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L'Usignolo, di Kristin Hannah

di Nausicaa Baldasso

Nella categoria: HOME | Recensioni

Traduttore: F. Garlaschelli
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2016
Pagine: 466 p., Rilegato

La rivincita nell'ombra

I nazisti attaccano la Francia.
Parigi di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Un’invasione barbarica.

Questo romanzo ha il potere di dare voce alle donne come nessun moto femminista è riuscito mai nella storia.
Si è letteralmente rapiti dall'energia che emanano le due protagoniste: Vivienne e Isabelle.

Una restia a combattere, ma che fa di ogni giorno la sua guerra, ospitando un tedesco nella propria casa, nella propria intimità. Da quel momento ogni suo movimento è tenuto d'occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo.

L'altra invece che non accetta di stare ferma a guardare e vuole lottare per la sua amata patria.
Isabelle che vuole essere ricordata per le proprie azioni, che desidera essere eroina soprattutto per se stessa. L’Usignolo.
Perché compiendo qualcosa di eroico nessuno può dimenticarti.

Ribelle ed emancipata fino all’estremo si lascia andare all'incoscienza della giovinezza amando la paura, il dolore e la sofferenza, compiacendosi tra le braccia del suo amato Gaetan, un partigiano convinto che in lei trova l'Amore, quello vero, quello che può durare un minuto come un'eternità, ma che è in grado di bruciare intensamente.

Entrambe distrutte, ma con lo spirito di arrivare alla fine.

Vivienne attende le giornate nella speranza di rincontrare il suo caro marito Antoine che l'ha salvata dalla sua triste esistenza infantile e che più di chiunque altro la conosce nella sua intima essenza.

Vivienne come la vita, è l'unica a sopravvivere delle due, e la sua vittoria si dimostra con il parto,
tanto atteso e imprevedibile di un bambino.

Isabelle muore fra le braccia di Gaetan senza capelli, né denti né unghie, ma bellissima come la prima volta che s’incontrarono, lui un fuggitivo, sporco e pericoloso, lei una principessa delicata osservata minuziosamente dai tutti i passanti.

La vittoria di Isabelle non è facilmente identificabile.

Ma ciò che resta nel lettore più attento è il raggiungimento dell'approvazione paterna.

Un padre che per la patria e per la sicurezza aveva abbandonato e allontanato le figlie.
Un padre che per Vivienne era un orco da odiare, mentre per Isabelle un idolo da conquistare.
Un padre che in realtà ha sempre amato le figlie.

Al termine della guerra Isabelle si rispecchia nella sua adorata patria Parigi per la quale si è immortalata per sempre.

 « La sua amata città era come una cortigiana un tempo bellissima
e ora invecchiata, dimagrita, stanca e abbandonata dai suoi amanti.
In meno di un anno, il frastuono incessante degli stivali militari tedeschi sulle strade aveva privato quella maestosa città della sua essenza e le svastiche su ogni monumento l'avevano sfigurata! »

La passione di questa storia è tale da legarsi alle pagine del libro fino alla fine.

Non sono descritte scene raccapriccianti o di sangue a profusione ma immagini selezionate che conducono nella psicologia dei personaggi a tal punto da imparare a conoscerli, addirittura come amici.
Quando ti trovi all’ultima pagina, vorresti ricominciare dalla prima.

 


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