Letteratour
www.letteratour.it
ARTICOLO

Henri James
Il giro di vite

 

Nella categoria: HOME | Analisi testuali

Non erano mai importuni, eppure non si mostravano mai sbadati. Tutta la mia sorveglianza consisteva in realtà nell'osservarli mentre si divertivano immensamente senza di me, e questo spettacolo, allestito da loro con cura particolare, mi coinvolgeva nella parte di ammiratrice appassionata. Mi muovevo in un mondo di loro invenzione... né loro avevano occasione di entrare nel mio; sicché il mio tempo era impiegato solo nel rappresentare, per loro, qualche persona o cosa straordinaria che il gioco momentaneamente richiedeva; il che, grazie al mio ruolo superiore e onorevole, rappresentava una sinecura felice e molto rispettabile. Non ricordo che cosa fossi in quell'occasione; ricordo soltanto ch'ero qualcosa di molto importante e molto calmo, e che Flora stava recitando con grande impegno. Eravamo sulle rive del laghetto e, poiché avevamo cominciato da poco a studiare geografia, il laghetto era il mare d'Azof.

torna su

Analisi testuale

Titolo:

La vite (in inglese, screw) è un oggetto metallico che entra nelle superfici e nei materiali (muratura, legno, ecc) girando su se stessa, per fissare altri oggetti. Intitolare Giro di vite una novella è una scelta piuttosto anomala, ma molto interessante: rimandando all'immagine di qualcosa che gira su se stesso per fissarsi, ad esempio, in un muro, si puņ fare allusione ad un atteggiamento umano e psicologico, ad una volontà ostinata e chiusa che vuole fissarsi su qualcosa. Ma questa è solo un'ipotesi che chiede di essere confermata dalla lettura del testo. Un titolo di questo genere necessita di una reinterpretazione a fine lettura.

Stile narrativo e personaggi:

La narrazione, almeno nel paragrafo riportato, si svolge in prima persona: il narratore corrisponde al protagonista. Tutta la vicenda narrata è dunque riportata dal punto di vista e dalla voce del personaggio che l'ha vissuta. L'intero paragrafo è di tipo descrittivo, ma ciņ che viene descritto non è il mondo esteriore, oggettuale, bensì il mondo interiore, i pensieri e i sentimenti provati dal protagonista.
Il narratore e protagonista della vicenda è una donna, verosimilmente giovane, che interagisce con altri due personaggi: due bambini di cui, lo si intuisce dal testo, è l'istitutrice e/o la governante.

Campi semantici:

  • La negazione: si trovano nel testo molte espressioni di negazione (non erano mai, non si mostravano mai, né loro avevano occasione, non ricordo...) o di restrizione (Tutta la mia sorveglianza consisteva in realtà..., senza di me, il mio tempo era impiegato solo nel..., ricordo soltanto...). Il carattere narrativo del paragrafo sembra così piuttosto vago e indefinito, nonostante abbia una natura descrittiva curata nei particolari.
  • L'enfasi: la protagonista sembra tenere all'accuratezza del proprio racconto, ma il testo è ricco di espressioni enfatiche: mai importuni, mai sbadati, si divertivano immensamente, persona o cosa straordinaria, ruolo superiore, molto rispettabile, molto importante e molto calmo, grande impegno.
  • Il gioco, la fantasia: i bambini si divertivano insieme, allestendo uno spettacolo, tutti si muovono in un mondo di loro invenzione, il tempo della protagonista è impiegato nel rappresentare qualcosa o qualcuno nel gioco dei bambini, Flora stava recitando con grande impegno.
  • L'estraneità io/loro: la governante non partecipa ai giochi dei bambini, ne è coinvolta solo come ammiratrice (appassionata sì, ma pur sempre esterna); i bambini si divertono senza di [lei]; bambini e governante appartengono a mondi separati (né loro avevano occasione di entrare nel mio). La parola loro, presente nel paragrafo ben quattro volte, è sempre posto in contrapposizione all'io, al mio, ecc. L'unico momento in cui i due mondi si incontrano è alla fine, nella penultima frase (Non ricordo che cosa fossi in quell'occasione; ricordo soltanto ch'ero qualcosa di molto importante e molto calmo, e che Flora stava recitando con grande impegno), in cui perņ la dimenticanza del ruolo assunto rispetto al gioco dei bambini rende scarso il valore di questa unione.
  • L'accento messo sulla dignità: i bambini sembrano educati al limite della verosimiglianza (Non erano mai importuni, non si mostravano mai sbadati, allestito da loro con cura particolare), mentre il ruolo della governante è superiore e onorevole, e rappresenta una sinecura felice e molto rispettabile. Persino nel gioco, anche se non si ricorda che ruolo avesse, la protagonista assicura che era qualcosa di molto importante e molto calmo.

Osservazioni conclusive:

  • L'analisi di questa novella di James presenta qualche difficoltà, non tanto perché racconta di eventi che lasciano aperti molti quesiti al lettore (appartiene infatti ai Racconti di fantasmi) ma per il carattere della narrazione. Essa è gestita da un personaggio la cui onestà e credibilità dev'essere data per scontato dal lettore che legge. In realtà nel testo si trovano alcuni particolari molto importanti, anche se di non facile individuazione, che minano proprio la sua credibilità. L'eccessiva attenzione ai particolari e alla rispettabilità dei ruoli da assumere, accompagnati da vuoti di memoria su altri particolari, danno l'impressione di avere a che fare con un personaggio paranoico (la paranoia è proprio quello stato di psicosi che si caratterizza da delirio cronico di persecuzione, di gelosia e/o di grandezza). La mente della protagonista sembra non essere in grado di attuare una distinzione tra fantasia e realtà. Per di più, essa si contraddice almeno una volta, e proprio su questo punto, quando afferma innanzitutto di non partecipare ai giochi dei bimbi e di esserne solo l'osservatrice, l'ammiratrice appassionata; poi di entrarvi dentro come personaggio che deve recitare, rappresentare qualcosa per loro. L'insistenza sulla rispettabilità del proprio ruolo (superiore e onorevole), ribadito dal concetto che persino nel gioco essa rappresenti qualcosa di molto importante e molto calmo, insinua al contrario nel lettore l'idea che lei sia ossessionata dalla paura di essere esclusa e inferiore, e nient'affatto calma di nervi ma sovraeccitata dalla propria fantasia.
  • L'uso di una narrazione così poco attendibile è frutto, in James, di una riflessione sul problema del punto di vista in letteratura. Il tentativo di dedicarsi al teatro, tra il 1890 e il 1895, apre allo scrittore la consapevolezza dell'importanza della tecnica narrativa per rappresentare scenicamente un racconto. Č proprio l'utilizzo di un punto di vista interno e poco attendibile a creare nel racconto un'aura di ambiguità e mistero, tipici della narrativa moderna. Lasciando da parte la figura del narratore onnisciente e coinvolgendo nella narrazione gli stessi meccanismi dello strumento narrativo, James opera una messa in discussione della stessa opera d'arte e dei suoi principi compositivi, anticipando così tanta riflessione metaletteraria di tutto il Novecento, dal Modernismo al Nouveau roman.

torna su

Per approfondire:


Iscriviti alla Newsletter
Leggi le nostre Politiche sulla Privacy


I nostri sponsor
TUTTI I LIBRI AL -25%



Leggi anche:

Cerca nel sito:


Collabora!

Vuoi publicare un articolo o una recensione?
  Scopri come collaborare con noi


Best-seller del momento:

Condividi questa pagina
www.letteratour.it

 

HOME   Scrivici   Vuoi collaborare?   Redazione   Hanno detto di noi   Copyright e Privacy
© 2001-2017  www.letteratour.it
Sito realizzato con passione da SPC GROUP