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Tra musica e parole, per Marco Saya «tutto
ciò che accade nel quotidiano e che è realmente vissuto
merita di essere raccolto in semplici e sincere parole, come pagine
di un diario».
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Marco Saya
musicista e poeta
| Marco Saya è
nato a Buenos Aires il 3 aprile 1953. Nel '56 si trasferisce
a Rio de Janeiro. Dal '63 risiede a Milano, dove lavora
nel settore informatico.
La musica e la chitarra jazz (hobby che già coltivava
a 14 anni) sarebbero poi diventate la sua vita e una
seconda attività. Scrive testi per canzoni, avvicinandosi
alla poesia e più in generale alla scrittura
come passo naturale e spontaneo, sin dall'adolescenza.
Ha pubblicato il primo libro di pensieri dal titolo
Bambole di Cera (Antitesi - Laura Vichi Publisher);
una raccolta di poesie dal titolo Raccontarsi (istituto
Italiano di Cultura, Napoli); un ebook dal titolo Sassolini
e diretto da Emiliano Cribari; un libro di poesie e
brevi racconti dal titolo Dirimpettaio (Oceano Edizioni).
È presente in diverse antologie:
- Voci edita da ARPANet
- Il Teatro del tempo e Sul filo dell'innocenza edite
da Akkuaria
- E il naufragar m'è dolce in questa radio edito
da Giuseppe Aletti
- Le migliori 100 poesie del web 2000 e 2001 a cura
dell'associazione Penna D'autore
Ha pubblicato su Tuttosport le poesie Violenza, Mirko
e Sheva nella rubrica curata dal poeta Ermanno Eandi.
Email: poesiaoggi@yahoo.it
>> scarica
l'intervista |
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| Momenti
Aspetta
Scivola dentro di te
Lasciati
Scorrono le dita insinuose
Immagina
Solchi di un riso senza fine
Prendi
Una fontana ancora asciutta
Gioca
Palline in buca, sponde di un biliardo
Osa
Nuvole bianche sopra il cielo
Vieni
La fontana ora zampilla
Gusta
Sapori tropicali su pelle bagnata
Assapora
Il riposo di un tramonto sul mare placido |
Vitamusica
Triadi d'amore in dissolvenza binaria
Intervalli di ritmo per suggestive danze esotiche
Accordi nel calderone la melodia accade
Pause sospiri di un tempo che si volta
Note scandiscono parole tra noi
Scala della vita in crescendo sale
Ad libitum per il gran finale |
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Musica, lucidità e arte della
parola
«Saya
ci propone pensieri filtrati attraverso un'intelligenza
lucida, impregnata di sottile e tagliente ironia, che
diviene vera e propria "lirica misurata in una
metrica quasi musicale", non a caso la sua qualità
di musicista jazz irrompe in una vena letterario-poetica
nuova, fuori dagli schemi usuali della poesia tradizionale;
si leggono i suoi "pensieri" con la melanconia
trasognata di Bill Evans e con il brio satirico di Dizzy
Gillespie. Musica, lucidità e arte della parola,
formano un tutt'uno, in un composto agrodolce, affascinate
e intrigante, leggendolo, si finisce per condividere
i suoi concetti...i suoi paradossi, la sua visione della
realtà (che è poi in fondo...più
paradossale di qualsiasi descrizione!!!)»
Gacomo Piccoli, introduzione a Bambole di cera
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Frammenti di nero inchiostro
«C'è poca empatia verso gli
altri che l'autore descrive come imitatori della propria
vita, anonimi inconsci che non sanno dove andranno a finire;
alcuni si salvano: sono gli artisti e gli artigiani. Tuttavia
la donna mantiene un ruolo da protagonista. È attesa,
desiderata. Mediante i sensi del corpo, la mente riesce
a trovare un senso cosmico. La donna è la musa che
permette di comporre non inni alla vita ma inni vitali che
convincono a sopravvivere. Ma è anche quella che
abbandona e isola. La vera fedele amica è una luce
ricorrente che illumina i frammenti di nero inchiostro.
Una luce che il poeta segue come una via di uscita, unica
via di salvezza. È il filo conduttore che inseguirà
per perdersi nel labirinto mentale che l'uomo o il poeta
s'inventano per capire meglio il loro tempo e il senso,
tanto ricercato, della vita»
Tiziana Ciasullo, introduzione a Raccontarsi |
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