all'Università di Bologna,
in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo).
Ha cominciato a suonare le sue canzoni al Folkstudio,
aprendo le serate di De Gregori, Guccini ed altri artisti
e, nel 1986, è stato prodotto il suo primo singolo
come cantautore, "Vienna e la nave". Nel 1990
ha iniziato il suo percorso di autore scrivendo, tra
gli altri, per Lucio Dalla, Renato Zero, Patty Pravo,
Michele Zarrillo, Premiata Forneria Marconi, Massimo
Di Cataldo, Paolo Vallesi, Neri per caso, Valentina
Giovagnini ed altri. Ha portato spesso i suoi testi,
tradotti anche all'estero, al Festival di Sanremo
e spesso gli album a cui ha lavorato hanno vinto numerosi
dischi di platino. La sua carriera è ricca di
premi e riconoscimenti internazionali.
Collabora con Fonopoli in iniziative di carattere
artistico; con Rock no war in attivita' musicali
a scopo umanitario ed ha aperto un sito internet per
la sensibilizzazione ai problemi dell'infanzia (I
Bambini di Luna Nuova).
Ha aperto una Società per progetti musicali:
Verba Manent.
Oltre alla musica, Vincenzo
ha la passione per i viaggi e la pittura.
Sito web: www.vincenzoincenzo.com
E-mail: verbamanent@vincenzoincenzo.com
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Io
venni in loco d'ogni luce muto,
che mugghia come fà mar per tempesta
(Inferno V, vv. 28-29)
In questi due versi tratti dal canto V dell'Inferno dantesco
si riassume una caratteristica tra le più tangibili dell'intera
Commedia: la presenza costante di un interagire di versi, rumori, colori,
immagini, silenzi e persino odori. Nel suo saggio, Vincenzo Incenzo analizza
con estrema precisione la ricchezza sinestesica di questo capolavoro,
evidenziandone soprattutto il movimento ritmico, tra suoni e pause mute,
come si trattasse in effetti di una speciale partitura. E nel
farlo si avvale della sua sensibilità artistica multiforme, pronto
a cogliere assonanze e dissonanze così come a evocare immagini,
da lasciare poi in sospeso nella mente del lettore.
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«Primo di una trilogia di libri che trattano
del "lessico sonoro" nelle tre cantiche della Divina Commedia
(Purgatorio e Paradiso sono ancora in fase di scrittura), La Partitura
infernale è, come ci suggerisce il titolo, un'opera di letteratura
che tende imprescindibilmente alla musica: è scritto con lettere
e parole, ma gli stessi concetti, proprio a detta dell'autore, potrebbero
essere espressi con la medesima esaustività per mezzo di una partitura
musicale, di uno spartito insomma.
Questa è la caratteristica fondamentale di quest'opera, la sua
necessità di legare indissolubilmente arti che utilizzano codici
espressivi differenti, ma che esprimono concetti comuni»
«Nato indubbiamente per un pubblico con un solido
retroterra culturale di stampo umanistico, il libro accompagna il lettore
alla scoperta, verso per verso, della trama musicale che sta sottesa ad
ogni parola del testo dantesco: i gemiti dei dolenti, i fremiti degli
spauriti, le urla, gli stridori, gli sbuffi, i soffi, i sospiri, i pianti...
insomma tutti i suoni che compongono l'intricato e suggestivo mondo della
Commedia»
(Ufficio Stampa Event Sound Promotion)
Tra arte e studio
 «Parole,
musica e pittura. Versi, note e colori. Una triade perfetta,
che non sarebbe dispiaciuta al nostro poeta più
grande. Un artista a tutto tondo, (...) pure nell'insolita
veste di filologo»
(Menico Caroli) |
LA PARTITURA INFERNALE
eventi sonori nelle bolge dantesche
Ed. Fonopoli
pp. 61
€ 10,00 |
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