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STRUMENTI

Equivoci nell'antico Egitto
Parliamo la stessa lingua?

di Eloise Lonobile

Nella categoria: HOME | Lingua e comunicazione

 

Dalla divertente e interessante raccolta di Achille Campanile, "In campagna è un'altra cosa", riportiamo un passo molto significativo che solleva la questione della corretta interpretazione del messaggio: affinché l'atto comunicativo riesca, tra mittente e ricevente deve esserci conoscenza del codice. In altre parole, prima di mandare un messaggio a qualcuno, assicuriamoci di parlare la stessa lingua!
Buona lettura...

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Un giovane egiziano, Ramesse, poco esperto in geroglifici, scrive una dichiarazione d'amore a una ragazza...

"Le dirò", fece: "Soave fanciulla... (e disegnò alla meno peggio una fanciulla cercando di darle un'aria quanto più fosse possibile soave).

...dal primo istante in cui vi ho vista... (Cercò di disegnare un occhio aperto e appassionato).

 

...il mio pensiero vola a voi... (Come esprimere questo concetto poetico? Ecco: Tracciò sul papiro un uccello).

 

...Se non siete insensibile ai miei dardi d'amore... (E disegnò una freccia scagliata)

 

...trovatevi tra sette mesi... (Sette piccole lune s'allinearono sul papiro).

...lì dove il sacro Nilo fa un gomito... (Questo era molto facile; all'innamorato bastò tracciare un fiumicello a zig-zag)

 

...e precisamente vicino al tempio di Anubi... (Anche questo era facile, l'immagine del dio dal corpo d'uomo e dalla testa di cane essendo nota a tutti)

 

...perché possa esternarvi i sensi di una rispettosa ammirazione... (Disegnò se stesso che s'inginocchiava)

...Mi creda, con perfetta osservanza, eccetera, eccetera".

Terminata l'improba fatica, il giovine e intraprendente egizio consegnò la lettera al servitore:
"Portala alla figlia di Psammetico", disse. "È urgente".
"Oh", fece il vecchio analfabeta, "il grazioso cannocchiale!".
"È un papiro, asino. C'è risposta".

Dopo poco, la soave figlia di Psammetico decifrava i disegni non troppo riusciti dal giovine Ramesse, dando ad essi la seguente interpretazione:

"Detestabile zoppa ...ho mangiato un uovo al tegamino... voi siete un'oca perfetta... ma, nel fisico, assomigliate piuttosto a una lisca di pesce... Vi piglierò a sassate... Siete un ignobile vermiciattolo... e avete bisogno della protezione di Anubi...
("Mascalzone!", pensò la fanciulla. "Anubi è il protettore delle mummie!").
...Ora smetto, perché debbo pulirmi le scarpe.
Saluti, eccetera, eccetera.

"Grandissimo vigliacco", strillò la ragazza. "Ora ti accomodo io!"...
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