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di Claudia Leuci Non lasciatevi ingannare, non abbiamo intenzione
di coinvolgervi nelle vischiose e contorte trame di una spy story.
Qui vogliamo solo raccontarvi una storia i cui protagonisti sono agenti
letterari, autori e editori. E non è necessariamente un giallo:
il "doppio gioco" del titolo è un'espressione scherzosa
e innocente che vogliamo usare per riferirci al delicatissimo
e prezioso ruolo di mediazione che l'agente letterario svolge a favore
sia degli autori che degli editori: la mediazione dell'agente
letterario è l'ingrediente fondamentale di questa storia, dell'avventura
di un dattiloscritto che dalla polvere del fatidico cassetto dei sogni
giunge alla tanto sospirata pubblicazione. C'è un che di romantico in questa storia, è vero… ma non dimentichiamo che quello dell'agente letterario è un mestiere "difficile", in cui non ci si può improvvisare. L'agente letterario è un operatore editoriale a tutto tondo, e il suo ruolo strategico all'interno della filiera dell'editoria, cioè di raccordo tra autori e editori, necessita di un percorso di formazione ad hoc e di una rigorosa pratica di aggiornamento quotidiano sullo "stato dell'arte" dell'editoria, le sue tradizioni, le dinamiche, le nuove tendenze di genere. L'agente letterario deve sviluppare un'ottima capacità di lettura e valutazione di ogni testo, non solo "in assoluto", cioè sulla base della qualità intrinseca della scrittura, ma anche in relazione al contesto editoriale di riferimento, per mettere in luce limiti e potenzialità di ogni testo rispetto a modelli e tendenze, ma anche per definire la strategia di promozione adeguata, che si risolve - in parte - nella ricerca di quelle case editrici dove il testo può avere più chances di pubblicazione. Questo è il lieto fine possibile se
l'agente in questione è un professionista che mira a promuovere
opere valide presso editori veri. Ecco la truffa ordita a regola d'arte: l'agente doppiogiochista si conquista la fiducia dell'autore prospettandogli servizi gratuiti o a costi irrisori, premi letterari di dubbia serietà… in particolare, le armi tradizionali della truffa sono le schede di valutazione gratuitamente lusighiere: contengono lusinghe al narcisismo dell'autore, gratuite non solo al portafoglio dell'autore, ma anche alla favella dell'abile pseudo-agente, il quale , è certo, non legge i dattiloscritti, e comunque non li legge mai ai fini di una valutazione seria e veritiera. Così lusingato, volentieri l'autore si rivolge all'editore indicatogli dall'agente truffaldino: un mero stampatore che chiede un' "esigua somma" nell'ordine delle migliaia di euro come contributo per le spese di stampa, promozione, distribuzione, e, visto che c'è, anche per i servigi dell'agente. Se, invece, l'agente non fa capo a un editore-stampatore, con il vecchio trucco della scheda gratuita e lusinghiera persuade l'autore - tutti gli autori che gli capitano a tiro - a firmare un contratto di gestione editoriale, che gli costa "solo" 800 euro all'anno: per questa cifra l'agente può tirare per le lunghe la ricerca di un editore disposto a pubblicare un testo che con buona probabilità non è affatto né un capolavoro né un umile testo degno di nota. Ma gli esempi e i racconti di truffa si sprecano, perciò se qualcuno di voi è alla ricerca di un agente letterario serio e competente è bene che verifichi prima alcuni requisiti di garanzia. Il primo, imprescindibile, è il costo del servizio: ogni agenzia letteraria è un'attività commerciale che offre un adeguato sostegno a autori e editori tramite i suoi servizi, che, lungi da ogni mero scopo di lucro, hanno un costo, a meno che non siano previste altre fonti di guadagno... Per evitare commistioni specifichiamo subito che Il Segnalibro e poche altre Agenzie in Italia si distinguono per criteri professionali: vi invitiamo sul nostro sito a leggere il vademecum di una vera agenzia e i suoi requisiti di garanzia che potranno tornare utili nella vostra ricerca... a lieto fine. >> Vai al Sito Web del "Segnalibro" |
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