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Bersaglio mobile - nome in Codice Aesinas (agente 008)

di Isabella Fantin

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I vertici del partito nazionalsocialista organizzarono numerose missioni per ‘catturare’ Tacito ovvero il più antico manoscritto in scrittura umanistica della Germania per farne arbitrariamente un “remoto pilastro del pangermanesimo” (Luciano Canfora).

Ripetuti raid di gruppi di S.S, la via della mediazione, un’ultima disperata offensiva non sortirono l’effetto agognato con profondo disappunto di Himmler.
Ricostruiamo ab ovo una lunga e perigliosa caccia all’uomo. Nel nostro caso al codice.

 

La Germania di Tacito tradotta da Marinetti, Notaro, Roma,1930

  • Nel 1455 Tacito giunge in Italia grazie alla complicità di un monaco, tal Enoch d’Ascoli, che lo fa viaggiare sotto copertura nel Codice miscellaneo di Hersfeld. Secondo l’Intelligence Enoch d’Ascoli, alle dipendenze di papa Niccolò V, è attivo nell’Europa settentrionale alla ricerca di codici antichi.
  • Dopo una latitanza plurisecolare di cui ad oggi si ignorano le dinamiche - si ipotizza col supporto logistico degli amanti delle Belle Lettere - nel 1902, nella biblioteca del conte Aurelio Guglielmi Balleani a Jesi, Tacito viene casualmente scovato da un professore di greco e latino, tal Cesare Annibaldi. Uscito allo scoperto viene ribattezzato Codex Aesinas n. 8 dal luogo del ritrovamento: Jesi (in latino Aesis). Il numero ordinale rimanda agli unici otto fogli originali restanti del Codice di Hersfeld andato perduto.
    Al momento Tacito è al sicuro in territorio amico.
  • Negli anni Venti e Trenta del Novecento, nome in Codice Aesinas (agente 008) scampa alle prime imboscate tedesche. Il Furher e il suo entourage, infatti, ritenendolo conforme all’ideologia del Partito, mirano ad organizzare un’operazione di manipolazione della storia ad ampio raggio.
  • Nel 1936 in occasione delle Olimpiadi di Berlino, Mussolini acconsente alla pressante richiesta del Furher di consegnargli il codice, divenuto una vera ossessione soprattutto per Himmler. Rientrato in Italia, il Duce è costretto a rimangiarsi la parola a fronte del muro ostativo degli studiosi italiani.
    Tacito, ancora a Jesi, è pronto a vendere cara la pelle.
  • Giardino di Villa Fontedemo (Jesi)

  • Dopo l’armistizio del settembre 1943 ‘il gioco si fa duro’. Un commando alle dirette dipendenze delle S.S, ora esercito di occupazione in Italia, fa un raid a Villa Fontedemo, sita poco fuori Jesi, una delle proprietà dei conti Guglielmi Balleani. Tacito non si trova.
    A stretto giro di posta segue un secondo raid: il palazzo di proprietà del conte Aurelio in piazza Federico II a Jesi viene messo a ferro e fuoco. Invano. Codex Aesinas (agente 008), dentro una cassa di legno nei locali adiacenti alle cucine, scampa miracolosamente all’assalto nazista.
  • All’indomani del secondo dopoguerra Codex Aesinas (agente 008)transita alla Biblioteca Nazionale di Firenze dove viene gravemente ‘ferito’ durante l’alluvione del 1966. Madre Natura è un avversario invincibile. Trasferito d’urgenza nel centro riabilitativo di Grottaferrata, non lontano dalla capitale, affidato alle cure dei monaci amanuensi dell’Abbazia Greca di San Nilo si rimette in forze. L’Abbazia è un centro d’eccellenza per i codici antichi.
  • Codex Aesinas attualmente risiede nella Biblioteca Nazionale di Roma dove non disdegna incontri con i suoi ammiratori provenienti da tutto il mondo.

Mosaici di San Nilo.

L’Abbazia è un unicum in quanto, fondata intorno al Mille da un gruppo di monaci greci prima dello Scisma, è l’ultimo monastero bizantino in Italia che dipende direttamente dalla Santa Sede.


Seriamente

La Germania, pubblicata nel 98 d.C., è un trattato etnografico di attualità, trovandosi Traiano al confine sul Reno in procinto di riprendere le ostilità in una zona ‘calda’ dell’impero. Una indagine sui Germani condotta secondo una prospettiva romanocentrica.

Sulla scia del grande studioso Luciano Canfora, basta rivolgere lo sguardo al mito delle origini di Roma per capire che “il mondo romano, in quanto mondo delle mescolanze, è il più lontano dal culto di miti razziali.

[Per inciso il Codex Aesinas n. 8 contiene anche mutilo l’Agricola di Tacito].

 

Isabella Fantin è nata nel '61, abita a Milano in piena movida da tormento notturno. Una laurea in Cattolica in Lettere moderne. Docente di lungo corso, vaglia nuove rotte. Il tempo per lei è il vero lusso. Legge da sempre. Conduce una vita anonima. Le piace ricordare una frase che ripete sempre ai suoi studenti: leggere insegna a vivere. Ci crede anche lei.

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