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STRUMENTI

Il saggio breve
Guida alla stesura del saggio breve per l'esame di Stato

di Alessandro Lepri

Nella categoria: HOME | Strumenti di critica

Introduzione. Cosa dice la Legge
Parte centrale. 1) Cos'è un saggio breve
Parte centrale. 2) Intermezzo argomentativo
Parte centrale. 3) Come si fa un saggio breve
Conclusione

Introduzione. Cosa dice la legge

Questo breve saggio si propone di essere una modesta guida alla stesura di un "saggio breve" ed è quindi rivolto in prima battuta agli studenti che si avvicinano con passo consapevole all'esame di stato.

La legge 10 dicembre 1997, n.425, con le disposizioni generali per la riforma degli esami di Stato, ha introdotto ufficialmente il saggio breve nella prassi scolastica. Il successivo D.M.356/98 del settembre 1998, nei regolamenti delle prove d'esame, ha definito tipologie, modalità ed obiettivi. Nell'articolo 1 del D.M., che regolamenta la prima prova d'esame, al comma 1 se ne definiscono gli obiettivi generali:

La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato, consentendo la libera espressione della personale creatività.

Al comma 2 lettera B si esplicita il ventaglio di opzioni testuali a disposizione dello studente:

sviluppo di un argomento scelto dal candidato tra quelli proposti all'interno di grandi ambiti di riferimento storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico. L'argomento può essere svolto in una forma scelta dal candidato tra modelli di scrittura diversi: saggio breve, relazione, articolo di giornale, intervista, lettera. Per l'anno scolastico 1998/99 le forme di scrittura da utilizzarsi da parte del candidato sono quelle del saggio breve o dell'articolo di giornale;

Infine al comma 3 si indicano le competenze su cui lo studente sarà valutato nello svolgimento delle prove B,C,D :

a. correttezza e proprietà nell'uso della lingua;
b. possesso di adeguate conoscenze relative sia all'argomento scelto che al quadro di riferimento generale in cui esso si inserisce;
c .attitudini allo sviluppo critico delle questioni proposte e alla costruzione di un discorso organico e coerente, che sia anche espressione di personali convincimenti.

Fin qui la legge. Vediamo ora come tali disposizioni si concretizzino nelle consegne, più o meno uguali ogni anno, che lo studente si trova davanti al momento della prova e che inquadrano le "tracce" vere e proprie:

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano. Se scegli la forma del “saggio breve”, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Da’ al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro). Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo.Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo ‘pezzo’. Da’ all’articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo). Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

Al termine di questa parte introduttiva lo studente potrebbe azzardare una sorridente conclusione dialetticamente hegeliana:
a) la legge pensa a me come ad un Manzoni o ad una Morante,
b) però non mi dice come si fa a diventarlo,
c) perciò hanno inventato gli insegnanti di lettere.

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Parte centrale. 1) Cos'è un saggio breve

Restando nella prospettiva dell'esame di stato, il saggio breve si può definire come quel testo di tipo argomentativo in cui lo studente dibatte su un tema facendo riferimenti opportuni al dossier documentativo allegato e a conoscenze personali specifiche.

Lo studente "Pippo" potrebbe opportunisticamente pensare che saggio breve ed articolo di giornale, almeno a livello di scuola secondaria, siano in fondo in fondo la stessa cosa. "Pippo" penserebbe male e gli sarebbe utile invece un ovvio ragionamento deduttivo del tipo:

il Ministero dell'Istruzione forse non mi conosce bene, ma sicuramente non mi prende in giro e quindi, se nella consegna della prova d'esame mi chiede di scegliere tra saggio breve ed articolo vuol dire che i due testi non sono la stessa cosa ed io non posso svolgere l'uno come se facessi l'altro.

Ancora più opportunamente, visionando e perché no leggendo esempi concreti di testi che la comunità concorda nel qualificare come saggi e articoli, "Pippo" dovrebbe arrivare alla stessa conclusione per via induttiva: il saggio breve è altra cosa dall'articolo perché diverso nei procedimenti e nello stile. Come dice Giuliano Ladolfi :

"il saggio breve si qualifica dall'argomentazione razionale, consequenziale e dalla capacità di documentazione; l'articolo di giornale mira allo stesso fine persuasivo, ma fondandosi non sulla ragione, ma sull'aspetto emotivo, su uno stile brillante, ricco di paradossi; la documentazione costituisce non la prova delle proprie tesi, ma il punto di partenza per considerazioni personali, limitate a tre o quattro nuclei di pensiero posti in perfetta evidenza."

Poi bisogna vedere caso per caso e niente vieta che un giornalista sia più freddamente razionale di Descartes ed un saggista più paradossalmente brillante di Swift, ma queste parole di Ladolfi sono condivisibili per tracciare almeno in via di principio una chiara distinzione di fondo tra le due tipologie testuali. A tal fine si potrebbe aggiungere che l'articolo giornalistico, oltre una maggiore libertà espressiva, dovrebbe accentuare l'aspetto puramente informativo restando neutrale tra le parti e lasciando al lettore l'onere di formulare una tesi.

Lo studente "Pluto", invece, potrebbe pensare che il saggio breve sia una specie di "tema argomentativo" di decennale tradizione scolastica. Ovviamente no, e altrimenti dove sarebbe "la riforma"? Ecco cosa dice a proposito Ladolfi:

"Nel tema tradizionale viene fornito l'argomento sul quale si richiede di esprimere una propria tesi, argomentata e motivata, supportata da dati o da fatti o da testimonianze in grado di rafforzarne il vigore persuasivo, come avviene nelle tipologie C e D. Lo studente può condividere, condividere in parte o anche confutare la traccia, rimanendo, però, sempre strettamente legato all'argomento proposto.Nel saggio breve e nell'articolo di giornale la procedura si rovescia: il candidato, all'interno di un 'macroambito' sceglie autonomamente uno specifico argomento che intende svolgere e che chiarisce nel titolo. Egli, servendosi dei documenti e delle conoscenze personali, elabora una trattazione specifica in considerazione anche dei destinatari..."

Aggiungiamo: il tema tradizionale era scritto per nessuno, cioè per l'insegnante, il saggio per destinatari "reali"scelti dallo studente e c'è una bella differenza.
Il saggio breve, quindi, non è un articolo e ancor più non è il vecchio tema scolastico, ma un testo argomentativo che espone una tesi secondo una strategia testuale logicamente elaborata e che mira alla persuasione di un destinatario non generico ma "reale".

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Parte centrale: 2) Intermezzo argomentativo

L'argomentazione è un ragionamento che affronta un problema sostenendo un'opinione e presentando dati ed argomenti a favore del proprio punto di vista, con lo scopo di persuadere il destinatario della propria validità.
La nostra mente è un software che ci mette a disposizione vari tipi di ragionamento e, come piaceva agli illuministi, è un "opensource" per tutti.

  • ragionamento induttivo

procedimento basato sull’esperienza e sulla sua estensione generalizzata: da un certo numero di fatti si trae una regola universale.
1)Ho visto un corvo ed era nero;
2)Ho visto un secondo corvo ed era nero;
3)Ho visto un terzo corvo ed era nero;

Conclusione 1: Il prossimo corvo che vedrò sarà probabilmente nero.

Oppure, in forma generalizzante,
Conclusione 2: Tutti i corvi sono probabilmente neri

  • ragionamento deduttivo

da una definizione universalmente accettata (luogo comune, proverbio, sentenza) se ne ricavano conseguenze specifiche valide nei casi particolari.
«Tutti gli uomini sono mortali; Socrate è un uomo; dunque Socrate è mortale»

  • ragionamento per analogia

si confrontano situazioni supposte come simili, quindi si istituisce sostanzialmente un paragone:

  • argomento d’autorità

ci si riferisce ad un'autorità morale, esperienziale o competente; per gli studenti di solito è il contenuto degli appunti e dei libri di testo.
Il famoso (?) inizio del Convivio dantesco: "Sì come dice lo filosofo nel principio de la Prima Filosofia, tutti gli uomimi naturalmente desiderano di sapere."

  • argomentazione per mezzo dell’esempio

è un tipico argomento “per accumulo”. Maggiore è la quantità di esemplificazione ad hoc prodotta, migliori sono le probabilità di persuasione nei confronti dell’uditorio. E’ una tecnica molto elementare, popolare, diffusa, tuttavia l’attenzione va posta non solo sulla dovizia dei casi ma anche sulla loro “qualità”, sulla aderenza rispetto al'argomento in questione.
Quando ragioniamo, discutiamo, scriviamo saggi brevi, anche non consapevolmente è con queste armi argomentative che cerchiamo di avere ragione.

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 Parte centrale:  3) Come si fa un saggio breve

Quando la legge, come abbiamo visto, parla di "costruzione di un discorso organico e coerente", si riferisce al fatto che un saggio breve deve essere strutturato secondo una strategia discorsiva adeguata e che lo studente deve dimostrare di avere tale capacità. Per questo la prima cosa da fare, dopo aver ben compreso la traccia e raccolto le idee sull'argomento, è una mappa concettuale del contenuto del proprio saggio: se non fosse così invisa a "Pippo" e "Pluto", oserei dire che bisogna cominciare con la scaletta.
La scaletta di un qualsiasi testo argomentativo è questa, non è necessario inventarsela e per il saggio breve va benissimo. Il testo deve essere organizzato in tre parti:
A) introduzione
in cui si espone la questione
B) parte centrale
in cui si dichiarano

  • . tesi, ossia ciò che vogliamo sostenere
  • . argomenti a favore della tesi
  • . antitesi, ossia un'opinione contraria
  • . argomenti a favore dell'antitesi
  • . confutazione dell'antitesi

C) conclusione
in cui si ribadisce la tesi

Solo quando in sede di progettazione si ha ben chiaro con quali contenuti riempiremo ciascuna voce della scaletta, allora siamo pronti per decidere il titolo del nostro testo e per indicarne la destinazione editoriale, ma soprattutto possiamo cominciare a redigere il testo su foglio protocollo.
Sarebbe auspicabile che in sede di scaletta fosse decisa anche l'articolazione del testo in paragrafi.

Il paragrafo è quella porzione di testo alla fine del quale si va a capo perché inizia un contenuto che si differenzia logicamente da quanto scritto in precedenza: corrisponde al cambio di sequenza in un testo narrativo. Per assicurare organicità al testo, per evitare ripetizioni, è quindi molto importante che lo studente progetti da subito lo spazio da dedicare ai singoli contenuti e soprattutto che all'interno di esso sviluppi e concluda l'argomento. Allora la scaletta potrebbe essere così:
A) introduzione
titolo 1° paragrafo (questione)
B) parte centrale
titolo 2°paragrafo (tesi)
titolo 3°paragrafo (argomento a favore della tesi)
titolo 4°paragrafo (antitesi)
titolo 5°paragrafo (argomento a favore dell'antitesi)
C) conclusione
"happy end"

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Conclusione

Questo breve saggio è solo un'introduzione all'argomento, molto altro ci sarebbe da dire e non è detto che non sarà fatto, soprattutto se avrà raggiunto il suo scopo, ossia aiutare lo studente stressato ed un po' confuso, ma razionale e ben disposto.
Il saggio breve, come qualsiasi testo concepito dal nostro software neuronale, risulta più facile se si possiede il talento: prima o poi i neuroscienziati troveranno la sede della corteccia cerebrale in cui lavorano le sinapsi deputate alla redazione di saggi brevi, e allora sapremo chi ne ha di più. Ma anche chi ne ha meno, se conosce le tecniche, se è consapevole della strategia adeguata, può tirar fuori dal cappello cose dignitose. Soprattutto cose da 15 all'esame di stato.

Buoni saggi brevi.

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