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Piccolo tributo ad Alda Merini

 

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Vita e Opere
Poesie scelte
Rassegna stampa

Vita e Opere (21 marzo 1931 - 01 novembre 2009)

Nel 1953, giuovanissima, esordisce con La presenza di Orfeo. Dopo Tu sei Pietro (1961), un ventennio di silenzio è stato segnato da una dolorosa malattia e dall'esperienza manicomiale (L'altra verità. Diario di una diversa, 1986). Ripresa l'attività poetica (La Terra Santa, 1984), la sua lirica s'impone per densità visionaria e per tensione erotico-religiosa: Testamento (1988), Vuoto d'amore (1991), Ballate non pagate (1995, premio Viareggio). È autrice anche di raccolte di prose: Delirio amoroso (1989), Il tormento delle figure (1990), La pazza della porta accanto (1995), La vita facile (1996), Un'anima indocile (1997).
Sempre nel 1997 vengono pubblicate dall'editore Girardi la raccolta di poesie "La Volpe e il sipario", dove è più che mai evidente la tecnica della poesia che nasce spontaneamente in forma orale e che altri trascrivono. Si assiste pertanto, a proposito di Merini, al fenomeno di un'oralità che conduce sempre più verso testi assai brevi e, infine, all'aforisma. Nel novembre 1997 viene pubblicato il libro "Curva di fuga".
Sono questi gli anni in cui la produzione aforistica di Merini diventa molto ricca, come testimonia nel 1997 "Il Catalogo Generale delle Edizioni Pulcinoelefante". I minitesti di Alda Meriniri risultano essere più di cinquecento. Nel 1999 in "Aforismi e magie", viene raccolto per la prima volta il meglio di quel genere. La collaborazione con i piccoli editori - che comprendono, oltre "Pulcinoelefante", lo "Zanetto", la "Vita felice", il "Melangolo" e altri - ha portato ad altri minitesti come, tra gli ultimi pubblicati, "Lettera ai figli" , edito da Michelangelo Camilliti per l'edizione "Lietocollelibri" e illustrato da otto disegni onirici e surreali di Alberto Casiraghi.
Nel 2000 esce "Superba è la notte". I versi che compongono la raccolta sono stati scritti nel periodo che va dal 1996 al 1999 . Non essendo stato possibile dare al materiale un ordine cronologico i curatori si sono basati sull'omogeneità tematica e stilistica complessiva dell'opera. Nel 2002 viene stampato un volumetto dal titolo "Folle, folle, folle d'amore per te", con un pensiero di Roberto Vecchioni che nel 1999 aveva scritto Canzone per Alda Merini , e nel 2003 la "Einaudi Stile Libero" pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo Più bella della poesia è stata la mia vita .
Molto importante è il carattere mistico della più recente poetica della Merini, che raccoglie una serie di libri tutti editi da Frassinelli che inizia con la pubblicazione del testo "L'anima innamorata" (2000), cui seguono testi sempre di carattere mistico (Corpo d'amore, Poema della croce, Francesco, canto di una creatura). Nel 2002 viene pubblicato "Magnificat, un incontro con Maria" , nel 2003 "La carne degli Angeli" ; poi "Corpo d'amore" (2004), "Poema della Croce" (2005), "Cantico dei Vangeli" (2006), "Francesco, canto di una creatura" (2007) "Mistica d'amore" (2008), "Padre mio" (2009).

Nel febbraio del 2004 Merini viene ricoverata all'Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Da tutta Italia vengono inviate e-mail a sostegno di un appello lanciato da un amico della scrittrice che richiede aiuto economico. Sorgono numerosi blog telematici e siti internet nei quali viene richiesto l'intervento del sindaco di Milano Gabriele Albertini. La scrittrice ritorna successivamente nella sua casa di Porta Ticinese.
Durante l'estate 2004 molte sono state le iniziative sorte per far conoscere in maniera più diffusa la poesia di Alda Merini. Si cita ad esempio l'incontro che si è tenuto il 21 luglio al Teatro Romano dal titolo "Ebrietudine, omaggio ad Alda Merini", sei cantate composte da Federico Gozzelino su poesie di Alda Merini.
Alla fine del 2005 esce per Crocetti Editore "'Nel cerchio di un pensiero (teatro per voce sola)' " raccolta nata dalle dettature telefoniche di Alda Merini a Marco Campedelli. Vengono riportate 53 poesie, quasi tutte inedite curate nella edizione da Roberto Fattore, Luca Bragaja, lo stesso Marco Campedelli e Massimo Natale. Per sottolineare la natura orale e "orfica" dei componimenti è stato scelto di non inserire segni di interpunzione tra e nei versi per lasciarli liberi così come sono nati.
Del 2005 è anche la raccolta "Le briglie d'oro (Poesie per Marina 1984-2004)", edita da Scheiwiller. Nel 2006 si avvicina al genere noir con La nera novella , edita da Rizzoli.
Alda Merini muore il 1 novembre 2009 a causa di un tumore osseo al San Paolo di Milano. Dopo l'allestimento della camera ardente, i funerali di stato sono stati celebrati nel pomeriggio del 4 novembre nel Duomo di Milano.

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Poesie scelte

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.

da "La volpe e il sipario"

Corpo, ludibrio grigio
con le tue scarlatte voglie,
fino a quando mi imprigionerai?
anima circonflessa,
circonfusa e incapace,
anima circoncisa, che fai distesa nel corpo?

da "La Terra Santa"

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch'io lanci un urlo inumano,
quell'urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

da "Vuoto d'amore"

Bambino

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

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Rassegna stampa

«Sono numerosi i cittadini milanesi accorsi alla camera ardente di Alda Merini per dare un ultimo saluto alla potessa. Molti hanno portato un fiore, praticamente tutti si sono fermati per lasciarle quello che forse aveva amato di più: parole, scritte fitte nei registri destinati alle firme dei visitatori che in breve si sono riempiti di pensieri. Ad aprire la camera ardente, allestita nella sede del Comune di Milano, è stata questa mattina Letizia Moratti, sindaco della città, che ha voluto donarle la sala d?onore in nome dell?amore reciproco che legava la Merini a Milano e viceversa» [La Stampa]

«Una canzone per dire addio a una poetessa. Giovanni Nuti la intona con passione, sa che l'amica Alda la ascolterà per l'ultima volta. La amava così tanto da viva, ricorda il cantautore (...) Chiedeva ospitalità per il suo dolore, dice invece monsignor Brambilla. E questa "può essere la chiave per leggere la parabola umana e poetica di Alda Merini", afferma il vicario per la Cultura della diocesi di Milano. Che ricorda però anche l'essere madre di Alda, come le si illuminavano gli occhi quando parlava dei nipoti, il fortissimo legame con la sua città. Con i Navigli, soprattutto, il quartiere di una vita, che vorrebbero intitolarle un ponte. E poi l'amore, tra possesso e paura folle della perdita, "la stessa ferita della fede". Per una vita di poesia e malattia che la morte ha interrotto, ma non spento » [La Repubblica]

«Di fronte alla notorietà che il suo nome era andato guadagnando a partire dagli anni Ottanta (ma le poesie di una Merini adolescente, di soli sedici anni, meritarono di essere inserite da Giacinto Spagnoletti nella Antologia della poesia italiana 1909-1949) disse, sempre durante le ore di telefonata di quel lontano gennaio: "Il successo.ma abbiamo pagato, pagato caro, con il male. Eppure si deve sapere che la poesia non nasce dal dolore, dal male non nasce nulla. La poesia nasce dalla gioia e è destinata agli altri. Che senso avrebbe la vita se non fosse regalata agli altri".» [Corriere del Veneto]

«Sono stati migliaia i milanesi che si sono recati a portare il loro saluto alla camera ardente allestita a Palazzo Marino e a stringere le mani alle figlie della poetessa, Barbara, Emanuela, Simona e Flavia raccolte intorno al feretro di legno scuro coperto di fiori. Le figlie erano presenti a fianco dei vertici delle istituzioni milanesi. Tantissime le dediche raccolte in questi due giorni sui sei registri delle firme posti all'ingresso della camera ardente: saluti, versi poetici e ringraziamenti per "la piccola ape furibonda" (come si era definita la Merini in un suo aforisma) che, con la sua vita difficile e la sua opera sofferta ha segnato la storia culturale non solo di Milano» [TGcom]

«"Ciò che conta è l'uscita, perché nel mondo si entra in qualsiasi modo". Andrea Pinketts, intervenuto in Duomo ieri pomeriggio per i funerali di Alda Merini, riassume in una frase l'atteggiamento di Milano nei confronti della sua poetessa, cui sono stati riservati i massimi onori solo alla fine. Dal piccolo appartamento sui Navigli - "in quel guazzabuglio di cose in cui il suo cuore ritrovava la dimensione domestica» come ricorda monsignor Franco Brambilla vicario episcopale per la cultura della diocesi dei Milano, che ha officiato la messa - dove riceveva chiunque suonasse al campanello, ai funerali di Stato in Duomo, affollato da migliaia di persone, " gente umile che ha tanto amato, a cui ha dato voce e da cui è stata ricambiata - commenta Brambilla-. Ognuno avrebbe la sua Merini da raccontare» [Il Giornale]

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