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Bonjour tristesse, di Françoise Sagan, e il fascino della Costa azzurra

di Anna Lattanzi

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Uno spaccato di vita degli anni cinquanta, in un romanzo  ormai considerato un classico. Bonjour tristesse, un capolavoro della letteratura francese, accompagnato dal fascino della Costa Azzurra che fa da sfondo all’opera di Françoise Sagan.

Bonjour tristesse: La trama

CÚcile è una ragazza dal carattere frizzante e come ogni anno trascorre le vacanze estive in compagnia di suo padre in Costa Azzurra. I primi giorni passano nella totale spensieratezza: a far loro compagnia c’è l’attuale amante di Raymond, Elsa, una bella donna, anche se molto ingenua. A interrompere questa serena routine arriva Anne, un’amica della mamma di CÚcile, morta qualche anno prima. Il padre della ragazza si innamora follemente della donna, tanto da decidere di sposarla in pochi giorni, a costo di rinunciare alla sua vita fatta di lusso e ricchezze. CÚcile prova simpatia per Anne, ma la vede anche come una rivale e teme che la sua presenza possa farle perdere agio e libertà. Decide così di tessere la trama di un sottile inganno, atto a dividere la coppia, inconsapevole che il suo piano avrà tragici risvolti.

Bonjour tristesse: La Costa Azzurra

Bonjour tristesse è ambientato in un’elegante villa della Costa Azzurra, situata su un piccolo promontorio dal quale CÚcile e i suoi ospiti possono godere di un magnifico panorama e accedere comodamente alla bella e assolata spiaggia. La scenografia del libro rappresenta uno scorcio della Côte d’Azur, uno dei luoghi più belli della Francia e uno dei più pittoreschi al mondo. Luoghi pregni di fascino, dal clima mite tutto l’anno, capaci di conquistare l’animo di chiunque li visiti. Nizza, St Tropez, Antibes, Cannes sono solo alcune delle località più belle situate sulla costa. Spostandosi verso l’interno si possono visitare cittadine dal carattere provenzale come Grasse e Vence. Un angolo di paradiso, prediletto da chiunque voglia trovare luoghi vivi, vivaci e di una bellezza mozzafiato. Uno dei posti in cui Françoise Sagan  ha ambientato la storia è Antibes e sembra che una piccola parte della narrazione sia collocata anche a Vence, ma di quest’ ultima informazione non si è certi.

Antibes è una piccola e deliziosa località situata tra Cannes e Nizza e comprende altre due bellezze: il sobborgo di Juan- Les-Pins e il suggestivo promontorio di Cap d’Antibes.
Antibes è un gioiello che si affaccia sul mare, arricchito da una folta vegetazione, che nasconde come in un magico paesaggio case d’epoca e ville fastose. Bella la passeggiata sulla spiaggia, che anche d’inverno offre un tramonto unico e spettacolare. Incantevole la vista dal porto, dove la magnificenza delle barche ormeggiate, non nasconde l’attrattiva del paesaggio e del panorama che la posizione portuale offre. Da ammirare in tutto il suo splendore, il Castello Grimaldi, oggi museo Picasso, che ospita al suo interno tantissime opere realizzate dal pittore durante la sua permanenza ad Antibes.
Degno di nota è il sobborgo di Juan Les-Pins, graziosa località balneare di giorno e luogo di vita mondana di sera. Luogo carico d’incanto è la pineta Gould, uno scrigno di pace e serenità, dove in estate trovano spazio eventi come il Festival Internazionale del Jazz. Pittoresco è il percorso con le impronte delle mani dei musicisti che hanno suonato a Juan-Les-Pins.
Il promontorio di Cap d’Antibes è famoso per le bellissime ville che ospita, per gli hotel sontuosi e per la cappella di La Garaoupe, un posto decisamente singolare, che contiene la collezione di centinaia di ex voto di pescatori. Le spiagge di sabbia fine sono il fiore all’occhiello del territorio: basti pensare alla Spiaggia dei Pescatori, che offre un magnifico panorama sul Golfo di Juan-Les-Pins. Dal parcheggio della Garaoupe, parte una strada pedonale che giunge fino a Cap Gros. Da qui ha inizio il sentier du Littoral, una magnifica passeggiata fra pini e rocce a picco sul mare, che costeggia le mura di cinta dei castelli della Garoupe e della Croé.

Vence è un incantevole borgo medievale, ricco di monumenti e definito la Città d’arte, per via dei tanti artisti e letterati che vi hanno vissuto. Poco distante da Vence, c’è Saint Paul de Vence, un luogo magico, dalla vista panoramica unica e spettacolare e un interessante centro storico. La famosa Chapelle Matisse, uno dei monumenti più belli della Costa Azzurra, è stata progettata da Henry Matisse, che trascorre larga parte della sua vita a Vence. Una piccola cittadina, un concentrato di bellezza e suggestione il delizioso borgo. Non poteva scegliere ambientazione migliore la Sagan per dar vita ad una storia dove frivolezza, timori, arguzia e tragedia trovano il loro inverosimile equilibrio.

Bonjour tristesse: il romanzo maledetto

Sei settimane impiega Françoise Sagane per la stesura di quello che diventerà il suo romanzo di successo, che le donerà fama e le porterà distruzione. Ha 18 anni la scrittrice, quando nel 1953, dividendosi tra la scrivania di casa e i tavolini di un bar, mette nero su bianco Bonjour tristesse.
Una storia scandalosa quella del romanzo, che nel 1954 esplode nell’animo dei francesi. Un racconto tormentato, una narrazione di rapporti malati, pregna di quel cinismo pericoloso e di quella invisibile solitudine, incastonati in una libertà lontana dalla moralità, in cui la sessualità spadroneggia a discapito dell’amore. È di pesante impatto sulla letteratura francese dell’epoca, il romanzo scritto da una ragazza, poco più che adolescente, che parla dei piaceri corporali e della vita, in maniera semplice e diretta.

"Amo scrivere perché fare un romanzo è mentire, e io adoro mentire"

Una dichiarazione peccaminosa quella della Sagan, che però non impedisce al romanzo di avere un successo strepitoso: ben 800.000 copie vendute, a parte ristampe e traduzioni. Le vendite del libro volano, esattamente come la vita della Sagan, detta Kiki, che spicca il volo tra impegni, giudizi positivi della critica e perdizione personale.
Un romanzo atipico per quei tempi, che narra della caduta dell’anima diventata simbolo della morte in uno scenario pittoresco, fatto di sole, afa e mare. Una morte non solo spirituale, ma anche materiale, che accompagna ogni azione della protagonista, dalla più spensierata alla più torbida. CÚcile pervasa dal mal di vivere, una ragazza che alla compagnia dei suoi coetanei preferisce quella degli amici di suo padre, perché non riesce ad immaginare amico migliore di Raymond. Il rapporto CÚcile-Raymond, riprende largamente i tratti del complesso di Elettra. La giovane è in competizione con le donne di suo padre: lei vorrebbe Raymond tutto per sé. E quel momento arriva, il momento del tragico epilogo, quello del tragico compiacimento. Anne non c’è più a causa del terribile piano messo a punto dalla ragazza: lei e suo padre sono nuovamente insieme, parlano velatamente di Anne e sono tristi. Piano piano torna tutto alla normalità, anche quella tragica estate diventa un ricordo: padre e figlia nuovamente in vacanza, verso altri lidi, verso nuovi amori. A CÚcile di tanto in tanto torna in mente quella tragica estate e il nome di Anne. Qualcosa nasce in lei, qualcosa di nuovo e di inaspettato, che la ragazza accoglie dandole il giusto nome: bonjour tristesse.

Françoise Sagan: successo e perdizione

Dopo il successo di Bonjour tristesse, Françoise Sagan è considerata la ragazza prodigio e scrive quasi un libro all’anno, senza toccare più l’apice del successo del primo romanzo. Kiki diventa famosa in fretta, sin troppo velocemente. Kiki vuole godersi la vita e la sua popolarità, ma spesso lo fa nella maniera sbagliata: sesso, droga, gioco, alcool, sono ormai abitudini della sua vita quotidiana. La Sagan diventa un personaggio, l’icona della ribellione e dell’anticonformismo e in men che non si dica il personaggio seppellisce la scrittrice.

“Non faccio male a nessuno, se non a me stessa”.

Così Kiki tenta di giustificare le sue esagerazioni e il suo anticonformismo, tanto amato dalle nuove generazioni. Quello che non sa è che questa ribellione e il consumismo di cui sembra essere più vittima che carnefice, la porteranno verso la rovina. La Sagan sperpera tutti i suoi guadagni e muore nel 2004 da sola, alcolizzata, drogata e in miseria, vittima di un’embolia polmonare e di se stessa. Diventa naturale e inevitabile associare nel tempo la figura della Sagan a quella di CÚcile, bella, ribelle, distruttiva, maledetta.


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