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Il Visone Bianco, di Adélaide de Clermont-Tonnerre

di Nausicaa Baldasso

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Adélaïde de Clermont-Tonnerre con Il visone bianco, suo romanzo d'esordio, ha vinto il Prix Maison de la Presse, il Prix Françoise Sagan ed è stata finalista al Goncourt nella sezione opera prima.
Attualmente collabora con la rivista "Point de Vue".

Il romanzo inizia con il funerale della scrittrice Zita Chalitzine a cui partecipa anche la figlia Ondine.
In realtà a morire non è solo la donna, ma progressivamente saranno un insieme di barriere e pregiudizi che contraddistinguono il rapporto fra madre e figlia.
La storia è totalmente incentrata sulla vita di Zita ed è narrata attraverso la sua biografia letta pian piano da suo marito Pierre con l'incarico di svelare ad Ondine il vero nome del padre.

Pierre abbandonò di nuovo il manoscritto, in preda a una dolorosa agitazione. Aveva bisogno di prendere aria. Quei ricordi erano troppo per lui

Ondine odia profondamente la madre Zita perché questà è analfabeta di sentimenti, tormentata da una esistenza complicata nella quale la distinzione fra realtà e finzione sembra possibile solo nella scrittura.

Mia figlia aveva spostato il suo rancore sulla letteratura, quella strana cosa, quel mondo parallelo che, nella sua mente, avevo sempre preferito a lei

Pensavo che avresti continuato a crescere come una pianta che sarebbe bastato innaffiare. Credevo che il mio ruolo si sarebbe limitato a nutrirti, vestirti e  mantenerti in buona salute, e che il tuo avvenire sarebbe appartenuto soltanto a te.

La accusa di non averle mai fatto da madre né di averle mai fatto provare cosa significhi essere una figlia.

Una scrittura cruda e ruvida che non manca di slanci sentimentali ed intrecci passionali, non si riesce a fermarsi, si vuole conoscere il vero eroe della storia, colui che ha fatto innamorare Zita a tal punto da renderla gravida.
Zita, una prostituta di lusso dalla personalità coraggiosa, ardente di desiderio per la conoscenza ed estremamente infelice ha però la capacità di trasmettere a tutti gli uomini che incontra il proprio magnetismo affascinandoli e legandoli a sé per sempre:

“Ero troppo emarginata […]”

Lo scrittore Romain, folgorato dalla fanciullesca immagine di Zita, non perde l'occasione nonostante i ripetuti tradimenti di aiutarla:

Il tradimento è metafisico, per me. E’ l’eterno ritorno, il tempo ciclico dei greci. L’unico modo di avere un altrove restando nello stesso posto, di avere diverse vite quando si sta finendo la sola che Dio ci ha dato

Pierre, marito per metà, marito trascurato, forse poco amato, descrive la donna come un angelo dal quale non si riesce a separare:

Avevano passato una notte di tenerezza senza nemmeno fare l’amore, accontentandosi di sguardi e carezze. Pensava che fosse l’inizio di una nuova vita. Era stata la loro ultima notte

Timothée, amico di infanzia e poi guerriero della morte, combatte il cancro insieme a Zita, regalandole istanti di purà sincerità, restandole accanto nei momenti più tortuosi, prestandole il fianco, ma soprattutto il cuore.

Sono solo le donne ad odiarla.
Solange la migliore amica, la madre e la figlia Ondine.
Zita non è capace di stare con le donne, prevaricatrice indiretta, assetata di visibilità.
Ma l'amore disperato e profondo di Zita per Ondine trabocca tra le pagine della storia, perché se di una cosa si può essere certi leggendo questo capolavoro è che anche una donna come lei ha capito il valore della vita solo attraverso la nascita.

Ho voluto dal fondo della mia anima e del mio cuore che vivesse e che tu vivessi. Salvarvi. Non mi rendevo conto, amore mio, che partorirti era soltanto l’inizio, la parte più facile

Necessariamente si piange leggendo "Il Visone Bianco" perché il miscuglio tra amarezza e purezza è talmente equilibrato da fare paura.

 

Nausicaa Baldasso (04/05/1984) è laureata in Scienze sociali statistiche applicate. E' stata più volte finalista in vari concorsi e ha vinto il Premio Nazionale di Scrittura Creativa Piccola Giorgia Russo Una fiaba... è per sempre nel 2017.

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