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Giovanni Pascoli, Temporale

di Eloise Lonobile

Nella categoria: HOME | Analisi testuali

   Questa poesia fa parte del ciclo "Poesia in classe" con un'analisi fatta su più livelli di difficoltà: un primo livello utile a tutti e usabile anche da parte di bambini di scuola primaria, un secondo livello di approfondimento che mette in luce le sue caratteristiche più complesse.

 

Un bubbolìo lontano...

Rosseggia l'orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un'ala di gabbiano.

 

Analisi testuale

Quadro dipinto dal pittore contemporaneo Giuseppe Mancuso Quadro dipinto dal pittore contemporaneo Giuseppe Mancuso

Com'è costruita la poesia?

La poesia è formata da 7 versi. Il primo verso è separato dagli altri 6. Quindi ci sono 2 strofe: la prima di 1 solo verso, la seconda di 6 versi (richiamando la sestina).

Quali sono le rime in questa poesia?

lontano/gabbiano, orizzonte/monte, mare/chiare/casolare

In letteratura, questo schema di rime viene rappresentato come: A, BCBCCA

Ci sono colori?

Sì, c'è il rosso di rosseggia, il nero di pece, le nubi chiare, di nuovo il nero del casolare. Prevalgono quindi colori scuri e violenti.

Si descrivono dei rumori?

Sì, c'è il bubbolìo lontano del primo verso. Il bubbolìo è un rumore cupo e lontano che si sente in sottofondo, come quello di un aereo che passa lontano oppure, come in questo caso, quello di un tuono ancora lontano, all'orizzonte, di un temporale che si avvicina (il titolo ci dice subito che il poeta parlerà di un temporale).

Si descrivono movimenti di qualche tipo?

Sì, c'è innanzitutto il movimento dell'affogare (immagine del sole che tramonta all'orizzonte sprofondando nel mare). C'č anche l'idea del volo del gabbiano nell'ultimo verso, non č detto esplicitamente ma il fatto di parlare dell'ala ci fa pensare subito al concetto di volare.

Che sensazioni fa provare questa poesia?

C'è il senso dell'avvicinarsi di un qualcosa di grande e che fa paura, che è ancora lontano ma si sa che sta per scoppiare. I colori rosso e nero fanno pensare a cose piene di vita ma anche tristi, paurose, violente, alla morte, e l'idea dell'affocato conferma questa sensazione. Ci sono i colori chiari delle nubi (nuvole) che alleggeriscono questo scenario pauroso, ma sono descritti come stracci, quindi pochi e smembrati.

L'ultimo verso, con l'ala del gabbiano, fa pensare al volo e quindi al concetto di liberazione.

Cosa descrive la poesia?

La poesia descrive un paesaggio su cui incombe un imminente temporale. All'orizzonte il cielo sta tramontando, quindi è tutto rosso, ma di spalle, sul monte, tutto appare nero e cupo. In mezzo al nero del cielo e del monte, si intravede un casolare. Con una metafora piuttosto ardita, il poeta ci dice anche che l'immagine del casolare in mezzo al nero gli fa pensare a quella dell'ala di un gabbiano, presumibilmente mentre vola (altrimenti l'ala, in sé, non è così visibile e importante perché appiattita sul corpo).

Osservazioni conclusive

Il poeta descrive un paesaggio particolare, che suscita paura e sgomento, ma alla fine sembra suggerire uno spiraglio di luce e libertà nel vedere il casolare, che gli fa pensare a un gabbiano che vola. Per descrivere il paesaggio pauroso utilizza colori scuri e e violenti e richiama l'idea dell'affogare; invece per descrivere la sensazione finale di liberazione descrive la casa come un uccello che vola nel cielo, libero.


   Approfondimento

Nella poesia del Pascoli due elementi sono sempre importanti: la natura e la casa.

La natura solitamente viene sempre utilizzata per descrivere un mondo interiore. Il poeta ha un rapporto particolare con gli elementi naturali soprattutto quando contraddistinguono la vita quotidiana della campagna. In questo caso, il paesaggio naturale crea le condizioni per suggerire una fragilità interiore, una sorta di ansia e di premeditazione di un qualcosa che deve ancora accadere e che fa paura. Le tinte cupe che circondano la scena in realtà sono presentimenti cupi che si trovano nel cuore del poeta, anche se la presenza dell'io poetico in questi versi sembra totalmente assente. La presenza del poeta infatti non trapela da nessuna parte.

Da qui il simbolismo di questa poesia: ogni cosa sembra vivere ed essere rappresentata in sé, senza l'occhio del poeta, che ci restituisce i suoi sentimenti veicolandoli completamente su colori, rumori e creando una atmosfera particolare, ma senza dare giudizi espliciti e senza essere "presente".

La casa, nel finale, rappresentata dal casolare che si intravede tra il nero dei monti, è un elemento importante che nella poesia segna una "svolta". Si riallaccia alla poetica del "nido" familiare che dà al poeta senso di protezione contro un mondo esterno spesso sentito come ostile e inquietante.

Attraverso una metafora piuttosto spinta e grazie all'uso sapiente della punteggiatura (i "due punti" che introducono l'ultimo verso), il poeta mescola e confonde l'immagine del casolare con quella di un gabbiano che vola, anzi nemmeno: con quella di un'ala di gabbiano, dando l'idea che la casa possa essere qualcosa che liberi il poeta dalla sensazione di cupezza e dai brutti presentimenti.

Il fatto che non si parli direttamente di un gabbiano che vola ma solo della sua ala rende più forte il simbolismo di questa poesia, ma permette anche di sottolineare l'ala rispetto al volare, cioè un nome concreto anziché un'azione di movimento: questa scelta dà al lettore la sensazione di trovarsi davanti a un quadro dipinto, dove la pennellata bianca dell'ala del gabbiano cattura l'attenzione rispetto allo sfondo cupo.

Si parte quindi da una poesia che inizia coinvolgendo il lettore con sensazioni sonore (il bubbolìo) per passare alla descrizione visiva di uno scenario colorato. E man mano che si legge questo scenario sembra fermarsi, immobilizzarsi, nella bianca pennellata dell'ala che si stacca sullo sfondo nero.

Andando oltre, si potrebbe leggere questo percorso sensoriale come lo specchio di un percorso poetico che porta il poeta a essere dapprima semplice recettore di un qualcosa fuori di sé (il bubbolìo lontano), poi presenza che vive il paesaggio da descrivere (il rosso nel mare gli fa spensare a un affogato, il poeta usa dunque una similitudine per descriverlo, e nel farlo esprime la sua visione del paesaggio), infine la visione del casolare, descritta non più con parole esplicite ma con una metafora, il che porta il poeta a staccarsi del tutto dal paesaggio, quasi a sparire come soggetto narrante.

L'uso della metafora introduce infatti il tema del poeta che dà vita a un proprio paesaggio: la metafora diventa lo strumento supremo in mano all'intelligenza umana per creare collegamenti inediti tra le cose, e quindi inventare nuovi mondi.

Alla luce di queste ultime osservazioni, si potrebbe dire che questa meravigliosa poesia non soltanto rappresenta in pieno, nella sua semplicità, alcuni degli elementi principali della poetica pascoliana, ma che rappresenta anche un sublime esempio di come il poeta esprime, attraverso la parola, la capacità generativa della propria arte: quella di creare nuove immagini, avvicinandosi all'arte figurativa.

 


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