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Il viaggio dei viaggi, di Gianluca Barbera

di Eloise Lonobile

Nella categoria: HOME | Nuovi autori

«Ora la mia mappa del mondo cessa di essere qualcosa di astratto per divenire tangibile. Una cosa viva, che mi apparterrà per sempre. Auguro qualcosa di simile a ciascuno di voi»

 

Quando ci si imbatte in un romanzo come quello di Gianluca Barbera si riscoprono molteplici piaceri, tutti insieme: il piacere della lettura, ovviamente, il piacere di un'espressione pulita e colta, e il piacere di viaggiare.

Diceva Montaigne che in viaggio ci si trova nella stessa situazione di coloro che, impegnati nella lettura di un libro, sono presi dal timore che finisca troppo presto. Il paragone è perfettamente reversibile, tanto più che la lettura ha assunto da sempre la terminologia del viaggio periglioso. Non sorprenda allora se consideriamo quello del lettore un viaggio nel viaggio [...]

Questa introduzione di Attilio Brilli al suo saggio Quando viaggiare era un'arte (p. 7, ed. Il Mulino, 1995) sembra fatta su misura per introdurre anche Il viaggio dei viaggi. Con un'appendice in più: questo romanzo non è solo un libro, il che già di per sé ci porterebbe in mondi lontani, ma è un libro che ci racconta di viaggi, nella sua dimensione più straordinaria, totale, straniante, definitiva: i viaggi dei grandi esploratori, di quegli uomini per cui partire significava uscire totalmente dalle coordinate conosciute per andare incontro a mondi nuovi, vere e proprie rivoluzioni spaziali, sensoriali e mentali. E il tutto viene magistralmente inquadrato in una cornice rassicurante e familiare, quella di una tranquilla gita scolastica di una classe di quinta superiore in un «Museo dei grandi viaggi d'avventura».

Il punto di vista di questo romanzo è quello di un professore di Storia che accompagna la scolaresca, tale Prof. Terranova: non un nome scelto a caso ovviamente, dal quale si evince quanto la presenza dell'autore faccia capolino in tutta la narrazione con un certo sguardo divertito, e con lo stesso spirito conduca sapientemente il gioco narrativo. Discorsi diretti, entre-temps tipici da commedia, scenette al limite del burlesque prendono piede lungo le pagine durante la visita e ci introducono così, seguendo il percorso delle sale museali, ai vari viaggi d'esplorazione che il professore si ritrova a vivere in prima persona, in sogno. I più grandi esploratori e viaggiatori del mondo diventano presenze tangibili e ci permettono di immedesimarci nelle loro spedizioni, rivivendole attraverso le pagine: da Charles Darwin a bordo della Beagle, alla trasvolata del Polo Nord del generale Nobile, passando per la circumnavigazione del globo, la scoperta di antichi reperti egiziani e altri incredibili avventure.

La cosa più entusiasmante di questi racconti è la capacità di Barbera di calarsi nell'atmosfera umana e persino un po' buffa di questi esploratori e delle loro peripezie; ed è qui che tocchiamo con mano, pur nella sua dimensione assolutamente romanzata, la loro "vera vita" e quella delle situazioni che hanno vissuto: ce li rende insomma meno algidamente storici e più verosimili, fin nelle loro (ahimé frequenti) disavventure, che racconta spesso con una vena ironica:

E poi di nuovo sulla strada per Milano e Torino, fino al Moncenisio e ai valichi alpini, pronti a lasciarsi alle spalle quella straniante terra ritenuta «culla di civiltà e di oblio», diretti in un turbinio di emozioni a Lione e alla fertile terra di Francia. Dove però non giunsero mai. Una immensa valanga discesa dal ghiacciaio sovrastante li colse mentre percorrevano l’accidentato sentiero del Muraglione, tra dirupi e boscaglie infinite. I loro corpi non furono mai ritrovati. Il manoscritto del Castello di Otranto e quello dell’Elegia scritta in un cimitero di campagna, miracolosamente sì. Per di più in ottimo stato. Forse un modo per ricordarci che l’arte ci sopravvive?

I viaggi si accompagnano sempre di magnifiche descrizioni, tanto più in questo romanzo dove si racconta di pionieri che si sono trovati di fronte a paesaggi nuovi e spesso imponenti:

[U]na settimana dopo aver lasciato lo Stretto di Magellano ci infilammo in un braccio di mare che si insinuava tra ossenti montagne dalle cui pareti si staccavano enormi blocchi di ghiaccio che scivolavano in acqua prendendo il largo, alla deriva. Iceberg alti e spettrali come la cattedrale di Westminster. Tonnellate e tonnellate d’acqua. Forse addirittura un terzo dell’acqua dolce di tutto il pianeta. Alcuni raggiungevano cinquanta metri di altezza e rappresentavano il terrore delle rare imbarcazioni che solcavano quelle acque. Per valli e canaloni, lungo i versanti più scoscesi, vedevo fiumi di ghiaccio scendere verso il mare con un rumore assordante. Enormi blocchi precipitavano dai dirupi producendo un rimbombo così cupo da gelare il sangue: parevano cannonate sparate da una nave da guerra. Senza contare che, crollando in acqua, sollevavano giganteschi cavalloni che si abbattevano sulle coste spazzando via ogni cosa.

Peripezie, grandi movimenti, incredibili scoperte, inaspettati risvolti vengono dunque raccontati pur mantenendo un certo distacco autoriale, grazie a quella verve ironica che non lascia mai le pagine del romanzo e trova massima espressione proprio in Terranova, il professore di Storia che fa da collante a tutto il romanzo e a cui tuttavia, sul finale, è lasciato il sublime compito di congedarsi dal lettore.

Ed è proprio sul finale che la vena ironica si arrende alla pura magia del racconto, a quel sottile piacere che da tempi immemori ha tenuto in sospeso il fiato a chi ascoltava le Storie, che deriva - come direbbe un mio caro amico - dal piacere dell'affabulazione. Ma qui, a dire il vero, questo piacere non è affatto troppo sottile, bensì genuinamente pieno ed intenso: perché accompagnato dagli occhi schietti e incantati di una bambina, capace di credere alla meravigliosa finzione del Viaggio letterario, e di farcene per ciò stesso dono.

 

Il libro

EDITORE: SOLFERINO
AUTORE: GIANLUCA BARBERA
PAGINE: 272
ISBN: 978-88-282-0427-5
COLLANA: NARRATORI
FORMATO: BROSSURA CON ALETTE

 

L'autore

Gianluca Barbera è nato a Reggio Emilia nel 1965 e vive a Siena.

Lavora in ambito editoriale e ha pubblicato racconti su riviste e in antologie oltre a diversi romanzi, tra cui ricordiamo i più recenti Magellano (2018) e Marco Polo (2019), entrambi editi da Castelvecchi e vincitori di numerosi premi.

 

 

Eloise Lonobile (classe 1976) lavora nel campo dell'editoria multimediale. Ma la passione per la letteratura, perfezionata con una Laurea all'Università di Pisa, accompagna da sempre la sua vita. Letteratour ne è il prodotto principale.

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