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La creazione
secondo gli Indios makiritare (Venezuela)
La donna
e l'uomo sognavano che Dio li stava sognando.
Dio li sognava mentre cantava e agitava
le sue maracas [strumento musicale], avvolto in fumo di tabacco,
e si sentiva felice e insieme turbato dal dubbio e il mistero.
Gli Indios makiritare sanno che, se Dio
sogna cibo, fruttifica e dà da mangiare. Se Dio sogna la
vita, nasce e dà la nascita.
La donna e l'uomo sognavano che nel sogno
di Dio c'era un grande uovo splendente. Dentro all'uovo essi cantavano
e ballavano e facevano un gran baccano, perché erano pazzi
dalla voglia di nascere. Sognavano che nel sogno di Dio la gioia
era più forte del dubbio e del mistero; e Dio, sognando,
li creava, e cantando diceva:
- Rompo quest'uovo e nasce la donna e nasce
l'uomo. E insieme vivranno e moriranno. Ma nasceranno nuovamente.
Nasceranno e torneranno a morire un'altra volta. E mai cesseranno
di nascere, perché la morte è menzogna.

La creazione
secondo i Maya (Messico)
Il tempo
dei Maya nacque ed ebbe nome quando il cielo non esisteva né
s'era destata la terra.
I giorni partirono da oriente e si misero
in cammino.
Il primo giorno si cavò dalle viscere
il cielo e la terra.
Il secondo giorno costruì la scala
di dove scende la pioggia.
Opera del terzo furono i cicli del mare
e della terra e la moltitudine delle cose.
Per volontà del quarto giorno, terra
e cielo si inclinarono così da potersi incontrare.
Il quinto giorno stabilì che tutti
avrebbero lavorato.
Dal sesto uscì la prima luce.
I luoghi dove non c'era nulla, il settimo
giorno li riempì di terra. L'ottavo affondò nella
terra le mani e i piedi.
Il nono giorno creò i mondi inferi.
Il decimo giorno destinò i mondi inferi a chi ha veleno nell'anima.
Dentro il sole, l'undicesimo giorno modellò
la pietra e l'albero.
Fu il dodicesimo che fece il vento. Soffiò
vento e lo chiamò spirito perché non c'era morte dentro
di lui.
Il tredicesimo giorno bagnò la terra
e col fango impastò un corpo come il nostro.
Così si ricorda nello Yucatan.

La creazione
secondo i Fulani (Africa)
All'inizio
c'era un'enorme goccia di latte.
Poi venne Doondari [eroe mitico] e creò
la pietra.
Poi la pietra creò il ferro; e il
ferro creò il fuoco; e il fuoco creò l'acqua; e l'acqua
creò l'aria.
Allora Doondari discese per la seconda volta.
Ed egli prese i cinque elementi e con essi formò l'uomo.
Ma l'uomo era orgoglioso.
Allora Doondari creò la cecità
e la cecità sconfisse l'uomo. Ma quando la cecità
divenne troppo orgogliosa, Doondari creò il sonno, e il sonno
sconfisse la cecità; ma quando il sonno divenne troppo orgoglioso,
Doondari creò le preoccupazioni, e le preoccupazioni sconfissero
il sonno. Ma quando le preoccupazioni divennero troppo orgogliose,
Doondari creò la morte, e la morte sconfisse le preoccupazioni.
Ma quando la morte divenne troppo orgogliosa,
Doondari scese per la terza volta, ed egli venne avendo preso la
forma di Gueno [divinità], colui che è eterno, e Gueno
sconfisse la morte.

Temi
ricorrenti
(anche in relazione alla tradizione ebraica
della nostra società occidentale - vedi la genesi biblica)
- il sogno, la visione:
Nel testo indios si parla continuamente di sogni (sognano gli
uomini, sogna Dio); nella genesi ebraica tutta la sacra scrittura
è dettata direttamente da Dio, tramite visioni o sogni.
Questo tema sottolinea la dimensione misteriosa e sacra del testo
mitico, dove si parla del rapporto con la divinità, per
natura di tipo ultraterreno. Spesso, anticamente o presso popoli
primitivi, il sogno e la visione sono messi allo stesso livello,
e costituiscono per eccellenza il momento di maggior contatto
con la dimensione divina.
- la parola, l'alito di vita:
Nel testo indios l'uomo e la donna nascono attraverso l'atto orale
della divinità (...e cantando diceva...); nel testo maya
si tratta del vento, che diventa spirito (dove, riallacciandosi
ad es. ai greci, lo spirito, l'anima è l'alito, dunque
sempre qualcosa legato al dono della parola); nella tradizione
biblica si sancisce "All'inizio era il Verbo" e "Il
Verbo si fece Carne". La parola è una delle caratteristiche
essenziali che differenziano l'uomo da tutte le altre specie animali,
e che lo avvicinano al divino. In questi miti, il dono della parola,
che si trasmette dalla divinità all'uomo, è dono
della vita.
- l'azione, il lavoro:
Un campo
semantico ricorrente in questi miti è quello dei verbi
d'azione e, in particolare, il lavoro: il testo indios è
ricco di termini legato ai festeggiamenti (cantare, ballare, suonare,
ecc); quello maya parla di lavori, costruzioni, modellazioni,
ecc, e decreta che "tutti devono lavorare"; il mito
biblico parla delle fatiche di Dio, che al settimo giorno deve
riposare.
Il lavoro è un elemento fondamentale alla costituzione
di una società, soprattutto se è al suo nascere
e deve ancora formare saldamente le proprie basi. Il mito della
creazione, ripercorrendo le tappe principali del formarsi della
società, non può fare a meno dal rappresentare questo
tema. Inoltre, proprio perché questi miti affrontano la
creazione, il tema del lavoro ricorda quello del travaglio (lavoro
e travaglio sono due termini intimamente legati dal punto di vista
etimologico): cioè dello sforzo che la donna (in senso
proprio) o la divinità (in senso lato) devono fare per
creare (o procreare).
- la ciclicità:
Altro elemento fondamentale, ribadito da quasi tutti i miti della
creazione, è il tema della ciclicità. Il mito indios
lo presenta come una nascita e una morte continua dell'umanità
(...nasceranno e torneranno a morire...); il mito fulani come
una sequenza di causa-effetto che incatena tutti gli oggetti creati
(...la pietra creò il ferro; e il ferro creò il
fuoco...).
Questa ciclicità si ricollega alla ciclicità tipica
della natura, in cui lo scorrere dei giorni, delle stagioni e,
più in generale, della vita, dà all'uomo il senso
di appartenenza ad una catena infinita di eternità.
- l'eternità:
Come ho detto sopra, il senso della ciclicità ha come importante
conseguenza quello di dare un senso di eternità. Nel mito
indios si dice: "E mai cesseranno di nascere, poiché
la morte è menzogna" (nel senso di "la morte
è fittizia", non è morte per sempre); nel mito
maya la creazione è creazione del tempo, che ha un inizio
(è creato) ma non ha fine; nel mito fulani l'eternità
è la stessa divinità che sconfigge la morte (Gueno);
nel mito ebraico lo stesso Dio è sinonimo di eternità.
Per un mito come quello della creazione, che nasce come spiegazione
del mondo e delle sue origini, la presenza del tema dell'eternità
e della sconfitta della morte denuncia la necessità, da
parte dell'uomo, di rassicurarsi che ciò che nasce non
muore, che la società in cui vive è salda, che il
suo mondo è incrollabile.
Bibliografia:
E. Galeano, Memoria del fuoco
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