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I Balcani, un pezzo di terra gentile

La cultura albanese dell'arte e dei sapori

di Anna Lattanzi

Nella categoria: HOME | Balcanica

 

Uno speciale particolare quello odierno, che ho voluto dedicare interamente a Kruja, una splendida città, a pochi chilometri da Tirana e Durazzo. Magia, arte, sapori e tradizione si mescolano in questo luogo incantato, dove il tempo sembra essersi fermato. Un pezzo di storia dell'Albania, Kruja, vestita di arte e cultura, con un'anima carica di schietta umanità. É meraviglia pura girare per le strade della città, è sensazione unica quella di toccare con mano l'anima delle vicende storiche albanesi, quelle che non parlano di guerre fini a se stesse, ma di difesa della terra, dei valori, della propria gente e di quella fiducia che un popolo non deve mai perdere. Ho voluto dedicare un intero articolo a Kruja, perché voglio consegnarvi un gioiello di questo pezzo di terra gentile.

 

Kruja

Oggi andiamo in un bel posto a circa un'ora da qui...

Accolgo, senza dubbio alcuno, l'invito di Oli. Mentre siamo in macchina dirette verso Kruja, mi racconta che la cittadina è l'antica capitale albanese, simbolo della resistenza anti-ottomana, nonché città dell'eroe nazionale Scanderberg. Kruja, storicamente anche Croia, è un comune appartenente alla Prefettura di Durazzo. Il nome della città deriva dalla parola albanese krua, che significa fonte. Essendo situata nei pressi delle alte montagne era, infatti, la città delle fonti, ricca di buona acqua, che scendeva sino al centro abitato. Dopo un piacevole viaggio in macchina e dopo aver fortunatamente trovato parcheggio, ci dirigiamo verso il centro e devo ammettere che tutto mi sembra così... normale.

Il mio pensiero alla normalità è appena stato concepito, quando mi ritrovo di fronte a qualcosa di incantevole. Subito dopo una scalinata si apre davanti a noi uno scenario a dir poco fiabesco: l'antico bazaar. Costituito da due file di piccoli negozi e botteghe in legno antico, distribuiti sui due lati opposti di una via ciottolosa che collega il castello al resto del centro abitato, il bazaar è il cuore pulsante della città. Di impronta arabeggiante, è una ricca miscela di colori, profumi e tradizioni. Abiti caratteristici, tappeti con trama tipica del posto, oggetti fatti a mano, prodotti di lana, ricami e tanto altro, sia della tradizione locale che di quella estera, riempiono questi negozietti. La leggenda racconta che ogni notte tutti i gatti della città si riuniscono sui tetti del bazaar e li percorrono stando affiancati gli uni agli altri. Tra le botteghe del Derexhik, così si chiama il bazaar, ancora oggi si possono trovare le signore che portano avanti la tradizione della lavorazione della lana e quella dei ricami, in particolar modo legata alla produzione dei tessuti, che un tempo costituivano il corredo delle giovani spose. Nei secoli passati, la città di Kruja ha sviluppato un ricco e variegato mercato legato alla lavorazione artigianale, supportato dalla nascita di piccole aziende famigliari, dedicate alla lavorazione della lana e dei tessuti o alla lavorazione e incisione del legno. Oggi purtroppo non è più così, tante di queste attività tramandate di padre in figlio si sono estinte e il bazaar è una maniera per tenere alta la tradizione, che altrimenti andrebbe perduta. La presenza dei saloni d'arte, espositori delle opere degli artisti di Kruja, impreziosiscono notevolmente l'ambiente già di per sé magico.

Alzando lo sguardo sulla città, si può osservare un edificio bianco sull'apice del monte, che guarda a Kruja con tutta la sua imponenza: il Sarisalltik. Facilmente raggiungibile in macchina, si può godere di una bellissima vista della città dall'alto e si può anche visitare il santuario, in cui si trovano le tombe di alcuni santi bektashiani e una sorgente d’acqua ritenuta miracolosa dalle credenze popolari. Visitabile anche la grotta naturale, in cui si crede si sia rifugiato il santo Sarisalltik. L'intero monte, in realtà, è un contenitore di meravigliose caverne, tra cui la famosa grotta Scandenberg, dove, secondo la leggenda, si sarebbe rifugiato l'eroe d'Albania in compagnia dei suoi uomini. Una piccola curiosità riguardo la città di Kruja: fino a pochi anni fa era priva di alberghi, perché la tradizione albanese voleva che i forestieri venissero ospitati nelle case dei cittadini, con tutte le cure dovute. La visita al bazaar mi incanta, un'atmosfera magica e di altri tempi sembra essersi impossessata di questo luogo. Lo lasciamo alle nostre spalle, per andare a visitare un'altra meraviglia: la fortezza di Scanderberg.

 

La fortezza di Scanderberg e le sue magnificenze

Simbolo della gloria medievale, il castello è arroccato sulla parte orientale della città. Grazie alla sua posizione favorevole la costruzione gode di una vista bellissima che spazia tra il Mare Adriatico e Tirana. Si pensa che la fortezza sia stata eretta tra il V e il VI secolo d.C. Presenta due entrate, ossia quella attualmente utilizzata costituita da un tunnel di pietra e la seconda entrata, meno importante, posizionata nell'angolo ovest che conduce alla sorgente di Tasilloi, una delle più antiche della città, difesa da spesse mura e due torri, di cui si conservano tutt'ora i resti.

 

Il Museo Etnografico

Una delle bellezze del castello è il Museo Etnografico. Siamo fortunate, perché è domenica e i musei sono aperti al pubblico gratuitamente. Le guide, esattamente come è successo durante la visita al castello di Golubac in Serbia, sono in ogni angolo del museo, pronte a dispensare informazioni a chiunque le chieda. Incontriamo anche noi il simpatico e disponibile Nurmir Ricaj, che ci spiega di come la casa sia appartenuta storicamente alla famiglia Toptani, nome molto conosciuto in Albania per il ruolo che alcuni membri e discendenti della stirpe hanno avuto nella storia albanese. L'edificio era una sorta di harem, la casa delle donne del Pascià Toptani. Emblema di una tipica abitazione nobile albanese, con un arredo che rispecchia i tempi e grazie ai grandi valori architettonici, storici e artistici che riporta, è stata dichiarata monumento di cultura.

Non appena vi si fa ingresso, si ha la sensazione di essere catapultati nel passato. Si perde totalmente il senso del tempo e ogni connessione con il presente, ci si sente travolti da quell'epoca che fu, fatta di cose semplici, di profumo del grano e di agricoltura. Il piano terra della casa ospita alcune camere, ognuna adibita a una diversa fattura, come, per esempio, quella dedicata alla fabbricazione dello shajak, una specie di stoffa di lana o quella adibita alla produzione della grappa, o del formaggio e della farina. Il piano superiore, invece, è una vera e propria abitazione con pavimento in legno, sul quale si possono ammirare dei tappeti di lana dai colori molto forti, cuciti dalle signore di Kruja, in quanto la lavorazione della lana rappresentava una delle attività principali della città e quasi tutte le donne imparavano questo mestiere da bambine. Molto interessanti anche le pitture murali, le incisioni di legno che rivestono le pareti, i focolai e i soffitti.

 

 

 

La casa è composta da diverse stanze: la cucina con stoviglie caratteristiche di legno e di ceramica, nate dalla bravura degli artigiani di Kruja,  l'hammam con un sistema di riscaldamento e rifornimento, la stanza del focolare, la stanza degli uomini alla quale le donne non avevano accesso, ma era loro consentito osservarli da un balconcino in alto con vista sulla camera. Degna di nota la stanza delle donne, dove si riunivano per ricamare in compagnia, solitamente per preparare la loro dote che era tutta fatta a mano. Un ambiente ricostruito con dovizia di particolari, che permette al visitatore di rivivere quei tempi e di poterne sentire i profumi. Non è difficile immaginare la stanza colma di uomini, che fumano, giocano e parlano, ignari degli occhi che li scrutano dall'alto. Sguardi di giovani donne, pieni di fiducia, che cercano l'amore, nella speranza che uno di quei giovani possa donare loro protezione, gioia e serenità.

 

Il Museo Scanderberg

Un'altra bellezza da ammirare all'interno della Fortezza è il Museo Scanderberg, in onore a Giorgio Castriota Scanderberg, eroe nazionale. Ad accogliere chi entra c'è il direttore, che su richiesta di Oli, ci dedica gentilmente del tempo per spiegarci che:

Ha combattuto contro i turchi per venticinque anni, dal 1443 al 1468, anno della morte, ma il nostro eroe è conosciuto come difensore della civiltà europea, perché è stato una vera e propria barriera contro i turchi, che volevano attraversare l'Albania per passare in Europa. Alfonso V, re del Regno di Napoli, in quel tempo era un alleato di Scanderberg, nella guerra contro i turchi e in una lettera indirizzata al nostro eroe, nell'anno 1457, Alfonso scrive: "Noi non dimenticheremo mai i meriti di quest'uomo e i servizi resi al nostro regno, nella guerra che sta facendo contro i turchi in Albania. Onorato e altissimo Giorgio Castriota detto Scanderberg." Il suo nome era Giorgio Castriota, cattolico e come tutta la popolazione dell'Albania, viene preso in ostaggio dai turchi e portato in Turchia e inserito in una scuola militare, dove studia per quattro anni. In omaggio alla sua forza, i turchi lo chiamano Iskender, per dargli, così, un'impronta musulmana. Finita la scuola, entra nell'esercito ottomano, dove le sue prodezze vengono decantate; una lode, questa, che arriva anche in Albania, cosa che riaccende le speranze del giovane, per un eventuale ritorno nel suo Paese, conoscendone la situazione disastrata. Quando il sultano gli assegna il compito di affrontare una coalizione di eserciti cristiani per riprendersi la Serbia, Castriota decide di disattendere gli ordini  e di abbandonare l'esercito la notte prima degli  scontri, che senza di lui, viene rovinosamente sconfitto. Così, insieme a trecento fedelissimi albanesi, decise di combattere per la causa nazionale albanese.

Grazie direttore...

Il Museo totalmente rivestito di marmo bianco è stato inaugurato nel 1981 e rappresenta una sorta di percorso sulla storia della città di Kruja e in particolare un grande tributo alle gesta dell'eroe dell'Albania.Tra le varie sale che costituiscono il museo, vi sono esposti affreschi, dipinti, testimonianze, mosaici, documentazioni storiche e molto altro di grande valore, a emblema delle eroiche gesta dei Kastrioti signori di Kruja, così come di tutto il popolo albanese, che ha sempre mal sopportato il dominio straniero. Purtroppo mancano la spada e l’elmo di Scanderberg, custoditi presso il Museo delle armi di Vienna. Le mostre permanenti raccontano la sua vita e le prodezze militari. Dipinti, armature e altri reperti risalenti al suo tempo vengono esposti come simboli di uno dei periodi più gloriosi della storia albanese.

Ed è così che si conclude la visita in questo posto meraviglioso. Un luogo colmo di storia, di patriottismo, quello vero, quello sentito di chi ha dato anima e corpo per il bene della propria nazione. Una città pregna di colori e di profumi,  colma di umanità, quella della forza delle braccia e della manualità, perché la cultura passa anche dal lavoro, alias dignità umana.

 

Buon appetito!

La Kantina Korriku ci accoglie affamate, dopo la bellissima visita a Kruja. Cucina locale, posto originale, il tutto gestito nel pieno rispetto delle norme anti-covid, ottimo vino e buona compagnia. Perché la cultura passa anche dal buon cibo e dalla tradizione culinaria di un Paese e l'Albania per buone pietanze non ha da invidiare nulla a nessuno. Formaggi, olive, insalata, carne, pasta, piatti semplici e genuini allietano la nostra tavola a coronamento di questa splendida giornata tutta albanese. Al prossimo speciale.

 

Anna Lattanzi (classe 1970) è nata a Bari, dove ha frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia. La passione per i libri e la scrittura hanno da sempre guidato il suo percorso di vita e professionale. E' amante dei viaggi e delle passeggiate nella natura, prediligendo su tutto la montagna, che sembra permetterle di toccare il cielo con un dito.

 

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