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Il testo come definizione di un problema

di Umberto Santucci

Nella categoria: HOME | Strumenti di critica

Le domande
Le domande qualitative
Le domande quantitative
Mappa mentale

Il testo è una dichiarazione, un enunciato, una risposta.
Come risposta presuppone una domanda.
La domanda è un problema.
Per chi scrive, a monte dello scrivere, porsi le giuste domande significa definire correttamente il problema.
Definire il problema significa in gran parte risolverlo.
Il problema definito è il titolo.
La soluzione del problema è il testo.

Le domande

Ma come si fa a porsi le domande?
Uno schema sempre valido è quello delle cinque w più una h. Lo schema è stato proposto da Lasswell nel 1936 come base di un testo giornalistico, e successivamente arricchito e modificato. Oggi si usa in molte occasioni, dalla scrittura alla preparazione di un progetto.
Lo schema è:
what = che cosa (che cosa voglio dire o scrivere)
why = perché (con quale scopo scrivo)
who = chi (chi è il protagonista del mio testo, a chi mi rivolgo)
where = dove (dove avvengono i fatti, dove pubblicherò il mio testo)
when = quando (quando sono avvenuti i fatti, per narrare uso il passato o il presente...)
how = come ( come scrivo, con quale linguaggio e stile, come strutturo il mio testo).
Queste sono domande che definiscono la qualità del testo. Ad esse vanno aggiunte alcune domande quantitative.
Quanto dovrà essere lungo il mio testo?
Quanto potrà costare?
Quanto tempo ho a disposizione per tutto il processo di scrittura?

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Le domande qualitative

Ognuna di queste domande può esplodere in altre domande.
What
Che cosa scrivo? Voglio esprimermi o comunicare? Nel primo caso sono io che decido tutto, e spero che qualcuno mi capisca. Nel secondo caso devo adattarmi al destinatario della mia comunicazione.
Il testo è una poesia? È un racconto? È un commento critico? Una relazione? Deve spiegare qualcosa? È una argomentazione logica? È un elenco o una descrizione?
Why
Perché scrivo? Questa è la domanda fondamentale, ma è anche la più trascurata da chi scrive. A che serve quello che sto scrivendo? Sono il primo a scrivere di questo argomento, o altri l'hanno fatto prima di me? Che cosa aggiungo o cambio rispetto a tutto ciò che è stato scritto finora?
Il testo serve a intrattenere? A divertire? A far pensare? A informare? A documentare? Qual è il messaggio, l'argomento fondamentale che il lettore dovrebbe portar via con sé alla fine della lettura del mio testo?
Who
Chi scrive? L'autore è una voce "fuori campo" o si mette in gioco e si inserisce nel racconto? Il narratore racconta in prima persona o in terza persona ("io stavo uscendo dal cinema quando..." oppure "James stava uscendo dal cinema quando...")? È onnisciente o sa solo quello che la sua parte gli consente? Conosce l'assassino o lo deve scoprire insieme con il detective e il lettore?
Chi è il protagonista? Chi il deuteragonista? C'è un antagonista? Una guida che conduce e assiste gli eroi della storia? Quali sono le comparse? E il coro?
A chi ci rivolgiamo? Ad un pubblico generico o ad una nicchia particolare?
Where
Dove si svolge il nostro racconto? In un luogo reale (Milano, quartiere Gallaratese) o irreale (il Paese delle Meraviglie)? O virtuale (Neuromancer)? O in luoghi diversi (Wilbur Smith, "Monsone")?
Dove verrà pubblicato il mio testo? Sulla carta o sul web? Su un giornale o in un libro?
When
Quando avvengono i fatti di cui parlo, nel passato, nel presente, nel futuro o fuori dal tempo? Uso l'imperfetto o il presente? Uso antefatti, flash back, salti di tempo? Nella mia pagina racconto ciò che è accaduto in un minuto, in un giorno, in un anno, in un secolo? Uso montaggi a incastro, saltando da una storia all'altra e sviluppandole in parallelo?
How
Come scrivo? Che linguaggio uso? Generico o specialistico? Aulico o popolare? Tecnico o divulgativo?
Che stile uso? I periodi sono lunghi e circonvoluti o brevi e asciutti? Uso molti o pochi aggettivi? Molti o pochi termini astratti? Cerco di strutturare il mio testo dividendolo in paragrafi e organizzandolo in modo gerarchico, con argomenti generali suddivisi in argomenti particolari, o scrivo in un flusso continuo dall'inizio alla fine del testo? Uso illustrazioni e visualizzazioni? Esempi?
Rileggo e riscrivo il mio testo per correggere errori e migliorare lo stile? Come inizio e come finisco?

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Le domande quantitative

Quanto sarà lungo il mio testo? Giornalisti e copywriter devono fare testi di lunghezza stabilita in numero di righe o di battute. In altri casi la lunghezza è meno rigida. Tuttavia se si può è sempre meglio ridurre i propri testi, dire di più e meglio con meno pagine, meno periodi, meno righe, meno parole, meno sillabe.
Se sono un professional writer, quanto sarà pagato il mio lavoro? Se è pagato poco, devo cercare di sbrigarmi, mantenendo una qualità accettabile. Se è pagato bene devo fornire un livello eccellente. Quanto tempo ho a disposizione per tutto il processo di produzione del testo (pre-writing, free-writing, re-writing)?


Ecco dunque che, se ho risposto con un po' di buon senso a tutte queste domande (o le ho poste a tutti quelli che hanno a che fare con il mio testo, committenti, editori, collaboratori, pubblici), avrò definito abbastanza bene il "problema" che sarà risolto dal mio testo. Di conseguenza il mio testo non sarà vacuo e inutile, ma sarà la risposta essenziale e concreta ai problemi che erano stati posti a monte del testo.

Per approfondire la teoria e la pratica della definizione dei problemi, vedi http://www.problemsetting.it

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La struttura di un testo può essere rappresentata visivamente con una mappa mentale. Ecco la mappa di questo articolo, realizzata con Mindmanager (www.scatolepensanti.it):

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