Letteratour

www.letteratour.it ARTICOLO

Julie ou la Nouvelle Héloïse

di Anna Lattanzi

Nella categoria: HOME | TOURismi letterari

Una storia d’amore, i luoghi incantati della Svizzera e il paradosso del pensiero di Jean Jacques Rousseau, fanno della Julie ou la Nouvelle Héloïse un’opera unica e incantevole. Attraverso la storia di Saint-Preux e Julie d’Étange, ripercorreremo alcuni dei luoghi che fanno da sfondo alla passione dei due innamorati e quella formidabile contraddizione rispetto alla società dei suoi tempi, che è la dottrina roussoniana.

Julie ou la Nouvelle Héloïse e il castello di Chillon

C’era una volta un castello incantato, con un bellissimo giardino, dove gli innamorati si incontravano per un bacio furtivo…Il castello incantato esiste ancora in tutta la sua bellezza ed è proprio nei giardini e nelle stanze della fortezza di Chillon, che Jean Jacque Rousseau, imposta uno degli episodi più belli della storia del travagliato amore tra Saint-Preux e Julie d’Étange, i protagonisti de La Nouvelle Héloïse.
Le château de Chillon è una costruzione medievale che sorge su un isolotto situato sulla punta estrema del lago di Lemano, tra Villeneuve e Montreux. Una meraviglia che esplode in tutta la sua bellezza, sia nella parte esterna, che offre piacevoli passeggiate e una vista mozzafiato godibile dal dongione (si può ammirare la magnificenza dello specchio d’acqua su cui la struttura sorge e tutti i suoi dintorni), che nella parte interna con le sue maestose stanze bellamente arredate.
Il castello è prima residenza dei Savoia e dopo per mano dei bernesi si trasforma in prigione arsenale. Tale passaggio storico è ben visibile nella struttura interna dell’imponente costruzione, dove è possibile ammirare l’eleganza della Stanza dei Conti, una delle più belle, impreziosita da affreschi risalenti al XIV secolo e il buio inquietante delle fredde prigioni, in contrapposizione alla grazia e alla ricchezza dell’antica dimora.  
Visitando i sotterranei si prova un brivido di emozione ripensando al passo de La Nouvelle Héloïse, in cui Rousseau fa cenno alla detenzione di François Bonivard, incatenato a uno dei pali che ancora sono ben visibili nelle stanze carcerarie.

Nel 1798 dopo la rivoluzione di Vaud, la fortezza passa sotto la tutela del Canton Vaud: si avvia così una trasformazione che vede il castello abbandonare la sua fama di luogo di prigionia e sofferenza e acquistare quella di posto romantico e magico. Oggi il castello consegna al visitatore una storia in cui è ben saldo l’equilibrio tra fiaba e ombre di un passato crudo e crudele, il tutto incorniciato in un panorama fortemente suggestivo. Non poteva essere diversa la scelta di Rousseau: un’ambientazione come questa ha impreziosito la sua opera di un pizzico di magia in più.

Julie ou la Nouvelle Héloïse: la genesi

“Impossible parler à son propos d’ “accident” ou d’ “erreur de jeunesse”; longuement médité dans les moindres détails, il s’offre à nous bardé de préfaces, de notes, de commentaires. Écrit par un homme qui attegnait  le sommet de sa courbe vitale, il est resté au centre de ses preoccupations pendant cinq années. Et quelles années! Les plus dramatiques, les plus intensément vécues, les plus fécondes.”

È questo il pensiero di Bernard Guyon su La Nouvelle Héloïse di Rousseau: un romanzo che si stacca dallo stile roussoniano, la creatura eccezionale e unica dello scrittore ginevrino, che assume una posizione di spicco nella sua produzione letteraria. Impossibile parlare di un incidente o di un errore di gioventù, sentenzia il professore critico roussoniano: l’opera è frutto di cinque anni di lavoro, un lungo periodo vissuto intensamente dall’autore, aggiunge ancora il Guyon. Nulla quindi è lasciato al caso da Rousseau e contrariamente a quello che è stato il suo stile fino a quel momento, l’opera sembra proprio riflettere tutta l’angoscia della vita del letterato.

Lo scrittore ginevrino inizia a pensare alla stesura de La Nouvelle Héloïse nel 1756, periodo in cui frequenta con intensa passione Thérèse Le Vasseur. Nel contempo Rousseau, vive una forte crisi con la coterie holbachique, il gruppo di pensatori radicali dell’illuminismo francese, che incontra regolarmente condividendone il pensiero, da cui poi si allontana definitivamente. Tale distacco lo spinge ad abbandonare importanti progetti ed è causa di grande malessere per Rousseau, un tormento che lo porta all’isolamento e lo allontana dalla società e dagli uomini. È così che nascono i personaggi protagonisti del romanzo: essi prendono vita dalla ricerca di qualcosa che possa colmare quel vuoto, che l’autore identifica nella sua inadeguatezza a soddisfare l’impellente bisogno d’amore. Quello che il reale gli dona non basta più: Rousseau sente la necessità dell’immaginario, deve creare un incontro-scontro tra immaginazione e verità. Lo scrittore svizzero dona vita ad una storia fiabesca, rapportandola alla realtà del suo vissuto. Un libro, La Nouvelle Héloïse, che fa da specchio a tutta l’angoscia dello scrittore: una stesura lunga e impegnativa, che l’autore termina tra l’autunno del 1757 e l’inverno del 1758. La prima edizione viene pubblicata ad Amsterdam nel 1761.

Julie ou la Nouvelle Héloïse: la trama

La Nouvelle Héloïse è un romanzo epistolare contenente le lettere scambiate dai due amanti Saint-Preux e Julie d’Étange, che si alternano a quelle scritte da Claire, la cugina di Julie, da Édouard un amico comune e Monsieur de Wolmar il marito di Julie e da qualche altro personaggio di secondo piano. La giovane Julie è la figlia unica di una famiglia benestante e si innamora del suo precettore Saint-Preux, di umili origini. I due ragazzi sono consapevoli di non poter vivere il loro amore a causa dei pregiudizi della famiglia della giovane e dopo svariati e dolorosi fatti vissuti nella bella Montreux e nella romantica Vevey, si separano. Julie decide di sposare Wolmar, un amico di suo padre di nobili origini, pur non essendo innamorata di lui. La giovane in accordo con suo marito, decide di riavvicinarsi a Saint-Preux, nei confronti del quale pensa di nutrire solo un sentimento di amicizia e invita il suo ex precettore a trasferirsi a Clarens, dove vive con Wolmar. Presto la ragazza si rende conto che l’amore che prova per il suo ex amante non è mai svanito e mentre è in fin di vita, in seguito ad un brutto incidente accorso nel tentativo di salvare la vita al figlio minore, confessa a Saint-Preux il suo amore eterno per lui.

Julie ou la Nouvelle Héloïse e la passeggiata tra Montreux e Vevey

Il tormentato amore tra Julie e Saint-Preux ha come sfondo la città di Montreux e il piccolo comune di Vevey, collegati dalla bellissima passeggiata che ha visto, se pur nell’immaginario, i baci furtivi e gli sguardi sfuggenti dei due giovani. Entrambe le località si trovano nel Canton Vaud in Svizzera e si affacciano sul Lago di Ginevra, su quella parte definita Riviera Vodese. Montreux è circondata da vigneti e contemplata dalla bellezza delle Alpi, che con tutta la loro imponenza fanno da sfondo alla città. Condizionata da un clima molto mite, la località vodese si è guadagnata il nome di capitale della Riviera Vodese, un attributo che le si addice, vista la singolarità delle opere e delle costruzioni che la contraddistinguono, oltre la clemenza atmosferica. Quello che si vede non appena si imbocca la passeggiata sul lungo lago che collega Montreux a Vevey e poi al Castello di Chillon, è di una bellezza suggestiva e mozzafiato. Le tiepide temperature permettono a piante tipiche del Mediterraneo di vivere in tutto il loro splendore e per tutto l’anno: in primavera e in estate il lungo lago è impreziosito da una quantità innumerevole di fiori, che in parte persiste anche in inverno.
Vere e proprie sculture create dalle abili mani dei giardinieri allietano la vista e l’incontro con i grandi personaggi che hanno vissuto e la cui anima aleggia in queste località non manca. Statue a grandezza naturale come quella di Charlie Chaplin e Freddy Mercury, donano al lungo lago un fascino unico, permettendo un balzo nel passato, pur godendo di un bellissimo presente. Emozionante è una piccola ala dei giardini, che accoglie sculture che ritraggono personaggi del calibro di Aretha Franklin e Ray Charles.
Una grande forchetta di acciaio inossidabile spunta dal lago di Lemano, all’altezza di Vevey: questa simpatica e singolare scultura è opera di due artisti locali  Jean-Pierre Zaugg e Georges Favre, e vuole ricordare l’esistenza sulle sponde del lago del Museo dell’Alimentazione.
Montreux, la città dei fiori, dei grandi artisti e delle case che risalgono al periodo della Belle Époque come il Fairmont Le Montreux Palace, ammirabile in tutta la sua bellezza e la sua imponenza sulla strada lungo il lago. Romanticismo, incanto e i capolavori di questi luoghi, non potevano che alimentare il sentimento tra Julie e Saint-Preux e la sofferenza che ne è conseguita.

Julie ou la Nouvelle Héloïse: l’analisi

La Nouvelle Héloïse, è un romanzo dalla trama semplice e dal contenuto molto complesso: un’opera ben scritta, dalla quale emergono prepotentemente i temi del pensiero di Jean Jacque Rousseau:

  • la riscoperta dell’Io
  • il rapporto tra individuo e società
  • la possibilità di costruire una società ideale
  • l’esplorazione dello spirito e la riscoperta della religiosità

 

Lo scrittore ginevrino, in maniera essenziale e asciutta, pone alla base delle teorie morali, le teorie delle passioni: La Nouvelle Héloïse, infatti, vuole essere la descrizione del difficile cammino di un individuo che prova amore. Tale concetto conferisce all’opera originalità rispetto ai modelli di letteratura classica, anche nei confronti dell’epistolario di Pietro Abelardo ed Eloisa, da cui Rousseau ha tratto ispirazione per il titolo dell’opera.
Il pensiero roussoniano si allontana dal virtuosismo di cui sono intrisi sia gli scritti classici che quelli suoi contemporanei. La nuova Eloisa (Julie) non bandisce la passione come la Eloisa di Pietro Abelardo, anzi, riscopre l’amore attraverso il trasporto dei sensi: la passione, secondo il pensiero innovativo di Rousseau, non va scacciata a favore del virtuosismo. Passione e virtù, se pur incompatibili, si intersecano, creando un indispensabile sodalizio, non potendo fare a meno l’una dell’altra. Il percorso morale che Saint-Preux e Julie devono percorrere è lungo e tortuoso, ma è solo conoscendo il male che potranno approdare al bene. Commettere il peccato, per intraprendere poi la retta via è fondamentale per Rousseau: proprio per questo i due innamorati protagonisti, pensano a tutto il peggio prima di arrivare alla rettitudine e separarsi.

La Nouvelle Héloïse non è quindi solo un romanzo d’amore influenzato dalle esperienze di vita dello scrittore ginevrino, ma è anche una profonda riflessione morale dello scrittore sulla passione amorosa. Morale e passione sono elementi strettamente connessi tra loro: solo lottando e cedendo alla tentazioni si può poi trovare la forza di redimersi. La virtù non è quindi dell’animo umano: l’uomo non nasce integerrimo, il virtuosismo si conquista, anche e soprattutto con l’errore, dopo che lo si è commesso e se ne è compreso il significato.

La Nouvelle Héloïse è quindi un romanzo che condanna la passione e l’amore? Assolutamente no. L’opera di Rousseau esalta l’Amore, quell’Amore che deve essere puro, lontano dagli eccessi della passione fisica: quel sentimento dello spirito che va oltre l’atto sessuale e restituisce moralità all’individuo. È questo il motivo per cui la vera grande svolta per i due amanti avviene dopo il loro incontro carnale: il peccato commesso, l’errore o la caduta come dir si voglia, conduce verso un nuovo Amore puro e morale. A Saint-Preux e a Julie non viene data la possibilità di vivere la passione così come vorrebbero, ma vengono concesse loro privazioni e sofferenze, tanto da riuscire a scoprire quell’amore puro, che prescinde dal piacere corporeo.

Altro punto fondamentale del romanzo è il matrimonio che Julie, la nuova Eloisa, decide di contrarre con Wolmar, un’unione che segna la redenzione della ragazza. Da una parte l’unione definitiva con l’uomo che non ama e dall’altra la costituzione di Clarens, la società ideale. Julie riesce in qualche modo a rendere puro l’amore coniugale, liberandolo dalla passione e dagli eccessi e conferendogli unicamente un aspetto carico di virtuosismo. Tale amore si fonde con l’etica che caratterizza Clarens, a sottolineare quanto sia importante la società e non la coppia nella comunità. A Clarens i coniugi Wolmar vivono in una tenuta di famiglia, insieme a pochi amici e ai domestici. Con la collaborazione della gente del posto, i signori Wolmar danno vita ad una piccola società ideale gestita da ordine pace e innocenza, senza fasti ed eccessi, in contrapposizione alla collettività dell’epoca fatta di ricchezze e sprechi. La ricerca dell’Io non è quindi fine a se stessa per Rousseau, ma conduce alla società, a quella comunità in cui integrare lo spirito, il puro amore, la coppia stessa e la propria religiosità.

La Nouvelle Héloïse: conclusioni

La Nouvelle Héloïse si rivela quindi un’opera maestra, multiforme e articolata, capace di esprimere pienamente il complesso pensiero di Jean Jacque Rousseau. Il romanzo mette in luce come la passione amorosa si possa presentare sotto svariate forme: Julie vive prima l’amore per i suoi genitori, poi per Saint-Preux, in seguito per suo marito e poi da la vita per salvare suo figlio. Ogni forma di passione provata da Julie è diversa, ma tutte riconducibili all’unico grande sentimento quale è l’Amore. Tale passione, secondo Rousseau, va ricercata negli aspetti più profondi e reconditi dell’animo umano e non va scissa dal comportamento dell’individuo all’interno della società, tantomeno dalla comunità stessa. L’opera roussoniana non condanna le debolezze umane, non ne bandisce le fragilità, anzi, le esalta, considerandole il punto di partenza per il raggiungimento della libertà. La storia di Saint-Preux e Julie, non si riduce pertanto ad una semplice storia d’amore, ma diventa il simbolo dello status umano. Il puro amore deve essere astratto: solo in questo modo l’uomo può raggiungere la vera felicità e diventare un essere virtuoso all’interno della comunità. La ricerca del virtuosismo e il bando delle passioni dopo la caduta, comporta un perenne contrasto tra amore e desiderio che farà sempre parte dell’animo umano. Per quanto l’uomo possa sforzarsi, tale contrapposizione sarà sempre presente nel suo spirito. Il soggetto amoroso è quindi ambivalente e questa conclusione fa della teoria roussoniana, un pensiero di una realtà inquietantemente attuale.


Iscriviti alla Newsletter
Leggi le nostre Politiche sulla Privacy








Leggi anche:


Collabora!

Vuoi pubblicare un articolo o una recensione?
  Scopri come collaborare con noi


Condividi questa pagina



I nostri blogger


Rosario Frasca
VAI AL BLOG

Elio Ria
VAI AL BLOG

Anna Stella Scerbo
VAI AL BLOG

Rosella Rapa
VAI AL BLOG

Anna Lattanzi
VAI AL BLOG



www.letteratour.it